Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Goletta Verde 2016: tre i punti inquinati sul litorale brindisino

Dei sei punti della provincia di Brindisi presso i quali quest'anno ha fatto tappa Goletta Verde, due (Villanova-Mogale e Giancola) sono risultati fortemente inquinati, mentre uno "solo" inquinato

BRINDISI – Dei sei punti della provincia di Brindisi presso i quali quest’anno ha fatto tappa Goletta Verde, due (Villanova-Mogale e  Giancola) sono risultati fortemente inquinati, mentre uno (la foce del canale reale di Torre Guaceto) è risultato “solo” inquinato. I valori delle sostanze nocive sono risultati entro i limiti, invece, a Savelletri, Torre San Leonardo (spiaggia del Pilone) e Apani (spiaggia libera di via di Torre Testa). (In basso, Spiaggia Archeolido Pennagrande, a nord degli Scavi D'Egnazia)

Spiaggia Archeolido Pennagrande (a nord degli Scavi D'Egnazia)-2

E’ quanto emerge dall’annuale report sullo stato di salute del litorale italiano fornito da Legambiente, che con la sua storica imbarcazione da oltre 30 anni naviga per monitorare il livello di inquinamento del mare e delle spiagge, per denunciare abusi e illegalità e promuovere buone pratiche di gestione dei territori. Il battello ambientalista quest'anno dedica in modo particolare il suo viaggio alla battaglia contro le trivellazioni in mare. Dalla relazione pubblicata sul sito ufficiale di Goleta Verde emerge che ogni 54 chilometri di costa c’è un punto inquinato. Sotto accusa ancora una volta finisce la mancata depurazione delle acque reflue. Dei 265 punti monitorati, uno ogni 28 km di costa, dal laboratorio mobile di Goletta Verde di Legambiente, il 52% è risultato inquinato o fortemente inquinato. L’88% di queste criticità è in corrispondenza di foci di fiumi, fossi, canali o scarichi presenti lungo la costa. Più della metà di questi sono in prossimità di spiagge e stabilimenti e quindi frequentati da bagnanti. (In basso, la spiaggia del Pilone)

Spiaggia del Pilone-2

LA MAPPA DI GOLETTA VERDE

La Puglia ha fatto dei miglioramenti rispetto allo scorso anno, anche se ci sono ancora numerose criticità da risolvere. Sugli 865 chilometri di costa del “Tacco d’Italia”, sono stati monitorati 30 punti. Sette di questi sono risultati oltre i limiti. In particolare sono 6 i siti fortemente inquinati e uno il sito inquinato. Goletta Verde ha redatto anche una classifica sullo stato delle adempienze e condanne a carico dell’Italia nei confronti dell’attuazione della direttiva 91/271/Ce, dalla quale emerge che l’Unione europea ha aperto 37 infrazioni a carico della Puglia, per una importo complessivo di 19 milioni di euro l’anno (in  basso, la spiaggia libera Via di Torre Testa). 

piaggia libera Via di Torre Testa,-2

Tornando alla provincia di Brindisi, Goletta Verde ha effettuato i suoi monitoraggi lo scorso 7 luglio. Gli esperti dell’associazione ambientalista sono partiti dalla foce del Canale Giancola, sul litorale a nord del capoluogo, risultato fortemente inquinato. Poi hanno risalito la costa, toccando: la spiaggia libera di via di Torre Testa, ad Apani (entro i limiti); la foce di Canale Reale, nella riserva di Torre Guaceto (inquinato); lo sbocco del depuratore su via dei Pioppi, Villanova, marina di Ostuni (ortemente inquinato); la spiaggia di Torre San Leonardo del Pilone, sempre a Ostuni (entro i limiti); la spiaggia Archeolido Pennagrande (a nord degli scavi di Egnazia), a Fasano (entro i limiti). (In basso, Foce del canale Giancola)

Foce del canale Giancola-2

Il monitoraggio di Goletta Verde ha l’obiettivo di rilevare e denunciare la presenza di scarichi non depurati che continuano a riversarsi in mare e non vuole sostituirsi a quello delle autorità preposte ai controlli sulla balneazione. Proprio per questo, i prelievi sono concentrati nei punti critici: foci di piccoli e grandi corsi d’acqua, di fossi, canali e scarichi, che costituiscono i principali veicoli dell’inquinamento da batteri fecali in mare, dove sussiste il “maggior rischio” di contaminazione. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto del ministero della Salute del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

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