Cronaca

Ultimatum alla Nubile per eliminare i rischi, o l'impianto di Cdr chiuderà

Rifiuti scaricati anche davanti alle porte antincendio, impossibili da aprire in alcuni punti, altri abbancati in zone di stoccaggio in quantità tali da aumentare il rischio di combustione ed estintori in gran parte non revisionati: sono tre dei rilievi che hanno portato Asl, Spesal e vigili del fuoco a sostenere che esiste un "concreto pericolo per il funzionamento dell'impianto di Cdr" gestito dalla società Nubile

BRINDISI – Rifiuti scaricati anche davanti alle porte antincendio, impossibili da aprire in alcuni punti, altri abbancati in zone di stoccaggio in quantità tali da aumentare il rischio di combustione ed estintori in gran parte non revisionati: sono tre dei rilievi che hanno portato Asl, Spesal e vigili del fuoco a sostenere che esiste un “concreto pericolo per il funzionamento dell’impianto di Cdr” gestito dalla società Nubile, sulla strada per Pandi, ed esistono “pericoli per la salute dei lavoratori”, motivi per i quali è stato sospeso il certificato antincendio che potrebbe pregiudicare l’apertura del sito.

Il rischio c’è ed è concreto, ma è stato deciso di concedere altro tempo alla ditta privata per mettersi in regola, piuttosto che chiudere una volta per tutte il capitolo che lega Brindisi alla ditta Nubile di Luca Screti. Quanto è già accaduto, tra sopralluoghi del 5 agosto e del successivo 14, e verbali,  è stato comunicato alla Procura, dove un fascicolo (un altro) è stato già aperto dai magistrati del pool per i reati ambientali, ai quali spetta il compito di valutare se quei rapporti depositati dopo verifiche sul campo, a seguito di una segnalazione partita probabilmente da alcuni sindacalisti, integrino oppure no gli estremi di fattispecie penalmente rilevanti.

In attesa di capire a quali conclusioni arriveranno o meno i pubblici ministeri di Brindisi, si fanno sentire e pesano le preoccupazioni dei sindaci dei venti comuni della provincia che conferiscono i rifiuti presso l’impianto gestito da Nubile perché in caso di chiusura del sito, c’è la necessità di trovare un impianto alternativo tra le province di Lecce e Taranto, con conseguente aumento delle tasse a carico dei cittadini.

Di recente, infatti, si rincorrono voci sempre più insistenti secondo cui lo stesso comune capofila, Brindisi, avrebbe già contattato per le vie brevi un impianto di Massafra per verificare la possibilità di accogliere rifiuti di tutti gli enti che fanno parte dell’Oga (Organo di governo d’ambito), con un aggravio dei costi dei trasporti stimati – si dice – attorno a 70 euro per tonnellata, sino ad arrivare complessivamente a superare di molto i 100 euro. Somma di cui dovrebbero farsi carico i cittadini.

Tutto dipende da quel che accadrà nei prossimi giorni. La differenza, ancora una volta, sulle sorti del sito di via per Pandi, sta nella condotta della parte privata, vale a dire della società Nubile, chiamata oggi dal Comune di Brindisi, in qualità di proprietario dell’impianto, a riferire in sede di comitato tecnico Oga delle azioni correttive svolte all’indomani dei sopralluoghi, dai quali sono emerse criticità tali da portare alla sospensione del certificato antincendio e non alla chiusura del sito.

Asl, Spesal e vigili del fuoco, d’intesa con l’amministrazione cittadina, hanno deciso di concedere altro tempo alla ditta. Quanto? Nei rapporti, a quanto pare, non è indicato un termine perentorio, ma ordinario, pari a venti giorni che dovrebbe portare i tecnici delle tre autorità – intervenute come polizia giudiziaria – ad effettuare un nuovo sopralluogo entro la metà della settimana prossima. E comunque non oltre la fine del mese.

L’amministratore della Nubile, Luca Screti, avrebbe dato la propria disponibilità ad adempiere a tutte le prescrizioni, tra le quali pesa quella legata alla necessità di abbancare i rifiuti in modo differente per ridurre e portare entro limiti accettabili (nel senso di autorizzati) il rischio di incendio all’interno del sito, e restituire anche condizioni di lavoro in sicurezza.

In questa direzione si inquadra la richiesta avanzata dal Comune di Brindisi ai proprietari della discarica Formica di allungare l’orario di apertura in modo tale da permettere alla ditta Nubile di procedere con il conferimento del materiale (non essendo più possibile arrivare ad Autigno, perché questa discarica è finita sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Procura). In tal modo verrebbero liberate le porte antincendio trovate bloccate, così come sarebbero alleggerite le zone di stoccaggio ritenute sovraccariche di scarti.

Le operazioni sarebbero partite già nel pomeriggio di oggi (21 agosto): il Comune attende la comunicazione di fine lavori per darne notizia alla Asl, allo Spesal e ai vigili del fuoco, in modo tale da fissare un ultimo sopralluogo. Se, e solo se tutte e tre le autorità, ciascuna per gli aspetti di propria competenza, dovessero dare l’ok, l’impianto di Cdr potrà restare aperto. Qualora anche una sola dovesse obiettare qualcosa, il sito sarà chiuso. In tal caso oltre alla comunicazione agli uffici della Procura dovrà essere informato il prefetto in qualità di massima autorità competente per la preservazione della pubblica e privata incolumità: l’estrema conseguenza, infatti, potrebbe essere la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto.

Parallelamente, il Comune di Brindisi segue la transazione con Nubile, deliberata all’Oga nel corso dell’ultima riunione e affidata all’avvocato Roberto Palmisano: la ditta brindisina dovrà tagliare di netto la tariffa per il conferimento, realizzare gli interventi di revamping sull’impianto di biostabilizzazione entro nove mesi (stimati in sette milioni di euro), restituire 451mila euro a titolo di ecotassa, rinunciare ai decreti ingiuntivi nei confronti dei Comuni e chiudere il processo con l’amministrazione di San Pietro Vernotico. Il testo definitivo dovrebbe essere pronto entro fine mese. Ma prima di tutto bisogna vedere se l’impianto resterà aperto oppure no.

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