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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Grazie alla donazione Vescina, 50 opere diventano pubbliche

I galleristi de "Il Tempietto", i coniugi Vescina, lasciano al Comune di Brindisi una importante collezione, da ieri in mostra

BRINDISI - È stata inaugurata ieri, mercoledì 13 giugno, alla presenza del commissario straordinario Santi Giuffrè, l’esposizione delle opere d’arte contemporanea donata dai coniugi Giuseppe e Maria Pia Vescina, al Comune di Brindisi. Già titolari di una galleria d’arte denominata “Il Tempietto”, situata a pochi passi dall’antico Tempio di San Giovanni al Sepolcro, l’importante donazione, che prende il nome dall’attività dei coniugi Vescina, costituisce il primo nucleo della Collezione permanente  di arte contemporanea del Comune di Brindisi. Si tratta di cinquanta preziose opere d’arte contemporanea realizzate da alcuni prestigiosi artisti ospitati nella galleria brindisina tra il 1979 e il 2006 che hanno voluto ritrarre il bellissimo Tempio di San Giovanni al Sepolcro.

L’inaugurazione dell’esposizione è stata preceduta dalla riconsegna alla città di uno stemma civico di Brindisi recuperato dal pattinodromo del Casale, dove era rimasto abbandonato per quasi cinquanta anni. A togliere il velo allo stemma civico ritrovato è stato il commissario straordinario, dottor  Santi Giuffrè, mentre la dottoressa Antonella Grassi, funzionaria dei Beni Monumentali del Comune di Brindisi,  ne ha brevemente ricostruito la storia: “È stato recuperato grazie al dottor Giorgio Sciarra che l’anno scorso me l’ha segnalato”, afferma la dottoressa Grassi che prosegue aggiungendo che lo stemma pare facesse parte del portale del vecchio Municipio  demolito nel 1956. Dopo la demolizione lo stemma fu messo prima in deposito e poi nel pattinodromo del Casale (realizzato negli anni Settanta), dove è rimasto per quasi cinquanta anni.

“Nel frattempo si era sporcato, si era riempito di muschi e licheni, dopo qualche vittoria del Brindisi probabilmente lo avevano tinteggiato di azzurro, comunque noi l’abbiamo recuperato, l’abbiamo portato qui a Palazzo Nervegna grazie alla Multiservizi”, spiega la Grassi, che conclude: “Grazie al maestro Vincenzo Caiulo è stato effettuato un restauro e una valorizzazione attraverso questo supporto. Mentre il restauratore lavorava, il professor Maddalena ha svolto ulteriori indagini. Pare che questo stemma sia stato realizzato probabilmente nel 1600 e poi utilizzato sul portale del Municipio, poichè sembra riprenda lo stemma che è posto sulla Fontana Tancredi”.

Lo stemma-3

Dopo la riconsegna dello stemma civico alla città ha avuto inizio la presentazione della donazione “Il Tempietto” nella Sala Università di Palazzo Nervegna. Nel folto pubblico presenti anche i due candidati sindaco Cavalera e Rossi. Ad aprire l’importante evento culturale, il commissario straordinario Santi Giuffrè, che ha evidenziato l’importanza della sinergia tra istituzioni pubbliche e il privato, per l’arricchimento culturale della città.

La dottoressa Antonella Grassi-2

Giuseppe Vescina ha quindi spiegato lo spirito della donazione: “La nostra galleria d’arte prese la denominazione Il Tempietto per la sua vicinanza al Tempio di San Giovanni al Sepolcro, situato a pochi passi di distanza. Il logo della galleria, realizzato per noi da Marcello Avenali, fu un’immagine grafica del Tempio”. Vescina ha ricordato poi come non ci fosse artista ospitato in galleria che non fosse catturato dalla bellezza e dalla lunga storia delle pietre del Tempio di San Giovanni al Sepolcro.

Il pubblico-5-44

“Nessuno che non fosse tentato dal fissarlo a matita, a olio, en plen air o nello studio, dove si rielaborava a memoria la freschezza del bozzetto”. E prosegue: “Nacque così una raccolta di ‘operine del cuore’ che non vogliamo tenere per noi o dividere, ora che siamo anziani, tra i nostri figli lontani in altri luoghi. Anche per loro e per i nostri nipoti desideriamo che esse restino a Brindisi, in dono alla città dove sono nato, perché continuino a vivere della straordinaria luce del Tempio e delle visioni di tanti artisti che abbiamo scelto ed amato”. E tra questi ricorda Marcello Avenali, Carlo Cattaneo, Tommasi Ferroni, Floriano Bodini e Giuseppe Marzano, presente in sala.

Una delle opere in mostra-2

“Mi spiace che con le loro piccole opere non vi possiamo lasciare anche i nostri tanti ricordi”, conclude Vescina. “Spero che le nostre piccole opere vi piacciano e siano apprezzate soprattutto per il valore che noi abbiamo dato, ed è un valore soprattutto emozionale”, aggiunge Maria Pia Vescina. La parola è quindi passata a Gianluca Tagliamonte, direttore del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, che si è soffermato sul rapporto di forte collaborazione inter istituzionale creatosi negli ultimi mesi tra l’Università del Salento e l’amministrazione comunale di Brindisi.

Il tavolo dell'inaugurazione-3

 “Un rapporto che poi ha avuto una cornice istituzionale con la stipula di una specifica convenzione che si è avuta nel corso degli ultimi mesi, nel mese di aprile”, afferma. “Una convenzione proprio finalizzata alla valorizzazione del patrimonio culturale brindisino e più in particolare quello appunto legato all’arte contemporanea”.  Tagliamonte ha spiegato che sulla scia di questa convenzione è nata la richiesta da parte dell’amministrazione comunale di Brindisi di avere un parere tecnico scientifico in merito a quella che era l’acquisizione, tramite donazione, della Collezione Il Tempietto. “Sulla base di tale parere tecnico-scientifico l’amministrazione comunale di Brindisi ha proceduto all’acquisizione della Collezione che oggi qui si presenta al pubblico”.

Una delle opere in mostra (3)-2

Il professor Massimo Guastella, che ha redatto il parere tecnico scientifico per conto del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Lecce ed ha curato il catalogo della mostra, ha evidenziato che le opere della collezione “raccontano anche un tracciato trentennale della cultura a Brindisi, dell’arte contemporanea a Brindisi, di una galleria d’arte contemporanea a Brindisi”. Il professore prosegue quindi rilevando che la mostra è una mostra permanente, che diventa il primo nucleo per un Museo d’arte contemporanea attraverso questa Collezione.

“Abbiamo anche pensato di rivolgere, attraverso il catalogo, il contributo ad un dibattito sull’arte contemporanea in Italia”, afferma Guastella, che evidenzia che la collezione è una collezione monotematica, a carattere iconografico, che porta il passato, la storia dell’arte, nella contemporaneità. Il professore prosegue dicendo: “In sé questa collezione è esclusiva perché poteva averla solo Brindisi, perché parla attraverso gli artisti della contemporaneità di uno dei peculiari aspetti dell’architettura medievale in Puglia, di Brindisi, San Giovanni al Sepolcro”.

E conclude: “Questo è ciò che io chiamo un modello culturale prodotto qui, esportabile, fuori da ogni colonizzazione culturale, perché noi dobbiamo lavorare per produrre cultura ed esportare cultura”. “Adesso possiamo dire che abbiamo una nostra collezione di arte contemporanea che appartiene a Brindisi, che parla di un’opera di Brindisi”. Guastella ringrazia, infine, i coniugi Vescina perché “hanno costruito in trenta anni questa opportunità per noi e per le nostre generazioni future”.

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