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“Rapina al compro oro: non sono stato io, sono innocente”

Respinge le accuse davanti al gip Antonio Mangiulli, di Brindisi, arrestato per il colpo in via Sicilia. Rimane in carcere. Caccia al complice, mai trovata la pistola. Ancora senza nome il terzo bandito che con lui e Valenti partecipò alle rapine nella gioielleria Fischetti e in tabaccheria

BRINDISI – “Signor giudice, sono innocente: non sono io quello della rapina al Compro oro, non c’entro niente. Io ho sbagliato una sola volta nella mia vita ed è stato quando ho partecipato al colpo alla gioielleria Fischetti e poi a quello nella tabaccheria del Perrino”.

antonio mangiulli-2Davanti al gip Paola Liaci del Tribunale di Brindisi ha professato la sua completa estraneità Antonio Mangiulli, 27 anni, arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver preso parte alla rapina a mano armata nel Compro Oro di via Sicilia, rione Commenda, il 5 gennaio scorso. L’azione fruttò quattromila euro a due persone. Secondo il pm, tenuto conto delle immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza interne ed esterne al punto, uno dei due banditi, entrambi con il volto travisato, ha fisico e altezza corrispondenti a quelle di Mangiulli ritenuto “corpulento” rispetto all’altro più esile, nonché abbigliamento simile a quello indossato dall’uomo. Nell’abitazione di Mangiulli sono stati trovati un “giubbotto in pelle con cucitura orizzontale e un maglioncino di colore beige a righe” entrambi “identici a quelli indossati dall’uomo” che nelle informative dei carabinieri viene indicato con il numero 2. Dell’altro bandito non ci sono notizie. Non è stato ancora identificato, né è stata trovata la pistola.

Mangiulli che lavora a giornata nel mercato del rione Commenda ha affrontato l’interrogatorio di garanzia  questa mattina, al fianco sul suo avvocato, Simona Ermanno. La penalista presenterà istanza di revoca della misura cautelare in carcere. L’indagato, venti giorni dopo il colpo da Compro Oro,  il 25 gennaio scorso è stato arrestato in flagranza dai carabinieri per due tentate rapine commesse in città a distanza di pochi minuti: la prima nella gioielleria Fischetti di corso Garibaldi e l’altra nella tabaccheria di via Tevere, rione Perrino, dove sono stati esplosi due colpi di pistola per intimare ai banditi la fuga.

In sede di convalida, il brindisino ha reso confessione piena ammettendo la partecipazione ad entrambe le azioni, ma negando di aver puntato il fucile contro il carabiniere. “Non so usare le armi, non le ho mai prese in mano prima di quel pomeriggio quando ho commesso la fesseria più grande della mia vita”, disse al gip.

Identiche contestazioni sono state mosse nei confronti di Emilio Valenti, 25 anni, residente a Brindisi. Resta senza nome il terzo bandito, brindisino anche lui. Né Mangiulli né Valenti hanno detto di conoscerlo, avendolo incontrato solo quel pomeriggio.

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