Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

"Ho accoltellato mia moglie", ma era uno scherzo: denunciati gli autori. Pagheranno le spese per le ricerche

Il 7 maggio la telefonata al Vito Fazzi di Lecce, dopo si sono attivati i carabinieri tra Erchie e Avetrana, anche con drone ed elicottero. Individuati due giovani

La vecchia stazione di Avetrana, in agro di Erchie, dove si sono concentrate le ricerche

ERCHIE - Il 7 maggio, poco dopo la mezzanotte, la chiamata a un numero del Vito Fazzi di Lecce: una donna dice di essere stata accoltellata, un uomo conferma. Partono le ricerche, serrate. Ma si è trattato di uno scherzo, ipotesi presa già in considerazione dai carabinieri, che comunque per dovere hanno dovuto procedere con le ricerche. Adesso i responsabili sono stati rintracciati e denunciati dai militari della compagnia di Francavilla Fontana, gli stessi militari che si sono messi sulle tracce della (presunta) donna accoltellata e dell'uomo. Ricerche serrate, come detto, con tanto di drone ed elicottero. I due - un 27enne originario del Barese e una 15enne - sono stati denunciati e dovranno inoltre rifondere le spese sostenute dalle forze dell'ordine durante le ricerche. Tra l'altro, dalla stessa sim utilizzata per lo scherzo erano partite varie chiamate, tra il 6 e il 7 maggio, a diversi ospedali e a numeri d'emergenza. 

La chiamata all'ospedale

E' il 7 maggio 2021. Da mezz'ora è passata l'una di notte all'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Squilla il telefono del triage del pronto soccorso. Dall'altro lato del filo c'è una donna. Dice di avere 19 anni. E, soprattutto, dice di essere stata accoltellata dal marito. Con un tono concitato, fornisce le proprie generalità. Altro aspetto importante in questa vicenda: dice di trovarsi nelle campagne tra Erchie e Avetrana (Taranto), nei pressi di una stazione ferroviaria abbandonata. La conversazione tra la donna e il personale sanitario viene interrotta bruscamente. Un uomo prende la cornetta e comincia a parlare. Dice di essere il marito della donna, dà nome e cognome ed età (30 anni). Dice di essersi ferito con un coltello, sviene. La coppia spiega di aver lasciato nella zona indicata una Lancia Ypsilon con le quattro frecce lampeggianti. Poi si sentono delle urla, quindi la telefonata si interrompe. E' durata una quarantina di minuti. Da questo momento in poi, partono le ricerche.

Le ricerche

I carabinieri ancora non sanno di trovarsi di fronte a uno scherzo. Non lo possono sapere, c'è un allarme, non c'è tempo. Occorre attivarsi subito, per quanto si sa, potrebbe essere tutto vero, una donna potrebbe essere in pericolo. Intanto, ci sono dei punti fermi: i nomi forniti, l'autovettura e la zona - seppur approssimativa - segnalata. In primissima battuta vengono inviate, a telefonata ancora in corso, diverse ambulanze, con dispositivi acustici attivati, al fine di percepire telefonicamente l'avvicinarsi "delle sirene", ma tale accertamento non produce alcun risultato così come le ricerche protrattesi, senza soluzione di continuità, per ben tre giorni. Sul luogo indicato nessuna presenza della Lancia Ypsilon. Le ricerche proseguono con la luce, un drone sorvola le campagne pugliesi, nei pressi dell'ex stazione ferroviaria di Avetrana, situata in agro di Erchie. Poi, nel pomeriggio tocca a un elicottero, è l'MCH 109° del nucleo elicotteri carabinieri di Bari, per perlustrare dall’alto. Ma le ricerche non sembrano portare a nulla, nonostante l'impegno dei carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana e di tutto il comando provinciale. 

E' uno scherzo

L'ipotesi dello scherzo è sempre stata presente agli investigatori. Ma, come già specificato, bisognava appurare prima che nessuno fosse in pericolo di vita. Mentre le ricerche sono in corso, una squadra di carabinieri specializzati nelle attività tecnico-informatiche della compagnia di Francavilla Fontana, sin dalle prime ore della richiesta di aiuto, in una corsa contro il tempo, riesce a escludere la partenza della telefonata dalla zona segnalata, ovvero nelle campagne tra Erchie ed Avetrana. Si rende però necessario approfondire gli accertamenti, allo scopo di eliminare qualunque possibilità di errore nell'analisi dei dati considerati. E' in questa fase che si riesce ad accertare che la telefonata era partita da un'utenza telefonica cellulare attestata nel Comune di Sondrio. Successivamente, i carabinieri riescono quindi a escludere l'ipotesi di trovarsi in presenza di persone in reale pericolo di vita, sospendendo le ricerche. Accertano inolte che l'utilizzatore della stessa utenza telefonica, tra il 6 ed il 7 maggio, aveva contatto: la centrale Operativa dei Carabinieri di Trani, riferendo propositi suicidari; il distaccamento dei Vigili del Fuoco dello scalo aeroportuale, riferendo di un incendio in luogo imprecisato; la centrale operativa dei carabinieri di Trani; il Policlinico di Bari; il Policlinico di Catania; il Radiotaxi Bari; l'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Importante la collaborazione con i militari di Sondrio.

Individuati gli autori

Il cerchio si stringe, con i carabinieri di Sondrio i colleghi di Francavilla Fontana incrociano i dati.  L'utenza telefonica da cui sono partite le chiamate risulta intestata a un cittadino di Sondrio, che però è estraneo alla vicenda. Le attività permettono comunque di risalire ai reali responsabili. La ragazza minorenne utilizzatrice della sim, rintracciata dai carabinieri di Sondrio, ammette la propria responsabilità riferendo che si è trattato di un banale scherzo, compiuto con la complicità del suo amico 27enne, originario della provincia di Bari ma residente a Sondrio. Anche quest'ultimo, infatti, dinanzi ai carabinieri, spontaneamente ammette le proprie responsabilità circa la telefonata effettuata. Solo uno scherzo, dunque, uno scherzo che ha attivato un imponente dispositivo di ricerche. I carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Brindisi e alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, i due giovani di 27 anni (lui) e 15 (lei), per "procurato allarme alle autorità" e "interruzione di un ufficio o servizio pubblico". Per il 27enne pugliese si sono aperte le porte della casa circondariale di Sondrio, poiché durante gli accertamenti eseguiti nel corso della permanenza presso la caserma dei carabinieri, è emerso che il giovane risultava destinatario di un provvedimento restrittivo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani per violazione delle prescrizioni dell’obbligo di dimora. Al termine della quantificazione delle spese sostenute per le ricerche, protrattesi per più giorni, l'importo verrà addebitato ai due autori dello scherzo, costato molto caro.

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