Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Comune senza soldi per il sociale deve riparare anche le strade all'Asi

Sul bilancio dell’amministrazione civica pesano 650mila euro: lavori alla Multiservizi. Il Consorzio dell'Area di Sviluppo Industriale esonerato da una sentenza della Corte d’Appello di Lecce anche per l’illuminazione

BRINDISI – Paradosso italiano se non proprio brindisino, fatto sta che i costi per la manutenzione delle strade e dell’illuminazione della zona industriale sono a carico del Comune, pur esistendo l’Asi. Che non spende un centesimo. Nossignore. Seicentocinquanta mila euro sono sul conto dell’amministrazione cittadina, in stato di salute precario per via delle continue emergenze che arrivano soprattutto dai settori Servizi sociali e Patrimonio e casa e ancora dolorante per le ferite lasciate dallo sforamento del patto di stabilità legato alla copertura della perdita maturata dalla società Multiservizi, partecipata dal Comune, nel 2014, per un milione e passa.

Ed è alla Multiservizi, che a sua volta ancora risente del profondo rosso in bilancio che sono stati affidati i lavori di manutenzione per quella somma, mentre all’altra partecipata dell’ente, la Brindisi Energeko Gas Italia, sono stati delegati gli interventi per ripristinare l’illuminazione sul totale di 200 punti. In questo caso non ci sono ancora previsioni di spesa.

Non è questo il punto. La questione è altra e attiene alla domanda sul perché materie come quella connessa alla manutenzione delle strade della zona industriale ricadono sul Comune e non sull’Asi che continua ad esistere avendo come obiettivo statutario  la garanzia di tutti i servizi connessi all’esistenza delle imprese e alla vita delle realtà del tessuto produttivo. Non a caso, fino a qualche anno addietro, si chiamava Consorzio per i servizi reali alle imprese.

La sede del Consorzio Asi di BrindisiDa quei servizi, evidentemente, sono stati depennati gli interventi che rientrano nella logistica. Com’è possibile? La spiegazione sta tutta in una recente pronuncia della Corte d’Appello di Lecce, secondo cui la competenza e quindi la responsabilità è dell’amministrazione comunale di Brindisi trattandosi comunque di strade urbane che, in quanto tali, vanno equiparate a quelle che rientrano negli interventi di manutenzione a carico del bilancio dell’ente cittadino.

Quindi, solo per fare un esempio, viale Enrico Fermi avrà diritto ad avere la stessa attenzione di viale Commenda. E verrebbe da aggiungere: pazienza se poi i Servizi sociali del Comune rischiano il collasso o se la sede dell’Ufficio Casa è meta di chi è rimasto senza abitazione. La sentenza è quella, la pronuncia dei giudici d’appello salentini risale a due anni fa.

“Ci siamo ritrovati in questa situazione dopo la sentenza numero 310 del 2013”, spiega l’assessore titolare della delega ai Lavori Pubblici, Cosimo D’Angelo che due giorni fa ha voluto fare quadrato sulle condizioni in cui versano le arterie della zona industriale, ascoltando tutti, anche i dirigenti del Consorzio di fatto senza voce in capitolo. A tutto vantaggio dei conti dell’Asi. La base d’asta è pari a 715mila euro: 147mila per la manutenzione straordinaria della segnaletica più 148mila per le pavimentazioni, rotatorie e il guard-rail. A questo importo si aggiunge il costo della manodopera che incide per 122.974 euro e 84 centesimi.

“Più in particolare, la conferenza di servizi così come convocata, ha analizzato le criticità dell’area industriale di Brindisi ed ha predisposto un elenco di interventi finalizzati a valorizzare la spesa, individuando quindi, una serie di azioni secondo priorità concertate. I lavori inizieranno a breve e riguarderanno le strade di accesso all’Asi, in modo da predisporre un buon biglietto da visita dell’area”, si legge nella parte conclusiva del comunicato stampa. 

Binari in via Enrico FermiIn altre parole paga il Comune di Brindisi e paga per garantire la viabilità anche per raggiungere la stessa sede dell’Asi. Se non è un paradosso questo, allora cos’è? Domanda legittima dal momento che si tratta di soldi pubblici. Euro di cui il bilancio del Comune ha bisogno se continua a restare senza ossigeno soprattutto per far fronte ad emergenze segnalate ogni giorni dai settori Servizi sociali e Patrimonio e Casa.

Per avere contezza delle criticità lamentate basta dare un’occhiata al numero delle domande presentate dagli utenti brindisini che chiedono un aiuto economico, sotto forma di contributo. L’ultima lista dai grandi numeri è quella che si riferisce ai disoccupati che sperano di essere chiamati dalle ditte che hanno vinto appalti indetti dal Comune, per effetto della cosiddetta clausola sociale: in elenco ci sono più di 800 persone.

Ma se il Comune deve pagare anche per le infrastrutture primarie della zona industriale, l'Asi cosa ci sta a fare? E infatti negli ultimi mesi più volte è stato sollevato il problema dello scioglimento anche di questi enti con il passaggio delle compotenze alle città sedi di zone industriali.

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