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Cronaca

"Hanno incendiato il box perchè sono gay"

TUTURANO - Lo scantinato dato alle fiamme il 9 ottobre scorso è di Gianluca, un ragazzo gay che è stato costretto a fuggire dall’Italia, da Brindisi, da Tuturano perché la sua vita quaggiù si era trasformata in un inferno. Ha 29 anni, adora gli animali, si è sempre preso cura della nonna disabile venuta a mancare due mesi fa.

TUTURANO - Lo scantinato dato alle fiamme il 9 ottobre scorso è di Gianluca, un ragazzo gay che è stato costretto a fuggire dall'Italia, da Brindisi, da Tuturano perché la sua vita quaggiù si era trasformata in un inferno. Ha 29 anni, adora gli animali, si è sempre preso cura della nonna disabile venuta a mancare due mesi fa. E' dovuto emigrare in Germania, per un lavoretto part-time con un contratto dalla durata di pochi mesi. Ha appreso da lì che la cantina dell'abitazione di via Rossini era stata data alle fiamme e ancora una volta un brivido di paura gli ha attraversato la pelle, è ripiombato nell'incubo delle vessazioni subite.

Gianluca Calignano è omosessuale, non ne ha mai fatto mistero. Non è mai stato un problema per la sua famiglia, lo è stato per il contesto in cui si è ritrovato a crescere, circondato da affetti cari ma da un odio gratuito, inspiegabile. "Sono scappato via all'estero anche perché non ce la faccio più, dopo anni di continue vessazioni subite perché sono gay ho pensato che fosse l'unica soluzione", racconta.

"Ho paura di tornare in Puglia" prosegue. Nei mesi trascorsi erano apparse delle scritte omofobe sui muri della sua abitazione. Gli hanno tagliato ripetutamente gli pneumatici dell'auto, gli hanno intimato di lasciare il paese perché "a Tuturano non c'è spazio per i gay". Ora Gianluca chiede aiuto: "A marzo il sindaco di Brindisi mi aveva promesso che mi avrebbe assegnato un alloggio popolare lontano da Tuturano, ma non ha mai dato seguito all'impegno. Ora vivo fuori, ma dovrò tornare. E ho paura".

Sogna un'esistenza normale, lo si legge sulla sua pagina Facebook. Una proposta di matrimonio in grande stile, l'anima gemella. Una vita felice. Alla nonna era legatissimo. Pubblica le sue foto, se n'è occupato come una madre si prende cura di un figlio. Quando è morta ha dovuto fare i conti anche con una situazione economica ancor più difficile rispetto a quella già patita da bambino e poi da adolescente. Ha dovuto cercarsi un lavoro, lo ha trovato all'estero ma è un'occupazione a tempo determinato. Dovrà rientrare in Italia, a Tuturano.

In passato aveva anche denunciato i suoi persecutori ai carabinieri. Ma, non conoscendone i volti, non ha mai potuto indicarne i nomi, per condurre gli investigatori sul giusto tracciato. La storia continua, secondo Gianluca anche l'incendio che ha procurato grande apprensione fra i residenti (una famiglia ha dovuto calare giù dalla finestra la figlia che versa in coma vegetativo) è da addebitare a una sortita omofoba di chi gli vuole male. Il 29enne è lontano, ma non sarà per sempre. E scappare via, lo sa bene, non è la soluzione.

 

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