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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Ostuni

Hotel “Fazenda”, tensione tra i profughi. Il gestore: “Stop a questa emergenza”

OSTUNI – Ennesima notte ad alta tensione, quella di ieri, tra gli immigrati ospiti del complesso alberghiero “La Fazenda”, nella marina della Città bianca.

OSTUNI - Ennesima notte ad alta tensione, quella di ieri, tra gli immigrati ospiti del complesso alberghiero "La Fazenda", nella marina della Città bianca.

Neppure il tempo di smaltire le conseguenze della maxi rissa scoppiata la scorsa settimana, ed ecco che il clima è tornato incandescente. Stanotte le forze dell'ordine sono dovute intervenire, per sedare gli animi. Un banale litigio, la scintilla che ha rischiato di generare una nuova, colossale baruffa. Nel corso dei disordini, sono stati arrecati ulteriori danni all'impianto ricettivo, già messo a soqquadro in occasione della violenta baraonda di venerdì scorso. Ed ora è allarme rosso, sotto il profilo dell'ordine pubblico.

Pronto a gettare la spugna, il titolare del complesso alberghiero: "L'impianto ricettivo non è più nelle condizioni di continuare ad offrire ospitalità ai profughi. Ho sbagliato, non avrei dovuto aderire al Piano regionale di accoglienza. Lo dico con amarezza, avendo offerto la mia disponibilità con l'assoluta convinzione che era utile spalancare le porte alla solidarietà. Ma qui ormai è un caos inaccettabile, in attesa dei permessi definitivi di soggiorno. Ho messo la struttura a piena disposizione della Protezione civile, ma sono stato lasciato solo a gestire questa emergenza, ricevendo sino ad oggi soltanto danni evidenti. A queste condizioni non è possibile andare avanti. La struttura è al collasso".

L'albergo "La Fazenda" fu l'unica struttura ricettiva locale ad aver raccolto nel maggio scorso l'invito della Protezione civile, ospitando i rifugiati: una quarantina, in partenza, poi lievitati. Attualmente sono circa ottanta gli immigrati che hanno trovato ricovero nella struttura. Tutti identificati, in possesso del permesso provvisorio di soggiorno e in attesa di quello a lunga scadenza. Molti di loro provengono dalle terre tunisine situate ai confini con la Libia, altri sono scappati dalla Palestina, dalla Siria, dall'Afghanistan, dal Ghana, dalla Nigeria, dal Pakistan e dal Bangladesh.

Giancarlo Scalone, segreteria cittadino della Federazione della sinistra, chiede al Comune, alla Protezione civile e alla Regione Puglia di intervenire: "Le Istituzioni si facciano carico dell'evidente disagio dei profughi e dell'oggettivo stato di emergenza al quale è stato abbandonato anche il gestore dell'albergo".

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