Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

“Ho aggredito io il 19enne, non il papà del minore violentato”

In Procura si costituisce un uomo di Brindisi che confessa di aver sferrato un pugno allo studente arrestato per abusi sessuali su un 12enne: è un parente del ragazzino e ha scagionato il papà del minore finito ai domiciliari con l’accusa di lesioni personali. E’ stato accompagnato dalla polizia giudiziaria dall’avvocato Valentina De Mitri

BRINDISI – “Il papà del minorenne non c’entra niente, lui è innocente, sono stato io, solo io, a picchiare lo studente di 19 anni accusato di violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni. E sono stato sempre io a chiedere un incontro con quel tizio su Facebook dopo aver saputo cos’era successo. Ma non ho usato il martello”.

procura di Brindisi-3A parlare è un parente del papà del minore vittima degli abusi: si è presentato in Procura con l’avvocato Valentina De Mitri e ha confessato di essere stato l’autore – l’unico -  dell’aggressione ai danni del liceale S.P., ai domiciliari dallo scorso 20 maggio.

Risiede a Brindisi, non ha mai avuto problemi con la giustizia e nel pomeriggio di oggi (30 maggio) ha chiesto al suo legale di costituirsi negli uffici della polizia giudiziaria presso la Procura, dove ha ammesso le proprie responsabilità di fatto scagionando il genitore del ragazzino, finito anche lui ai domiciliari con l’accusa di lesioni personali in relazione all’aggressione denunciata dal 19enne ritenuto l’autore della violenza sessuale.

Nell’ordinanza di arresto eseguita dagli agenti della Mobile, la contestazione si riferisce a tre episodi, avvenuti a Brindisi, tra ottobre e novembre 2015, in un rudere del parco Cesare Braico, dopo che il maggiorenne, all’ultimo anno di un istituto superiore, avrebbe contattato il dodicenne su Facebook usando un profilo falso, con il nome di una ragazza.

Accanto alla penalista, il parente del genitore indagato ha chiesto agli ufficiali di mettere a verbale le sue dichiarazioni: “A quello studente ho dato un pugno, ma non volevo aggredirlo”, ha tenuto a precisare. “Gli ho chiesto io un incontro in un luogo pubblico perché avevo saputo della violenza, ma i genitori del ragazzino non c’entrano niente. Con loro non ho mai parlato di questa cosa, lo faccio ora per la prima volta”, ha aggiunto per poi spiegare le ragioni di una confessione tardiva, in quanto avvenuta dopo gli arresti.

“Speravo che il ragazzo di 19 anni ritrattasse l’accusa mossa nei confronti del papà del minorenne, invece così non è stato: ho saputo che non ha detto niente e mi sono fatto avanti. Ripeto: sono io l’unico responsabile dell’aggressione, ma non ho usato un martello, gli ho sferrato un pugno in faccia e gli avrò fatto male con gli anelli”.

Il contatto tra l’uomo e il 19enne sarebbe avvenuto sempre su Facebook, stando a quanto ammesso nel corso della verbalizzazione, trasmessa al pubblico ministero titolare del fascicolo, Pierpaolo Montinaro, il quale aveva chiesto per lo studente gli arresti in carcere.

somma ghizzardi montinaro-2-2-2Sempre oggi, in mattinata, c’è stato l’interrogatorio di garanzia per il papà del minorenne, assistito dall’avvocato Gianluca Palazzo: “Non sono io l’aggressore: quel ragazzo non lo conosco, non l’ho mai visto e mai incontrato”, ha detto il genitore rispondendo alle domande dello stesso pm, oltre che del giudice per le indagini preliminari Luigi Forleo che ha firmato il provvedimento di arresto.

Il genitore è stato riconosciuto dal 19enne sulla base di un paio di foto tratte da Facebook che risalgono a qualche anno addietro: si tratta di primi piani in cui si vede un uomo con la testa rasata, lineamenti non coincidenti con quelli del papà. Il difensore domani mattina presenterà istanza di revoca della misura cautelare al gip e contestualmente presenterà istanza al Tribunale del Riesame.

Venerdì scorso è stato conferito incarico per la perizia necessaria alla lettura di tutte le chat partite dagli account di computer, tablet e smartphone in uso al 19enne, tra i profili Facebook e Whatsapp.

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