Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Temporali, una maledizione per il Comune: richieste di danni. A pioggia

Commercianti, imprese e condomini citano l’ente in tribunale. E intanto un pedone chiede 25mila dopo essere scivolato in centro.L'amministrazione civica resiste deviando le responsabilità su altri soggetti

BRINDISI – Non c’è pace per il Comune di Brindisi, costretto a respingere continuamente  richieste di risarcimento danni davanti ai giudici: non ci sono solo pedoni che cadono come birilli in buca, ma anche negozianti che lamentano disagi post acquazzone e  imprese di costruzioni e condomini che se la prendono per gli allagamenti. Una maledizione le piogge che portano poi ricorsi. A pioggia.

Maxi risarcimento. E’ di qualche giorno fa, la richiesta di pagamento di 25mila euro avanzata da una brindisina, reduce dalle conseguenze riportate dopo essere scivolata in piazza Vittorio Emanuele, all’altezza dei giardinetti, un anno addietro: “L’8 luglio 2014, alle 7 circa del mattino, procedeva a piedi nei pressi della piazza, nell’abitato di Brindisi”, ha scritto il suo avvocato al Comune, rivolgendosi al settore Affari Legali. Improvvisamente “cadeva in maniera rovinosa a terra a causa di una copiosa quantità di liquido oleoso, rendendo necessario il ricovero in ospedale”. Sulle responsabilità per il civilista non ci sono dubbi: “La colpa è dell’amministrazione comunale a cui è demandata l’attività di vigilanza, custodia e manutenzione delle strade”.

Da palazzo di città, continuano ad alzare le mani: “Quel giorno non è pervenuta né prima né tanto meno dopo il presunto incidente, alcuna segnalazione”, dicono dopo aver chiesto al comando dei vigili urbani e al settore Lavori Pubblici. Nessuna responsabilità. Chi, invece, è stata chiamata in causa è la società Monteco Srl, allora titolare del servizio di raccolta dei rifiuti assieme a quello di spazzamento. Di conseguenza, i legali interni Francesco Trane e  Monica Canepa, in occasione della prima udienza respingeranno l’accusa e chiameranno il “terzo”, vale a dire Monteco.

Un tombino ostruito in pieno centro-2Ha chiesto il ristoro dei danni anche un avvocato del Foro di Brindisi il quale ha citato “il Comune di Brindisi di fronte al giudice di pace” a fine mese, lamentando di essere rimasto coinvolto in un incidente il 12 novembre scorso. “In occasione del nubifragio abbattutosi in città, l’auto di proprietà, una Volkswagen, parcheggiata in via Imperatore Costantino, veniva quasi completamente sommersa e invasa dall’acqua piovana”. Secondo l’avvocato, la causa è stata “determinata sia dalla rete fognaria insufficiente a smaltire la pioggia e sia dall’assoluta mancanza di manutenzione e pulizia dei vari pozzetti della fogna, completamente otturati da detriti, materiali e plastica”.

Il Comune, quindi, in quanto tenuto ex lege alla manutenzione dovrà pagare il conto. Anche in questo caso è stato anticipato il “no”, sebbene non sia stato ancora comunicato l’ammontare del risarcimento, ma il punto non è quello. Rileva la circostanza, secondo il Comune, che proprio in quei giorni “il servizio di Protezione civile aveva provveduto ad emanare un messaggio di allerta alla cittadinanza, sia in data 11 novembre 2014 che di aggiornamento il 12, mediante più sistemi di comunicazione, come il sistema City allert, Facebook, Twitter e pagine istituzionale”. Davanti al giudice compariranno Francesco Trane ed Emanuela Guarino.

Il temporale. La pioggia è alla base di un’altra richiesta di risarcimento, arrivata niente di meno che nel 2003 a Palazzo di città, ma da discutere nelle prossime settimane: l’atto di citazione è stato presentato dal  titolare di un centro di formazione professionale in via Perrino. La sera del 7 settembre 2002 “a causa di un violento nubifragio la strada era interessata da fenomeni di allagamento determinato dall’occlusione di tutte le caditoie poste nella zona”, si legge nell’atto. L’immobile  avrebbe subito danni alle pareti divisorie interne, in cartongesso, ai computer e all’impianto della rete intranet ed internet, per un totale di 12.169,20 euro. Secondo l’imprenditore, tutto questo avvenne perché i circuiti fognari erano ostruiti non essendoci stata manutenzione, per cui la responsabilità sarebbe del Comune e della Slia, società che in quel periodo si occupava della raccolta dei rifiuti.

Ancora via PerrinoL’amministrazione già dalle prime battute respinse gli addebiti: “La gestione dell’impianto di smaltimento è di esclusiva pertinenza dell’Acquedotto Pugliese Spa”. Slia è rimasta contumace, non presentandosi mai in udienza, salvo arrivare alla dichiarazione di fallimento intervenuta il 17 marzo 2015. Di fronte alla nomine del curatore, il titolare del centro di formazione ha notificato un nuovo ricorso. E il Comune dovrà tornare in aula.

Pioggia e allegamento conseguente anche alla base della causa intentata da una coppia di coniugi di Brindisi nei confronti della società costruttrice di un palazzo in centro, in via Marco Aurelio nonché dello stesso condominio: il temporale a cu si fa riferimento è quello del 7 ottobre 2013,  avrebbe determinato  danni stimati in 28.826 euro al garage. L’amministrazione entra in gioco, nuovamente davanti al giudice, perché chiamata dall’impresa di costruzioni. Udienza a luglio.

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