Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

I particolari del movimentato arresto di ieri al Paradiso. Intervenuti anche parenti e amici

BRINDISI - Poco fa la squadra mobile della questura di Brindisi ha reso noti i particolari del movimentato arresto avvenuto nella tarda serata di ieri al quartiere Paradiso di Giuseppe Torsello, 36 anni, per resistenza violenza e lesioni a pubblico ufficiale, avvenuto nel corso di un servizio antidroga e durante cui uno degli operatori ha riportato lesioni giudicate guaribili in 20 giorni. Numerosi parenti e amici di Torsello avevano circondato la pattuglia della sezione antinarcotici nel tentativo di aiutare il personaggio a scampare alla cattura, ma l'arrivo di altri equipaggi della polizia ha chiuso rapidamente la partita.

Giuseppe Torsello dopo l'arresto

BRINDISI - Poco fa la squadra mobile della questura di Brindisi ha reso noti i particolari del movimentato arresto avvenuto nella tarda serata di ieri al quartiere Paradiso di Giuseppe Torsello, 36 anni, per resistenza violenza e lesioni a pubblico ufficiale, avvenuto nel corso di un servizio antidroga e durante cui uno degli operatori ha riportato lesioni giudicate guaribili in 20 giorni. Numerosi parenti e amici di Torsello avevano circondato la pattuglia della sezione antinarcotici nel tentativo di aiutare il personaggio a scampare alla cattura, ma l'arrivo di altri equipaggi della polizia ha chiuso rapidamente la partita.

Torsello era stato colpito alle gambe da due proiettili di pistola semiautomatica calibro 7,65 alle 22,30 circa del 30 maggio, in via Carducci, alle spalle della sua abitazione di piazza Locchi. Chi voleva saldargli il conto sparò 6 volte, a giudicare dai bossoli raccolti sul posto dalla polizia. Ma Torsello preferì sostenere di non conoscere nè i feritori, nè la ragione dell'agguato: lui era sceso solo pochi minuti prima per fumare una sigaretta e portare in giro il cane.

Ieri sera invece il brindisino è stato notato da una pattuglia dell'antidroga mentre si avvicinava in scooter ad un'auto ferma in strada, e subito dopo mentre riceveva qualcosa da uno degli occupanti della vettura. Si trattava, spiega un comunicato della squadra mobile, di un piccolo involucro di colore bianco che Giuseppe Torsello ha rapidamente infilato nella tasca destra dei pantaloncini. L'intervento dei poliziotti è stato immediato. Qualificandosi, gli investigatori hanno intimato l'alt sia agli occupanti dell'auto che a Torsello (chiamandolo per nome), il quale prima ha finto di fermarsi, poi è ripartito travolgendo l'operatore che lo stava bloccando. Il poliziotto è riuscito a rimanere aggrappato al collo della t-shirt del fuggitivo solo per qualche metro, trascinato sull'asfalto, poi ha dovuto cedere.

Nell'agitazione del momento i soggetti a bordo dell'auto sono riusciti a fuggire. Torsello, invece, dopo essersi presumibilmente liberato dell'involucro sospetto, essendo stato riconosciuto ha preferito fare dietro front e riaffrontare la polizia. Con atteggiamento arrogante, e non risparmiando invettive, ha chiesto perchè poco prima gli investigatori avessero tentato di controllarlo. I poliziotti gli hanno chiesto cosa aveva nascosto poco prima nello slip e lo hanno bloccato, perchè Torsello stava tentando nuovamente di fuggire. C'è stata una colluttazione, durante cui il sospetto e uno degli agenti sono caduti a terra avvinghiati.

Intorno intanto si stavano radunando i sostenitori di Torsello, urlando improperi contro la pattuglia e chiedendo di liberare subito il riottoso personaggio. La situazione è stata risolta dall'arrivo di volanti della questura e di altro personale della squadra mobile. Per Torsello una rapido passaggio in questura per le formalità di rito, quindi il trasferimento in carcere a disposizione del giudice delle indagini preliminari. L'agente che riportato ferite escoriate e contusioni è stato medicato presso il pronto soccorso del "Perrino" e quindi dimesso.

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