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Guerra di mala, il Riesame conferma il carcere per Maggi e Rillo

Per Maggi cade solo l’accusa di detenzione di un kalashnikov. I due brindisini ritenuti legati al gruppo che, per l’accusa, sarebbe stato guidato da Lagatta in contrapposizione a Borromeo

BRINDISI – Il Tribunale del Riesame ha confermato il  carcere per i brindisini Michael Maggi e Claudio Rillo, ritenuti coinvolti nella guerra di mala in città, iniziata lo scorso mese di settembre, con colpi di kalashnikov sparati nel quartiere Sant’Elia, andata avanti a suon di gambizzazioni e terminata solo con i fermi e i successivi arresti dei carabinieri.

MAGGI Michael, classe 1994-2I giudici hanno respinto i ricorsi discussi nella giornata di ieri per i due indagati, considerati appartenenti al gruppo che, per l’accusa, sarebbe stato guidato da Antonio Lagatta, in contrapposizione a quello di Antonio Borromeo. Per Maggi è caduta l’accusa mossa in relazione alla detenzione di un kalashnikov. Le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane.

Sia Lagatta che Borromeo, dopo il decreto di fermo, convalidato dal gip del Tribunale di Brindisi, hanno tentato la strada del Riesame per ottenere i domiciliari, ma niente da fare. Il Collegio ha negato anche l’attenuazione della misura, riservandosi le motivazioni.

Alla stessa conclusione il Riesame è arrivato rispetto alle posizioni di Rillo, arrestato il 10 novembre scorso, assieme a Maggi, in un mini appartamento del Centro di Brindisi, in via XX Settembre, in uso ad Alessio Giglio. Arresto in flagranza per tutti e tre con l’accusa di detenzione di mannite e di un revolver calibro 22. Giglio, nel frattempo, ha ottenuto i domiciliari. Per Rillo e Maggi, invece, in relazione all’arresto in flagranza, il carcere è stato confermato. Stessa conferma in ordine alle accuse più gravi mosse nell’ordinanza di custodia cautelare nella quale sono stati ricostruiti quattro degli otto episodi che i carabinieri hanno tenuto a battesimo sotto la voce Alto impatto.

RILLO Claudio, classe 1995-2Rillo e Maggi sono considerati “ragazzi” del gruppo di Lagatta con il quale avrebbero sparato a titolo di esercizio, in via Corte Sele, quartiere Perrino, la notte del 10 ottobre scorso, usando una pistola calibro 7,56 e avrebbero preso parte a un’azione di fuoco, non andata a buon fine, tre giorni dopo. Il 13 ottobre, stando  quanto si legge nel provvedimento di arresto, avrebbero voluto rispondere ad Antonio Borromeo perché quel pomeriggio, il “rivale” aveva incrociato l’auto, una Fiat Stilo usata dal gruppo nei pressi dell’incrocio tra viale Da Vinci e via Dalbono e dopo un’accelerata ha impugnato la pistola per sparare. Nella Fiat, c’erano Rillo e Maggi oltre a Lagatta: sarebbero tornati indietro per vendicarsi, ma si sono fermati dopo aver visto i carabinieri e a quel punto si sono limitati a sparare in aria.

Del gruppo di Lagatta, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto parte anche Diego Pupino, destinatario di ordinanza di custodia cautelare, al quale sono stati riconosciuti i domiciliari, dopo il ricorso al Tribunale in funzione di Riesame.

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