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domi sbiroli

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I due volontari ora bloccati a Gaza

Niente da fare. Ancora chiuso il valico di Rafah, al confine tra l’Egitto e la Palestina, ancora bloccati nella Striscia di Gaza gli italiani giunti nei territori occupati per portare aiuti a un ospedale. La delegazione è riuscita a entrare a Gaza giovedì scorso.

Niente da fare. Ancora chiuso il valico di Rafah, al confine tra l'Egitto e la Palestina, ancora bloccati nella Striscia di Gaza gli italiani giunti nei territori occupati per portare aiuti a un ospedale. La delegazione è riuscita a entrare a Gaza giovedì scorso, dopo aver atteso 5 giorni in Egitto. L'ultimo aggiornamento lo fornisce uno dei due pugliesi, Domi Sbiroli, sulla sua pagina Facebook con la quale resta in contatto con l'Italia.

"La delegazione 'Per non dimenticare... il diritto al ritorno' in questi giorni a Gaza per portare aiuti all'ospedale Al Awda e per riaffermare il legittimo diritto a tornare nelle terre di origine da parte dei rifugiati palestinesi è ancora bloccata nella Striscia di Gaza. Da tre giorni, infatti, il valico di Rafah non consente alla delegazione di uscire dal territorio palestinese e questo ci impedisce di raggiungere il Cairo per prendere l'aereo che ci deve riportare in Italia. Nonostante le rassicurazioni che ci arrivano dalla nostra ambasciata in Egitto, ad oggi non possiamo con certezza prevedere quando questa situazione si potrà sbloccare".

Insieme a Sbiroli vi sono altre 26 persone (inizialmente erano in 34, alcuni sono riusciti a tornare), tra cui un altro pugliese, Francesco Lussone anch'egli originario di Fasano. Le notizie confortanti circolano sul web e giungerebbero dall'ambasciata palestinese in Egitto secondo cui il valico di Rafah, al confine tra Egitto e Palestina, potrebbe riaprire tra domani e giovedì. La delegazione di italiani avrebbe dovuto prendere il volo di ritorno per l'Italia dal Cairo domenica scorsa. Ma non è stato permesso loro di transitare. A causare il blocco, probabilmente, è la situazione di alta tensione che si vive nei territori. La ragione, ad ogni modo, non è stata specificata dalle autorità egiziane.

Il valico di Rafah dista dall'aeroporto del Cairo circa 350 chilometri da percorrere nel deserto del Sinai. La delegazione "Per non dimenticare? il diritto al ritorno" aveva già dovuto attendere cinque giorni prima di ottenere i permessi per transitare dall'Egitto a Gaza, in senso contrario, e sempre per le medesime difficoltà. Una volta arrivati in Palestina erano stati accolti dalle autorità e da parte della popolazione in festa. "Bloccati nella striscia do Gaza - scrive invece Lussone su Facebook - stiamo provando sulla nostra pelle quello che i palestinesi patiscono da 65 anni".

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