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"I Mille" tornano alla carica: chiudere i corsi di Brindisi al traffico

Tornano "I Mille di Corso Garibaldi" per polemizzare con chi vorrebbe più traffico sui corsi del centro urbano, in nome della valorizzazione turistica. Accuse di arretratezza culturale ai fautori dell'apertura al traffico

BRINDISI - Tornano "I Mille di Corso Garibaldi" per polemizzare con chi vorrebbe più traffico sui corsi del centro urbano, in nome della valorizzazione turistica. Accuse di arretratezza culturale ai fautori dell'apertura al traffico, e invito al sindaco a rispettare il Piano urbano della mobilità rendendo i corsi pedonali. Ecco il comunicato intergrale del movimento spontaneo che a suo tempo si oppose al'ordinanza Consales che sospendeva la chiusura ai veicoli di corso Garibaldi.

Brindisi è una città che non finisce mai di stupire, sia nel bene che nel male. Ed è così che, nella settimana in cui una signora anziana, una mamma e la sua bambina sono finite in ospedale  proprio a causa della pavimentazione disastrata,su corso Umberto e piazza Vittoria, assistiamo al meraviglioso piano ripetuto da qualche solito personaggio, che vuole rilanciare il turismo a Brindisi...riaprendo corso Umberto al traffico e chiedendo di ristabilire i parcheggi sul già martoriato e disastrato corso Garibaldi.

Sì…corso Garibaldi, con la sua carreggiata sfondata, con il suo parcheggio abusivo su piazza Rubini e con le sue chianche ormai annerite e compromesse, è il simbolo di una città abbandonata a se stessa, ostaggio di pochissime mentalità ancorate al secolo scorso, in cui la comodità di entrare con la macchina dentro la vetrina, dovrebbe vincere sulla civiltà e sul bello. Del resto, un turista, un bambino, un amante della propria città, non può che apprezzare una strada, ex salottino, ridotta  a un campo di guerra, una viale malsano dove il passeggio puzza di smog e i gelati e aperitivi assorbono benzene e diesel in combustione.

Ma, per fortuna, sono tantissimi i brindisini evoluti e che desiderano una città migliore. Qualcuno fa finta di non ricordare, ma più di 4000 brindisini in meno 10 giorni hanno firmato affinché i corsi ritornassero a essere il salottino buono del capoluogo. Per fortuna Brindisi è viva,non vuole tornare indietro e ride quando legge che i turisti e possibili clienti  rimarrebbero affascinati dal serpentone squallido di veicoli su una stradina di 100 metri.

Del resto continuiamo ad ammirare il centro storico di Lecce, libero da auto, assistiamo ai corsi di Bari, che diventano sempre più pedonali e continuiamo a constatare che a Brindisi, invece, alcuni commercianti vogliono ammirare la propria macchina parcheggiata davanti alla loro vetrina. Caro sindaco, se vuole essere davvero rappresentare la città, rispetti il Pum e renda pedonali i corsi valorizzandoli. Brindisi merita il meglio!

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