Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Avviso del Comune a Nubile: “Sgombero impianto Cdr posticipato al 16 dicembre”

La determina firmata ieri su richiesta del commissario Oga per non interrompere il servizio pubblico. Ma la società che ha cambiato amministratore unico, ha già lasciato il sito di via per Pandi e licenziato: possibili azioni legali della parte pubblica

BRINDISI – Altolà del Comune di Brindisi nei confronti della ditta Nubile che nel frattempo ha cambiato amministratore unico: per non interrompere il servizio pubblico legato alla gestione dei rifiuti, ha richiamato la società brindisina chiedendo di restare nell’impianto di Cdr sino al prossimo 16 novembre, data stabilita per dell’effettivo passaggio di mano all’Amiu, la municipalizzata di Bari, scelta dal commissario dell’Oga Michele Emiliano.

La decisione è stata assunta ieri dall’amministrazione cittadina e notificata alla ditta sempre nella giornata di ieri, giorno in cui era inizialmente prevista la staffetta tra Nubile e Amiu, per la gestione del sito che si trova in via per Pandi, nella zona industriale di Brindisi, dopo la risoluzione del contratto sottoscritto il 20 luglio 2012 “per plurimi e reiterati inadempimenti ascrivibili a Nubile Srl”.

Per il passaggio di consegne sono stati chiesti dall’Amiu, e concessi, altri 16 giorni, stando all’ultima riunione tra le parti che si è tenuta presso la sede della Provincia di Brindisi lo scorso 26 novembre, su convocazione della struttura commissariale dell’Oga Brindisi. In quella occasione, i dirigenti dell’Amiu avevano sottolineato di non aver ancora ottenuto tutti gli atti necessari al subentro nella titolarità del contratto di gestione. In particolare si “prendeva atto che la trasmissione della documentazione tra i gestori relativamente alle informazioni sui dipendenti impiegati presso il sistema impiantistico di trattamento dei rifiuti di Brindisi risultava ancora incompleto”.

Da qui il provvedimento del Comune che è proprietario dell’impianto di Cdr, firmato dal dirigente del settore Ecologia, Fabio Lacinio, ancora una volta su richiesta del commissario: c’è una nota arrivata da Bari alle 13,10, del 30 novembre, con cui si “comunicava all’amministrazione comunale”, anche nella sua veste di capofila dell’Oga, di “adottare gli atti  di propria competenza funzionali al proseguimento del pubblico servizio di gestione dell’impianto di biostabilizzazione in oggetto”.

Il dirigente ne ha “preso atto” e ha “rettificato quanto contenuto nella precedente determina del 16 novembre” in cui veniva indicato il 30 novembre come giorno del passaggio dell’impianto nella disponibilità dell’Amiu, “posticipando lo sgombero delle aree di lavoro da parte della Nubile srl al 16 dicembre 2015”. Ma ieri Nubile ha liberato l’impianto, trasferendo ad altra sede i mezzi di sua proprietà, tra i quali ci sono sette autoarticolati, rendendo di fatto impossibile lo svolgimento delle operazioni normalmente garantite.

Il rischio che si profila nell’immediato futuro, questione di giorni, è un’emergenza rifiuti, l’ennesima a cui potrebbe essere costretta a fare i conti l’Oga, l’Organo di governo d’ambito, gestita direttamente dalla Regione Puglia, dopo il commissariamento. La situazione è tornata ad essere incandescente nelle ultime 24 ore e non è affatto escluso che ci siano azioni legali della struttura Oga nei confronti della ditta Nubile in relazione al mancato rispetto del provvedimento.

L’impresa, dal canto suo, sostiene di aver diritto ad ottenere il pagamento del saldo del debito di  circa un milione e 800mila euro, a titolo di tariffe per il conferimento dei rifiuti non versate dai Comuni. Il Comune nel frattempo ha avviato le azioni necessarie all’”escussione della cauzione definitiva prestata a garanzia dell’esecuzione dell’appalto, ivi comprese quelle impegnate in via sostitutiva per i lavori svolti nella discarica di Autigno”, necessari per impedire la contaminazione della falda, sempre di sua proprietà e data in gestione a Nubile.

La società brindisina oggi, con una nota firmata dal nuovo amministratore che ha preso il posto di Luca Screti, precisa che “l’interruzione del servizio dipende esclusivamente dalla mancata emissione da parte delle autorità competenti di un provvedimento utile a consentire, legittimamente, la gestione dell’impianto”. La ditta sostiene anche di non essere a conoscenza né in via ufficiale né tanto meno ufficiosa di una “riunione di cui i giornale parlano e convocata per le 12,30 di oggi”.

“In mancanza della necessaria ordinanza – si legge – Nubile non ha potuto fare altro che dare esecuzione al provvedimento di risoluzione del contratto, liberando il cantiere dai propri mezzi”. E ancora: “Detta circostanza, così come le sue ricadute sotto il profilo occupazionale, sono state evidenziate e verbalizzate da Nubile nella riunione del 26 novembre scorso”. Quanto, poi, alle “condizioni dell’impianto sono quelle ordinarie e non vi è nessuna emergenza sotto il profilo delle quantità dei rifiuti presenti”.

L’ultima precisazione: “Ci preme sottolineare che, nel momento in cui ci fossero sviluppi in merito, relativi al pagamento delle spettanze maturate e a un’ordinanza che autorizzi alla gestione dell’impianto di Cdr, ci impegniamo a pagare immediatamente gli stipendi e a riassumere la forza lavoro, che siamo stati necessariamente costretti a licenziare, ivi compresi i quattro con contratto a termine, precedentemente non rinnovati. Tale forza lavoro è necessaria  e indispensabile affinché l’impianto possa essere operativo in mancanza di revamping”. Il nodo sull’impianto resta tutto.

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