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Spari e paura tra la gente in piazza: fermato un terzo sospettato

Secondo i carabinieri di Brindisi, potrebbe essere lui il pistolero di Torchiarolo. Rintracciato a Trepuzzi

TORCHIAROLO – I carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi e della stazione di Torchiarolo sono giunti questa sera al fermo della terza persona che si ritiene coinvolta negli spari contro l’abitazione del rivale Angelo Napoletano in via Umberto I a Torchiarolo, zona centralissima di Torchiarolo, mentre intorno si trovavano numerose persone, inclusi alcuni bambini. Il fermato, rintracciato e prelevato a Trepuzzi dai carabinieri di Brindisi, muniti di decreto del pm,  è il 27enne Gianluca Maggio, e secondo le ricostruzioni dei fatti, sarebbe lui il soggetto che ha fatto fuoco con una pistola contro il balcone di Napoletano.

MAGGIO Gianluca, classe 1991-2Maggio è stato rintracciato grazie al supporto dei militari dell'Arma di Trepuzzi, nei pressi dell’abitazione del fratello 27enne Marco, che è sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, mentre tentava la fuga da una scala esterna dopo essersi accorto dell’arrivo dei militari. Sono tuttora in corso ulteriori  indagini finalizzate al rinvenimento dell'arma del delitto.  Gianluca Maggio, dopo le formalità di rito, è stato associato alla casa circondariale di Brindisi.

Ieri i militari avevano invece arrestato Stefano Gaudadiello, 33 anni, e Cosimo De Luca, 31 anni, entrambi di Squinzano, stesso centro del Salento di cui è originario anche Napoletano, trasferitosi mesi fa a Torchiarolo dove sta scontando in regime di domiciliari una pena a cinque anni di carcere per spaccio di droga.

Maggio si era fermato in auto sotto l’abitazione di Napoletano, con il quale aveva dato vita ad un acceso scontro verbale, pare accusandolo di aver coinvolto un suo congiunto in una vicenda giudiziaria. Dopo uno scambio di insulti, Maggio si era allontanato, ma tornando di lì a poco seguito da un’altra vettura con a bordo Gaudadiello e De Luca. In tre, avevano riacceso la lite con il rivale agli arresti domiciliari, il quale non poteva uscire dall’abitazione ed era rimasto sul balcone a replicare alle offese.

I colpi di pistola in piazza

In quel momento Maggio avrebbe estratto la pistola esplodendo un primo colpo contro Napoletano, il quale reagiva lanciando un vaso da fiori contro gli avversari, ma colpendo una vettura in sosta. Poi, in risposta, gli altri spari, nessuno dei quali a a segno, mentre la gente fuggiva, rifugiandosi in un bar e nelle strade vicine.

La presenza di Maggio e Gaudadiello a Torchiarolo non è occasionale. Nel 2016 un fratello di Gianluca Maggio, Marco, assieme a Paolo Gaudadiello furono arrestati nell’ambito delle indagini sul sequestro nel novembre 2015 di due borsoni di armi affidate in custodia ad una persona di Torchiarolo, arsenale la cui titolarità era stata attribuita ad entrambi.

E sempre la famiglia di Gianluca Maggio era stata sottoposta a perquisizione e controlli nell’ambito delle indagini su un attentato con un ordigno esplodente contro l’auto del comandante della stazione dei carabinieri di Torchiarolo, pur non essendo stata attribuita a loro la paternità del fatto. Insomma, Torchiarolo “centro di frontiera” dove si regolano i conti anche della mala dei vicini centri del Leccese, e dove si intrecciano attività criminose tra le due province confinanti.

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