Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Via Annibale de Leo

I lavoratori Santa Teresa occupano di nuovo il tetto della Provincia

I dipendenti della società in house tornano a protestare contro i licenziamenti. Uno di loro pare sia scivolato, rendendo necessario l'intervento del 118. Polizia, carabinieri, Municipale e vigili del fuoco sul posto

Pezzo in aggiornamento continuo

BRINDISI – Nuova protesta da parte dei lavoratori della ditta Santa Teresa. Oltre a bloccare, come già accaduto ieri (12 dicembre) la via d’accesso alla sede della Provincia, alcuni dipendenti stamani sono saliti sul tetto dell’edificio situato ad angolo fra via Annibale De Leo e piazza Santa Teresa, minacciando di lanciarsi nel vuoto.

Uno di loro, mentre si dirigeva verso il cornicione, è scivolato, riportando delle ferite (a quanto pare non gravi) che hanno reso necessario Gonfiabile vigili del fuoco sotto alla Provincia, protesta Santa Teresa-2l’intervento di un’ambulanza con personale con 118. Sul posto si sono recati i vigili del fuoco, con l’ausilio di un’auto scala. Intorno alle 12,30 i pompieri hanno gonfiato un materasso sotto alla sede dell'edificio, in quanto un manifestante in piedi su di un cornicione minaccia di lanciarsi nel vuoto. 

I poliziotti e i carabinieri hanno garantito l'ordine pubblico. Gli agenti della polizia municipale si sono recati sul posto per la gestione della viabilità. Come ieri, il tratto di via Annibale De Leo compreso fra piazza Santa Teresa e la sede della Provincia è sbarrato da mezzi di servizio della società in house della Provincia.

Una pattuglia della Municipale ha invertito il senso di marcia in via Ercole Brindisino (percorribile verso via Pasquale Camassa e non verso piazza Santa Teresa), per far scorrere il traffico. I lavoratori della Santa Teresa avevano adottato analoga forma di protesta, salendo sui cornicioni della Provincia, già la scorsa estate. Da allora la situazione della società è notevolmente precipitata. Allo stato attuale, infatti, la Santa Teresa ha ossigeno a sufficienza solo fino al prossimo 31 dicembre. La Provincia, sull'orlo del default, non ha soldi per garantire gli affidamenti che finoa hanno tenuto in vita la ditta anche nel 2017. La strada della cassa integrazione in deroga non sembra percorribile. Nei prossimi giorni dovrebbero partire le lettere di licenziamento nei confronti dei 120 dipendenti. 

L'ultimo disperato tentativo di salvare l'azienda passa dalla Regione. Il presidente dell'Ente, Maurizio Bruno, proporrà infatti alla Regione di entrare in possesso della Cittadella della Ricerca, in cambio dell'impagno da parte della Provincia a garantire i servizi effettuati dalla Santa Teresa. 

Lavorratori Santa Teresa sul cornicione-2

La richiesta delle organizzazioni sindacali, i cui rappresentanti sono saliti sul tetto insieme ai lavoratori, è di chiudere la procedura di mobilità aperta nel 2016, per poi aprirne una nuova nel 2017, affinché si guadagni del tempo per trovare una soluzione.  Inoltre i lavoratori chiedono di "incontrare il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni - si legge in una nota del sindacato Cobas a firma di Roberto Aprile - al quale chiederanno il sostegno necessario ad evitare il licenziamento, eliminando quei drastici tagli ai bilanci delle province che hanno determinato questa grave situazione".

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Aprile assicura che i manifestanti non scenderanno dal tetto "fin quando non ci saranno impegni in tal senso". Della questione si sta interessando il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale ha garantito ai sindacati "tutto l'impegno possibile", "così come aveva fatto nei mesi scorsi destinando 6 milioni di euro per i lavoratori della Santa Teresa, che finirono però nel calderone generale del bilancio della Provincia".

LE VIDEOINTERVISTE

la richiesta rivolta al presidente della Provincia di Brindisi, Maurizio Bruno, è invece quella "di costruire un fronte unico di carattere politico, sindacale, sociale, capace di far pesare finalmente le richieste del territorio brindisino così profondamente bistrattato fino ad oggi". I lavoratori confidanp anche in un intervento del Prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, "per far giungere a Roma la loro voce ed essere ascoltati al fine di evitare i licenziamenti". "La situazione è di una estrema difficoltà - conclude Aprile - ma bisogna lottare fino alla fine per evitare che 120 famiglie siano ridotte alla fame".

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