rotate-mobile
Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

I campi del parco, la parrocchia e l'assessore

BRINDISI - La questione che riguarda i campi da gioco del Parco Di Giulio, affidati alla parrocchia San Vito e diventati inaccessibili ai cittadini, non è ancora in fase di risoluzione, anzi al contrario, è motivo di numerose polemiche e causa del malcontento di decine di brindisini.

BRINDISI - La questione che riguarda i campi da gioco del Parco Di Giulio, affidati alla parrocchia San Vito e diventati inaccessibili ai cittadini, non è ancora in fase di risoluzione, anzi al contrario, è motivo di numerose polemiche e causa del malcontento di decine di brindisini. Continuano ad arrivare segnalazioni di gente che denuncia l’impossibilità ad utilizzare liberamente gli impianti sportivi che attualmente sembrano non essere aperti a tutti.

Infatti – come riporta uncittadino che ha messo ancora una volta in risalto il problema -, non solo i campi da gioco sono chiusi il sabato e la domenica mattina, ma per accedervi bisogna essere in possesso della tessera Acli che ha un costo e che viene rilasciata solo ai parrocchiani e ai residenti del quartiere perché si tratta – così come è stato comunicato a più di qualcuno – dell’oratorio della chiesa.

Un nodo che nessuno riesce a sciogliere, nonostante si tratti di campi di proprietà del Comune, che dovrebbero essere a disposizione di tutti i cittadini. Considerato, quindi, che questa situazione continua ad essere causa di malcontento e fonte di problemi, BrindisiReport.it ha chiesto chiarimenti all’assessore comunale allo Sport, Antonio Giunta:

“I campi da gioco del Di Giulio – dice - furono affidati alla parrocchia dal commissario prefettizio, in mio incarico di assessore è venuto successivamente. Credo, però, che dare in gestione un impianto sportivo alla chiesa sia un fatto positivo per tutti. Il Comune non può da solo, direttamente, occuparsi della struttura che, per legge deve essere affidata ad esterni. Noi abbiamo preferito consegnarla nelle mani della parrocchia San Vito perché ci sembrava la soluzione ideale per i cittadini che avrebbero trovato delle difficoltà se, invece, l’avessimo data in gestione a una qualunque società sportiva”.

“Per quanto riguarda la questione del tesseramento a pagamento, mi sono informato e si tratta di una somma pari a 5 euro annuali per l’assicurazione, mi sembra peraltro, giusto e normale che venga richiesta per tutelare la salute di tutti i cittadini che scelgono di frequentare e utilizzare quel campo. Il contratto – conclude Giunta - che abbiamo con la parrocchia è della durata di cinque anni, poi, valuteremo il da farsi. Approfondirò la situazione. Quello che posso dire con certezza è che questa ci è sembrata una delle soluzioni migliori per il bene della città.”

Stando a quanto ha dichiarato l’assessore, la soluzione del problema è ancora lontana e probabilmente, nel frattempo, il malcontento dei brindisini non potrò che crescere e le loro segnalazioni aumenteranno, nonostante per il Comune sciogliere questo nodo sarebbe cosa semplice. Forse basterebbe solo un po’ di buona volontà.

Del resto lo stesso ente ha tutte le carte in regola, al contrario di ciò che è stato affermato dall’assessore, per gestire direttamente l’impianto sportivo in questione, mettendolo a disposizione di tutti i cittadini. Potrebbe farlo con una gestione pubblica diretta attraverso gli uffici preposti e con personale proprio – dice la legge - o pubblica con appalti scorporati, gestendo sempre in prima persona e con piena responsabilità, ma ricorrendo a ditte esterne.

Per citare un esempio scelto a caso ma lampante, ecco il regolamento per la gestione e l’uso delle strutture sportive comunali, approvato nel 2008 dal Comune di Lignano Sabbiadoro. “Gli impianti sportivi comunali possono essere gestiti – si legge nel documento –in forma diretta, ossia direttamente dall’amministrazione comunale, attraverso gli uffici competenti. Il Comune fornisce gli impianti completi delle attrezzature necessarie e ne cura la custodia, il funzionamento e la manutenzione ordinaria e straordinaria.”

La gestione degli impianti, inoltre, può essere effettuata indirettamente senza o con rilevanza imprenditoriale. “La gestione degli impianti senza rilevanza imprenditoriale – si prosegue nel documento – può essere concessa a federazioni sportive, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche e associazioni sportive senza fini di lucro che perseguono finalità formative, ricreative e sociali nell’ambito dello sport e del tempo libero e che dimostrino capacità operativa adeguata alle attività da realizzare. La concessione a terzi della gestione degli impianti sportivi – conclude il regolamento - aventi rilevanza imprenditoriale viene affidata nel rispetto della procedura pubblica, prevista dalla norma vigente”.

Insomma, è chiaro che esiste la possibilità che il Comune si occupi in prima persona del suddetto impianto sportivo. Forse qualcuno dovrebbe dire se si vuole realmente risolvere il problema, restituendo quel campo da gioco alla città in vista del 2014 e soprattutto perché le strutture sportive aperte a Brindisi non abbondano. Del resto, in questa città esiste anche una Multiservizi, per occuparsi di impianti sportivi di quartiere.

 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I campi del parco, la parrocchia e l'assessore

BrindisiReport è in caricamento