Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Via Annibale de Leo

Santa Teresa: lavoratori di nuovo sul tetto. Corsa contro il tempo per salvare l'azienda

Il prefetto Vardè ha incontrato una delegazione di lavoratori in mattinata. A Roma si parla di un finanziamento di 650 milioni per le Province che a breve potrebbe essere sbloccato

BRINDISI – Anche nella mattinata odierna (14 dicembre) i lavoratori della ditta Santa Teresa sono saliti sul tetto del palazzo della Provincia, chiedendo la revoca della procedura di licenziamento dei 120 dipendenti della società in house, che il prossimo 31 dicembre rischia di chiudere i battenti. Il prefetto Annunziato Vardé, accompagnato dal presidente della Provincia, Maurizio Bruno, dal comandante provinciale dei carabinieri, Nicola Conforti, e dal questore Maurizio Masciopinto, in tarda mattinata ha incontrato una delegazione di lavoratori presso il salone della Provincia, rivolgendo loro l’invito a scendere dal tetto.

Ma i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, pur ringraziando Vardé per l’impegno profuso in questi giorni a sostegno dei lavoratori, IMG_1021-2inizialmente hanno dato una risposta negativa. Solo nel tardo pomeriggio i lavoratori sono scesi dal tetto. 

Una delle persone che più si sta spendendo in questa vera e propria lotta contro il tempo per il salvataggio della Santa Teresa è il segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile. Questi stamani è stato protagonista di una paziente opera di tessitura fra Brindisi, Bari e Roma.

Dai colloqui telefonici avuti con i rappresentanti della Regione (l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo, il responsabile della task force per le emergenze occupazionali, Leo Caroli, e il segretario del presidente Michele Emiliano, Domenico De Santis) e i parlamentari brindisini (prima la deputata Elisa Mariano, poi il senatore Salvatore Tomaselli, entrambi del Pd) è emerso che sono tre le possibili soluzioni della vertenza: la concessione della cassa integrazione in deroga da parte della Regione (ipotesi che però verrebbe di fatto vanificata dall’avvio delle procedure di licenziamento); la proposta riguardante la Cittadella della ricerca avanzata dalla Provincia (in cambio dell’acquisizione della cittadella da parte della Regione, l’ente di via Annibale De Leo si impegnerebbe a garantire il mantenimento dei servizi forniti dalla Santa Teresa); un finanziamento di circa 650 milioni per le funzioni fondamentali delle Province che il governo potrebbe sbloccare a giorni, attraverso un decreto legge (“E’ stato il senatore Tomaselli a parlarmi di questo decreto  – spiega a BrindisiReport Roberto Aprile – dopo un confronto avuto con il ninistero”).

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Nessuna di queste soluzioni esclude le altre. Le tre strade, anzi, potrebbero sovrapporsi, combinandosi in un'unica operazione di salvataggio. Ma il tempo stringe. “Se questi elementi non si concatenano entro l’1 gennaio – afferma Aprile – poi si andrà a casa. Per questo anche oggi abbiamo chiesto al presidente Bruno di revocare i licenziamenti. Perché se si interrompe il rapporto di lavoro con l’azienda, non si potrà più richiedere la cassa integrazione in deroga”.

La Provincia, però, sembra irremovibile sul fronte dei licenziamenti, a meno che non arrivi un cenno positivo da parte della Regione per quanto riguarda l’acquisizione della Cittadella della Ricerca. La situazione, insomma, è estremamente complessa. Di positivo c’è che tutte le parti stanno remando verso la stessa direzione. Fra i più attivi c’è proprio il prefetto Vardé, che ieri (13 dicembre) si è incontrato di persona con Leo Caroli, per trovare uno sbocco. 

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