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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Guerra di mala: Borromeo, Lagatta e gli altri indagati al Riesame

Ottiene i domiciliari Alessio Giglio: venne arrestato in flagranza di reato per detenzione di un revolver e mannite assieme a Claudio Rillo e Michael Maggi. Questi ultimi ritenuti legati a Lagatta assieme a Diego Pupino

BRINDISI – Il Tribunale del Riesame è la carta giocata per ottenere i domiciliari da Antonio Borromeo, 24 anni, e Antonio Lagatta, 21, i due brindisini fermati il 7 novembre scorso dai carabinieri nell’inchiesta sulla guerra di mala iniziata in città a settembre.

Antonio Borromeo-2I ricorsi sono stati discussi davanti al collegio, nella mattinata di oggi. I giudici si sono riservati sulla richiesta di libertà così come l’attenuazione della misura con il riconoscimento dei domiciliari, chiesti dalle penaliste Laura Beltrami per Borromeo (nella foto accanto) e Cinzia Cavallo per Lagatta (foto in basso). I due indagati sono ritenuti a capo di schieramenti opposti, entrati in contrasto diverse volte, a colpi di arma da fuoco. Anche kalashnikov stando a quando hanno avuto modo di accertare i carabinieri nell’inchiesta tenuta a battesimo sotto la voce Alto impatto, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Simona Rizzo.

Borromeo, allo stato, è accusato di aver esploso colpi di kalashnikov contro la finestra dell’appartamento della famiglia di Christian Ferrari, in piazza Raffaello, quartiere Sant’Elia, la notte del 13 settembre. Avrebbe agito assieme ad altre persone, sulla cui identità sono ancora in corso accertamenti. I nomi dei nuovi indagati sono coperti da omissis. Il movente sarebbe legato al fatto che Ferrari, tornato a casa la mattina precedente per un permesso premio, dopo l’arresto per la rapina nella gioielleria Follie d’oro del centro commerciale Le Colonne, non avrebbe reso dichiarazioni utili a scagionare Angelo Sinisi, fratello di Antonio Borromeo. Sinisi per quel colpo è detenuto nel carcere di Lecce. Sia Ferrari che Sinisi sono stati condannati in primo grado, con rito abbreviato e sono in attesa dell’appello. La stessa notte del 13 settembre, il padre di Christian Ferrari, Antonio, prese di mira l’auto di Borromeo e sparò. Anche Ferrari padre è in carcere. Il Riesame non è ancora stato depositato.

LA GATTA Antonio, classe 1995-2In sede di udienza di convalida del fermo, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, sia Borromeo che Lagatta si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Stessa decisione maturata per gli altri brindisini che, stando l’accusa, avrebbero preso parte alle sparatorie, per lo più gambizzazioni, avvenute a Brindisi: Michael Maggi, Claudio Rillo e Diego Pupino, tutti e tre indicati come vicini a Lagatta. Maggi è stato arrestato dopo essere riuscito a sottrarsi all’esecuzione del decreto di fermo, in un’abitazione in centro, in via XX Settembre, nella quale c’era Rillo e c’era Alessio Giglio (foto in basso), brindisino che aveva in uso quel monolocale. I tre sono stati arrestati in flagranza di reato con le accuse di detenzione di armi, in revolver con caricatore calibro 22, e droga, più esattamente mannite.

GIGLIO Alessio, classe 1993-2Nella tarda mattina odierna sono stati discussi i ricorsi dinanzi al Riesame per Giglio, Maggi, Rillo e Pupino in relazione all’arresto in flagranza: al momento, i giudici hanno concesso i domiciliari solo a Giglio, difeso dall’avvocato Daniela d’Amuri. L’indagato in sede di convalida ha spiegato di non sapere che Maggi fosse ricercato e di essersi limitato unicamente a dare ospitalità a due amici che gli avevano chiesto aiuto. Quanto all’arma, ha detto di non saperne niente. Stessa dichiarazione rispetto alla mannite, usata solitamente come sostanza da taglio. Giglio, infine, ha voluto spiegare la provenienza del denaro posto sotto sequestro dai militari: 7.800 euro, somma che a suo dire avrebbe vinto giocando in una ricevitoria di Corso Roma. La penalista d’Amuri ha depositato le ricevute di pagamento.

Pupino, Lagatta e Rillo sono anche accusati si aver esploso colpi di pistola in via Corte Sele, rione Perrino, la notte del 10 ottobre, per esercitarsi a maneggiare una pistola. Antonio Borromeo, inoltre, è accusato di aver sparato all’auto di Lagatta, una Fiat Stilo, a bordo della quale c’erano Rillo e Maggi, il pomeriggio del 13 ottobre, a ridosso della rotatoria tra via Dalbono e via Da Vinci, quartiere Sant’Elia. Lagatta e gli altri avrebbe risposto al fuoco pochi minuti dopo, limitandosi a sparare in aria.

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