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Un frame del video dell'attentato incendiario in piazza Spadini

Un frame del video dell'attentato incendiario in piazza Spadini

Guerra di mala a Brindisi, secondo blitz: nove arresti dei carabinieri

Obbligo di dimora per altri due brindisini: sono accusati, a vario titolo, di sequestro di persone, minacce, violenza privata e porto e detenzione di kalashnikov. Le indagini si riferiscono a due presunti gruppi: uno riconducibile ad Antonio Borromeo, l'altro ad Antonio Lagatta: entrambi già in carcere

BRINDISI - L'inchiesta sulla guerra di mala a Brindisi ha portato a un secondo sviluppo con un nuova ondata di arresti, eseguiti dai carabinieri: nove indagati sono finiti in carcere in esecuzione di un'ordinanza du custodia cautelare, due invece hanno ottenuto l'obbligo di dimora. Una donna è indagata a piede libero.

L'inchiesta

Si tratta delle indagini che si riferiscono a due presunti gruppi riconducibili ad Antonio Borromeo e ad Antonio Lagatta, fermati nei mesi scorsi dai militari e tutt'ora in carcere, dopo la pronuncia del Tribunale del Riesame di Lecce. Gli espisodi contestati sono riconducibili agli scontri dell’autunno scorso in Brindisi, quando due fazioni si sono fronteggiate con una serie di attentati e ferimenti con armi da fuoco, tra cui kalashnikov. Nel corso delle indagini sono state sequestrate quattro pistole di vario calibro con relativo munizionamento, due auto rubate, parte del bottino di una rapina pari a 10mila euro, abbigliamento utilizzato per il travisamento, due ricetrasmittenti. 

Video: le immagini dell'attentato incendiario in piazza Spadini

Le accuse

Le contestazioni del provvedimento odierno riguardano invece avvenimenti non contenuti nei primi due, per fatti commessi in Brindisi nel novembre 2017, comunque inquadrabili nella stessa dinamica. Sono accusati, a vario titolo, di sequestro di persone, minacce, violenza privata e porto e detenzione di kalashnikov. Alle 9 conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Brindisi.

Video: le dichiarazioni del colonnello De Magistris

Gli arrestati

Gli arrestati della prima fazione sono: Antonio Borromeo, 25 anni, Antimo Libardo, 40 anni, Lorenzo Russo, 21 anni, Tiziano Marra, 20 anni. Gli arrestati della seconda fazione:  Diego Pupino,23 anni,  Alessio Giglio, 25 anni, Claudio Rillo, 23 anni, Michael Maggi, 24 anni. La misura dell'obbligo di dimora nel Comune di residenza è stata emessa a carico di Damiano Truppi e Vincenzo Vantaggiato, per i quali il pm aveva chiesto la custodia ai domiciliari. A piede libero è rimasta Antonella De Giorgi, non essendoci esigenze cautelari, né indizi riferiti a un diretto coinvolgimenti negli episodi contestati.

Operazione Alto Impatto 2-2

L'inizio della guerra di mala

Sono già in carcere  i brindisini Antonio Borromeo, Antonio Lagatta, ritenuti antagonisti, e di Michael Maggi e Claudio Rillo, considerati legati al secondo, tutti arrestati dai carabinieri nel blitz Alto Impatto, il 7 novembre 2017, successivo alla guerra di mala in città iniziata nel mese di settembre.

Spari via Raffaello 3-2

La guerra di mala è iniziata la notte del 13 settembre 2017: furono esplosi colpi di kalashnikov contro la palazzina in piazza Raffaello, quartiere Sant’Elia, in cui Christian Ferrari era rientrato per un permesso premio di 36 ore, dalla comunità nella quale era ristretto ai domiciliari dopo l’arresto per la rapina da centomila euro alla gioielleria Follie d’oro dell’Ipercoop, avvenuta il 3 dicembre 2014.

Sant'Elia e Cappuccini: 24 ore di terrore

La rapina con la successiva confessione del solo Ferrari, condannato anche in appello, è da considerare un primo motivo alla base dell’astio perché nelle dichiarazioni rese in sede di Riesame, il giovane non aveva mai scagionato Angelo Sinisi, fratello di Antonio Borromeo, condannato anche lui,  assieme a Francesco Colaci, e Antonio Di Lena. Mai trovato il bottino.


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I due gruppi rivali

Secondo la ricostruzione evidenziata nella prima ordinanza di custodia cautelare, a sparare sarebbe stato Antonio Borromeo  assieme “a complici allo stato rimasti ignoti”.  La risposta immediata la diede Angelo Ferrari, padre di Christian, arrestato anche lui, prendendo di mira l’auto di Borromeo. Ammissione che l’uomo ha fatto conversando con una persona in auto, mai pensando di essere intercettato.

Rillo e Maggi sono considerati “ragazzi” del gruppo di Lagatta con il quale avrebbero sparato a titolo di esercizio, in via Corte Sele, quartiere Perrino, la notte del 10 ottobre scorso, usando una pistola calibro 7,56 e avrebbero preso parte a un’azione di fuoco, non andata a buon fine, tre giorni dopo. Il 13 ottobre avrebbero voluto rispondere ad Antonio Borromeo perché quel pomeriggio, il “rivale” aveva incrociato l’auto, una Fiat Stilo usata dal gruppo nei pressi dell’incrocio tra viale Da Vinci e via Dalbono e dopo un’accelerata ha impugnato la pistola per sparare. Nella Fiat, c’erano Rillo e Maggi oltre a Lagatta: sarebbero tornati indietro per vendicarsi, ma si sono fermati dopo aver visto i carabinieri e a quel punto si sono limitati a sparare in aria.

Del gruppo di Lagatta, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto parte anche Diego Pupino, destinatario di ordinanza di custodia cautelare, al quale sono stati riconosciuti i domiciliari, dopo il ricorso al Tribunale in funzione di Riesame.

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