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Forte a Mare va salvato ridandogli un'anima: basta imbalsamazioni

Anche Forte a Mare, uno dei più bei castelli d'acqua d'Italia, ha il suo fantasma: quello della vigilanza. Inesistente, inefficace, impotente. Totalmente ristrutturato negli anni Novanta con fondi del Ministero dei Beni Culturali, è stato subito dopo abbandonato

Anche Forte a Mare, uno dei più bei castelli d'acqua d'Italia, ha il suo fantasma: quello della vigilanza. Inesistente, inefficace, impotente. Totalmente ristrutturato negli anni Novanta con fondi del Ministero dei Beni Culturali, è stato subito dopo abbandonato, e lasciato alla mercè (si fa per dire, perchè a Brindisi ladri dotati di scrupoli non ce ne sono) dei razziatori.

Forte a Mare (ph V.Massagli)

Hanno portato via tutto, infissi, sanitari, porte, finestre, impianti, cavi, strappati sfondando solai e pavimentazione. Si sono portati via, poco lontano, persino il cavo a fibre ottiche del sistema di riconoscimento elettronico delle navi. Tutto in pochi mesi. Quella che sarebbe potuta diventare una bellisima foresteria, gli ex alloggi utilizzati dalla Marina nella fortificazione accanto al castello, è stata ridotta ad una sequenza di stanze dove è stato strappato tutto. In cima a Forte a Mare, stessa sorte per le attrezzature elettroniche dell'Avvisatore Marittimo. Portoni sfondati, vetri infranti.

La darsena di Forte a Mare

Non si può fare un investimento di milioni di euro e lasciarne incustodite le opere - il discorso è rivolto alla Soprintendenza dell'epoca - soprattutto in una città dove il livello di criminalità è ancora elevato: non sarà più quella di un tempo, la malavita brindisina, ma è proprio la prevalenza della sua anima stracciona che continua a fare danni gravi al patrimonio comune: monumenti, parchi, scuole, impianti sportivi.

Forte a mare visto dal porto turistico

E tutto ciò perchè spesso non si ragiona sull'opportunità di rendere "abitati" quei luoghi che potrebbero tornare a nuova vita se affidati ad enti, federazioni sportive, associazioni che producono realmente cultura, piccole ma importanti iniziative private, con un sistema di convivenza prestabilito, con regole, contribuzione equamente ripartita, nel nome della pubblica, educata e fruttuosa fruizione.

Visitando Forte a Mare

Invece siamo passati dall'abbandono alle discoteca, sperimentando solo qualche volta la bellezza in un concerto di musica antica tra quelle mura stratificate su uno dei siti storici più importanti della città, che era stato si dice anche base della flotta di Pompeo Magno. Quale città in Puglia avrebbe potuto vantare un simile contenitore? Sarebbe bastato un bando, per avere dietro la porta una fila di candidature ad occupare parte del Castello Alfonsino.

Forte a Mare-4

La teoria della imbalsamazione non funziona più, bisogna dare a siti come Forte a Mare l'anima giusta, una vita affidata a chi ama l'arte, la valorizzazione anche turistica dei beni culturali della città, a chi cerca spazi per il teatro, la musica, per gli sport sull'acqua. C'è bisogno ogni volta di consulenze? Ma ora bisogna pensare al recupero e alla difesa: perdere l'ennesimo treno sarebbe una grave sconfitta.

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