E per sbaglio il Comune paga due volte la Tari per la sede del Tribunale

Errore nel conteggio del saldo per il 2014 arrivato a sfiorare quota 85mila euro. L’ente “vittima” di se stesso: “Colpa della società di elaborazione dati”. Comunque la somma pagata non è stata persa

BRINDISI – Il Comune di Brindisi rimane impigliata nel suo stesso meccanismo di elaborazione dati per i contribuenti e succede che la Tari per il Tribunale sia stata pagata due volte, per un totale che sfiora l’asticella degli 85mila euro.

La situazione ha del paradossale e potrebbe strappare un sorriso ai contribuenti brindisini, alle prese con gli avvisi di pagamento per la tassa sui rifiuti. Magra consolazione per chi, di recente, si è visto recapitare lettere intestate a familiari passati a miglior vita, persino nel lontano 1982. Come è successo in relazione alla richiesta spedita dall’Abaco, la società che per conto dell’amministrazione cittadina si occupa della riscossione di imposte e tasse, all’indirizzo in cui viveva un brindisino che se fosse in vita di anni ne avrebbe 107.

Il saldo Tari, in relazione al 2014, è oggetto della richiesta di cui è rimasto vittima lo stesso Comune di Brindisi in qualità di contribuente per essere proprietario degli uffici giudiziari, vale a dire del Palazzo di giustizia. A voler essere precisi, l’avviso di pagamento è stato correttamente intestato al Tribunale e da qui è stato girato per gli adempimenti consequenziali all’ente che ne è titolare, stando a quanto previsto della disposizioni di legge, secondo cui  “le spese per la gestione degli uffici giudiziari statali sono a carico dei Comuni, nei quali hanno sede gli stessi uffici”. Sin qui, dunque, nessun intoppo o cortocircuito che dir si voglia.

E’ il Comune che deve mettere mano al portafogli-bilancio per pagare il saldo della Tari con riferimento ai dodici mesi passati e tanto ha fatto: “84.711 euro a mezzo del modello F/24 con il mandato numero 3.305 del 3 aprile 2015”. A pagamento avvenuto però qualcuno si accorge che qualcosa non quadra, che i conti non tornano perché la somma è alquanto consistente. Sorge il dubbio, a chi non è dato saperlo, per lo meno al momento. Al di là della paternità del dubbio,  scatta la verifica tutta interna al Comune, alla ricerca di una spiegazione e soprattutto dell’importo esatto.

Si viene a scoprire che l’errore c’è stato davvero e, infatti, dal carteggio interno a Palazzo di città emerge che il “settore servizi finanziari ha comunicato per le vie brevi che la società affidataria del servizio di gestione ed elaborazione delle buste paga per l’ente ha erroneamente pagato due volte il saldo Tari 2014”. Non c’è alcun riferimento al passaggio precedente a come la notizia sull’errore sia arrivata.

Nel frattempo, l’amministrazione è chiamata a pagare la Tari per il nuovo anno: l’avviso di pagamento viene trasmesso il primo giugno scorso ed è relativo all’”acconto Tari 2015, intestato al Tribunale di Brindisi, per l’importo complessivo di 33.675 euro”. E allora che si fa? Si “compensa” la maggior somma versata per il 2014 con quella richiesta con riferimento al 2015.  Ha deciso in questi termini il dirigente del settore Lavori Pubblici, Fabio Stefano Lacinio, nella determina firmata lo scorso 27 luglio e andata in pubblicazione il 30 ottobre scorso portando a galla il retroscena.

Vale la pena di precisare che la determina del responsabile della ripartizione Lavori Pubblici è stata adottata ai “soli fini contabili” visto che per le casse del Comune non c’è alcuna conseguenza. In altri termini la maggiore somma pagata non è stata persa, ma recuperata. Ma se fosse capitato a un contribuente che non sia il Comune? Probabilmente si sarebbe reso necessario un tour tra gli uffici pubblici, da quelli sede dell’Abaco e quelli che ospitano la ripartizione Servizi finanziari.

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