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Il dormitorio per immigrati di via Provinciale San Vito

Il dormitorio per immigrati di via Provinciale San Vito

Sgombero del dormitorio immigrati entro la fine di settembre

Sono poco meno di duecento, quasi tutti lavoratori agricoli a giornata. Molti senza contratto, ogni giorno percorrono decine di chilometri in bici e qualcuno con vecchi ciclomotori

BRINDISI – Sono poco meno di duecento, quasi tutti lavoratori agricoli a giornata. Molti senza contratto, ogni giorno percorrono decine di chilometri in bici e qualcuno con vecchi ciclomotori. E’ la gente del dormitorio comunale per immigrati di via provinciale San Vito, un capannone ex officina, poi ex Centro anziani, e infine destinato a loro, i cosiddetti immigrati economici, vale a dire quelli che scappano dalla fame e dalla povertà assoluta. Tutti africani. Entro il 30 settembre dovranno sgomberare.

Lo ha deciso la gestione commissariale del Comune di Brindisi per consentire una nuova ristrutturazione dell’immobile. Sarà la Caritas Diocesana ad affrontare il grosso problema della ricollocazione, provvisoria per alcuni, forse definitiva per altri. Non si capisce bene dalla breve nota diffusa oggi dal Comune quanti potranno essere riaccolti in via provinciale San Vito 144, e quanti no. Per ora devono andarsene tutti perché le condizioni igienico-sanitarie superano il limite.

Il dormitorio per i rifugiati di via Provinciale San Vito

“Su decisione delle Autorità, per urgenti interventi di risanamento e manutenzione dell'edificio, si informa che entro e non oltre il 30 Settembre 2017, tutti gli ospiti che alloggiano al dormitorio sito a Brindisi in via Provinciale per San Vito n.114, dovranno lasciare la struttura con a seguito gli oggetti personali, le masserizie e i propri mezzi di trasporto (biciclette, ciclomotori). Si comunica, inoltre, che dal 5 Settembre 2017, gli ospiti del sopra citato dormitorio, potranno rivolgersi presso lo sportello informativo della  Caritas Diocesana, in via Conserva n.39”, è il preavviso.

Appena una quarantina di giorni di tempo per organizzarsi, meno se si considera che la Caritas, per ciò che potrà fare, interverrà non prima del 5 settembre. Ricordiamo che la stessa Caritas brindisina ogni giorno provvede alla distribuzione di 250 pasti, e che da tempo ormai si occupa non solo di immigrati, ma anche di senza tetto, disoccupati e giovani della città. Ciò malgrado, la Diocesi di Brindisi ha accettato di fare da agenzia di ascolto ed orientamento per l’emergenza-dormitorio.

E' fuori dal dormitorio dal 2013, la Caritas diocesana di Brindisi che sino a quel momento si era occupata con scarissimi aiuti pubblici del dormitorio, sino al punto di dover gettare la spugna per carenza delle necessarie risorse. Ora viene richiamata in campo ma, spiega la responsabile dei servizi Adele Tundo, si dovrà procedere alla individuazione e alla verifica dei casi di particolare necessità ed urgenza, ricostruendo la situazione attuale di una struttura che non potrebbe ospitare più di 80-90 persone, mentre gli accessi sono di molto superiori.

In pratica, non potrà essere la Caritas a trovare un tetto per chi resterà fuori dal dormitorio anche dopo le ristrutturazioni. "Non abbiamo ancora avuto il tempo di incontrarci tra noi e organizzare l'attività dello sportello", spiega Adele Tundo. "Per ora è prematuro parlarne. Aspettiamo la prossima settimana, quando avremo acquisito gli elementi necessari sulla situazione attuale".

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