Cronaca

Quei cocktail fanno arrabbiare il vicinato: da piazzetta Durano il caso al Tar

Estate tempo di movida, maratone notturne tra cocktail, pedane e tavolini. E stagione di contestazione che approda dinanzi al Tar se l'occupazione del suolo pubblico è a due passi dal Nuovo Teatro Verdi e a un passo dall'ingresso del condominio e di un negozio

BRINDISI – Estate tempo di movida, maratone notturne tra cocktail, pedane e tavolini. E stagione di contestazione che approda dinanzi al Tar se l’occupazione del suolo pubblico è a due passi dal Nuovo Teatro Verdi e a un passo dall’ingresso del condominio e di un negozio: “Non c’è neppure spazio per lasciare passare i mezzi di soccorso, senza contare la lesione del decoro pubblico, visto quel che accade in una zona che ospita il simbolo per eccellenza della cultura”.

A Brindisi, in piazzetta Giustino Durano, succede che si trovino a convivere -  in uno spazio di una manciata di metri quadrati  - il condominio del civico 4, la titolare della ditta “G.L Cornici” e la titolare del “Cocktail Bar numero 7”. Risultato: i residenti della palazzina più l’imprenditrice che dal 1973 è un punto di riferimento per articoli di belle arti, con annesso laboratorio per il restauro di cornici d’epoca, hanno deciso di intraprendere la strada legale che li ha portati davanti ai giudici amministrativi per dire basta.

Chiedono alla sezione leccese del Tar che si pronunci sull’annullamento, previa sospensiva, “del rinnovo dell’autorizzazione numero 33 del 2014, all’occupazione temporanea del suolo pubblico”, tra via Tarantafilo e via Santi, dove ha sede il Cockatil Bar n.7 di Eva Dell’Anna, locale che in breve tempo ha conquistato i giovani del capoluogo e non solo, per lo più di età compresa tra venti e trent’anni.

L’istanza è stata depositata lo scorso 7 luglio dall’avvocato Massimo Ciullo del Foro di Brindisi, in nome e per conto del condominio, rappresentato dall’amministratore Paolo Mitrotta, e della ditta G.L. Cornici “contro il Comune di Brindisi, in personale del sindaco pro tempore” Mimmo Consales, nonché contro la titolare del Cocktail”. Secondo il legale, “l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione cittadina che prevede l’occupazione del suolo pubblico potrà avvenire con ‘dehors’, più esattamente con pedana, tavolini e sedie” sarebbe “illegittima nonché lesiva degli interessi e dei diritti dei ricorrenti”.

Il motivo? Più di uno. Prima di tutto il “contrasto con le norme del buon decoro dell’uso dello spazio pubblico, quindi il “rispetto delle norme igienico-sanitarie”, poi delle disposizioni di legge in materia urbanistiche-edilizie, nonché dell’articolo 20 del Codice della Strada”, relativo alle possibilità di accesso per i mezzi di soccorso, dalle ambulanze e alle auto delle forze dell’ordine.

Il malumore va avanti da tempo, l’anno scorso fu presentato anche un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere se il rilascio dell’autorizzazione del Comune rispettasse il regolamento sui “dehors”, essendoci qualche dubbio, a cominciare dalle dimensioni della pedana del Cocktail Bar, ritenuta eccessiva in uno spazio limitato, per arrivare alla “foto” della fine delle serate, quando sul basolato venivano lasciate bottiglie e bicchieri che raccontavano sì di una nottata in allegria, ma che secondo i residenti stonavano non poco con il rispetto del luogo.

Non uno qualsiasi, ma uno degli angoli più belli di Brindisi, sicuramente quello di maggiore contenuto culturale visto che proprio alle spalle del locale c’è il Nuovo Verdi, il teatro sospeso sugli scavi romani. “Una premessa è d’obbligo: qui nessuno ce l’ha con nessuno”, dicono i ricorrenti, in attesa di conoscere a quale conclusione arriveranno i giudici del Tar.

“Si tratta di rispetto delle regole, per cui i locali come bar e simili sono i benvenuti, a patto che la convivenza sia senza problemi e questo è possibile se e solo se c’è l’assoluto rispetto di tutte le disposizioni di legge, come il regolamento sull’occupazione di suolo pubblico e l’ultima ordinanza del sindaco in materia di movida. Sotto questo aspetto, va detto che negli ultimi giorni, abbiamo notato maggiore pulizia”.

“Ma a  nostro avviso – dicono – la pedana continua a risultare troppo invasiva, senza contare il fatto che nessuno ci ha mai interpellati, eppure quel testo varato dal Comune afferma che i titolari di esercizi commerciali che si trovano nelle immediate vicinanze dei locali, vanno interpellati. Nessuno è mai venuto a chiedere il nostro parere: ci siano trovati davanti questa situazione senza saperne niente”.

L’udienza dovrebbe essere fissata subito dopo la pausa estiva, intanto l’amministrazione cittadina rivendica l’assoluta legittimità dell’autorizzazione concessa e ha deciso di “resistere” nel giudizio per far valere le proprie ragioni. A rappresentare le istanze della parte pubblica saranno gli avvocati Francesco Trane ed Emanuela Guarino, i quali hanno già raccolto la documentazione necessaria. Nel faldone, c’è la dichiarazione resa dalla titolare del Coktail Bar che vale come “impegno affinché tale occupazione non contrasti con le norme del buon decoro”. La parola, adesso passa ai giudici.

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