Lettere estorsive a professionista e artigiano: scatta l'arresto

I carabinieri di Cellino San Marco identificano presunto autore in Giovanni Iazzi di 34 anni, colpito da ordinanza di custodia cautelare del gip

CELLINO SAN MARCO - Aveva imbucato nella cassetta postale lettere minatorie con richieste di natura estorsiva accompagnate da proiettili, sia a un professionista che a un artigiano del luogo. In entrambi i manoscritti aveva espresso la raccomandazione di non rivolgersi ai carabinieri. Ma è stato identificato è arrestato dai militari dell’Arma di Cellino San Marco, il presunto autore dei recapiti. Si tratta di Giovanni  Iazzi, 34enne del luogo, ora indagato per i reati di tentata estorsione, aggravata dall’aver commesso il fatto inserendo nelle buste due cartucce per pistola del calibro 38.

Iazzi Giovanni classe 1985-2A Iazzi è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare del gip del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, su richiesta del sostituto procuratore Giovanni Marino, che ha coordinato le attività investigative dei carabinieri della stazione Carabinieri di Cellino San Marco. I fatti delittuosi contestati risalgono alla fine del mese di giugno scorso, quando Iazzi avrebbe imbucato nella cassetta postale dello studio di un professionista del luogo un foglio manoscritto con una esplicita minaccia.

“…Se non volete danni consistenti sapete cosa fare, non recatevi dai carabinieri altrimenti vi faremo del male”, c’era scritto nella missiva. Anche nel secondo foglio manoscritto, quello recapitato a un artigiano, era stata riportata la frase “…se andate ai carabinieri non lavorate più, se vi rivolgete ai forestieri è peggio… scoppia”. L’attività investigativa dei carabinieri, fatta di sopralluoghi, rilievi e raccolta di informazioni, ha ricevuto un con tributo anche dalle registrazioni di alcuni impianti di videosorveglianza.

Proprio esaminando i fotogrammi, i militari hanno potuto cogliere un dettaglio importante, che unito alla conoscenza dei soggetti della malavita locale, alla fine è risultato determinante. La persona indagata agiva con un camuffamento, ma dettagli come l’abbigliamento, l’andatura, hanno aggravato il peso degli indizi a suo carico. Iazzi in passato è stato coinvolto in casi di reati contro il patrimonio, stupefacenti e reati contro la persona.

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