Cronaca

Balneazione vietata: in crisi Conca, lidi delle forze dell'ordine e non solo

Una bella botta per i brindisini il provvedimento firmato dal commissario prefettizio Cesare Castelli, ufficialmente denominato "Ordinanza temporanea per la fruibilità della costa del territorio comunale di Brindisi - Interdizione della balneazione"

Nella foto, la Conca. Sotto, le cartine con i divieti per i lidi delle forze dell'ordine e Lido Brin, poi quella di Cakla Materdomini e Bocche di Puglia

BRINDISI - Una bella botta per i brindisini il provvedimento firmato dal commissario prefettizio Cesare Castelli, ufficialmente denominato “Ordinanza temporanea per la fruibilità della costa del territorio comunale di Brindisi - Interdizione della balneazione, accesso e stazionamento nei tratti censiti come critici”. Niente più bagni per almeno un anno  in luoghi storici come la “Conca”, perché in tutto lo specchio acqueo di Cala Materdomini è interdetta temporaneamente la balneazione, e addio per il momento ai bagni anche nei lidi delle forze dell’ordine, finiti per intero, assieme all’altrettanto storico Lido Brin, nelle zone che in cartografia risultano delimitate in color salmone.

Lidi Carabinieri, Polizia e Brin-2Vuol dire, quella tinta, che la balneazione è interdetta nella fascia dei 200 metri dalla riva. Le aree connotate da un colore arancione carico invece sono interdette permanentemente, ma le vedremo dopo, perché ovviamente senza la possibilità di fare i bagni, le spiagge della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, lo stesso Lido Brin, dovrebbero saltare una di apertura, a meno che non si riconvertano solo in luoghi per prendere il sole e mangiare una pizza. Il problema è che ciò avviene anche quando i gestori hanno già assegnato cabine ed ombrelloni per la stagione balneare 2016, incassando gli anticipi o le intere somme dai clienti.

Si comprende, sottotraccia c’è una mezza rivoluzione in atto. E poi, per i vigili urbani, sarà una vitaccia se dovranno passare – come è d’obbligo – l’estate a controllare il rispetto dei divieti. La storia delle zone interdette per i rischi geomorfologici legati alla stabilità della falesia era già stata digerita (aggirata e ignorata, va aggiunto) e la nuova ordinanza riconferma l’inaccessibilità di alcuni tratti ancora non messi in sicurezza. Anche le aree permanentemente interdette alla balneazione in presenza di scarichi erano ormai un fattore scontato. La sorpresa è stata l’introduzione del divieto di balneazione temporaneo. Ma da cosa è determinato?

Recita l’ordinanza commissariale: “E’ fatto divieto assoluto, fino alla data del 17 maggio 2017 e secondo i presidi segnaletici che ivi insisteranno, di balneazione per le persone e di accesso e stazionamento, per uomini e mezzi, sull’arenile, sulla falesia e lungo la fascia costiera in concessione e/o libera, perimetrata con tipizzazione “PG3 aree a pericolosità geomorfologica molto elevata”, “Tratti costieri con divieto di balneazioni per motivi igienico-sanitari o per l’interdizione di aree marine sottoposte a tutela”e “Tratti costieri con divieto di balneazioni temporanea, ai sensi di quanto disposto dall’art. 7 comma 3bis del R.R. Puglia n. 15/2015”.

Il comma in questione del regolamento regionale citato dice: “ Per gli scarichi delle acque meteoriche di dilavamento nelle acque superficiali, compresi i corpi idrici artificiali, oltre che il divieto di cui al comma 2, è prevista una fascia di rispetto di 200 (duecento) metri attorno al punto di scarico e, in detta fascia, non è ammessa la balneazione, la pesca, la piscicoltura, la stabulazione dei mitili e la molluschicoltura”. In altre parole, quelle aree potrebbero tornare balneabili provvedendo con opere opportune ad eliminare la situazione attuale. Non si tratta perciò di un problema di scarichi fognari, ma di acque bianche.

Le altre zone dove è stata imposto il divieto sono le seguenti. Per 250 metri, una zona a cavallo tra Apani e la riserva di Torre Guaceto con divieto permanente. Permanente anche il divieto di balneazione tra il petrolchimico di Brindisi e Torre Mattarelle, includendo perciò l’intera spiaggia del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, che paga lo scotto della contiguità con la falda contaminata dagli scarichi industriali.

Divieto permanente di bCala Materdomini e Bocche di Puglia-2alneazione anche nell’insenatura del Canale Giancola, che dovrebbe avere invece le caratteristiche di un Sic (Sito di interesse comunitario), la foce del Canale Reale nell’Area marina protetta di Torre Guaceto, tutta l’area di Bocche di Puglia tra parte esterna della diga, parte di Cala Materdomini lato est, area del porticciolo turistico. Interdetta permanentemente alla balneazione la fascia attorno allo scarico dello stabilimento di Finmeccanica Helicopters (ex AgustaWestland), ad Acque Chiare. Situazioni irrecuperabili? A tutto c’è rimedio, ma se ne deve occupare la politica.

Al momento, a parte le interdizioni permanenti, ci sono dunque le sofferenze delle aree a interdizione temporanea (sino a maggio 2017). Se il problema non sarà risolto, sarà vanificato anche l’investimento di riqualificazione di Cala Materdomini, tanto per fare un esempio, e pensando anche cosa ne sarà del prossimo “Tuffo di Capodanno”. Si farà a Penna Grossa? A proposito. Il commissario Cesare Castelli ha applicato fedelmente la legge, ma cosa stanno facendo gli altri Comuni costieri della provincia?

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