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"A Torre Guaceto non bastano le dimissioni. Ci vuole una rivoluzione"

Tutti a casa e svolta radicale nella gestione della riserva marina e terrestre di Torre Guaceto. Lo sostiene la sezione di Carovigno del Partito Comunista, con una comunicato diffuso nella serata di ieri. “Al consorzio della riserva, dimissioni per incomprensioni? Di che tipo sono state le incomprensioni al consorzio di gestione dell’osai per arrivare alle dimissioni dei consiglieri di amministrazione e del presidente, in rappresentanza del comune di Brindisi e del Wwf, di tipo politico, di tipo organizzativo, di tipo economico o altro?”

CAROVIGNO – Tutti a casa e svolta radicale nella gestione della riserva marina e terrestre di Torre Guaceto. Lo sostiene la sezione di Carovigno del Partito Comunista, con una comunicato diffuso nella serata di ieri. “Al consorzio della riserva, dimissioni per incomprensioni? Di che tipo sono state le incomprensioni al consorzio di gestione dell’osai per arrivare alle dimissioni dei  consiglieri di amministrazione e del presidente, in rappresentanza del comune di Brindisi e del Wwf, di tipo politico, di tipo organizzativo, di tipo economico  o altro?”, si chiede il Pc di Carovigno.

“Presidente e consiglio di amministrazione  di Torre Guaceto non si devono dimettere per incomprensioni tra di loro ma devono motivare le loro dimissioni per incapacità a gestire la riserva naturale  e per averla trasformata in uno stabilimento balneare dedito al profitto e non al rispetto dell’ambiente. Il fatto certo è che da quando si è costituita la riserva, i comuni di Brindisi, di Carovigno, di San Vito  dei Normanni e di Ostuni, la  provincia di Brindisi e la Regione Puglia si sono presi la paternità della stessa propagandando in essa i propri Comuni, Provincia e Regione ma nessuno di questi – si legge nel comunicato - si è mai accorto che la riserva è  stata fatta nascere  con  lunghe muraglie fatte di circa 3000 traversine di ferrovia impregnate di creosoto,  infilate nella palude e nelle dune, quindi la riserva è stata fatta con rifiuto speciale pericoloso”.

“L’oasi di Torre Guaceto rappresenta il fallimento della  gestione politica degli ultimi 16 anni del Comune di Carovigno e del  Comune di Brindisi,  dove  ricade il territorio della Riserva”, è l’accusa. “Dall’oasi di Torre Guaceto  si evidenzia soprattutto la non cultura alle problematiche ambientali  da parte delle associazioni istituzionali e non, che fanno riferimento all’ambientalismo trasformandolo da  settore indispensabile per la vita degli esseri umani,  degli animali e dei vegetali ad argomento da salotto”.

“A Torre Guaceto non serve un cambio di gestione e tanto meno un ritorno al passato. A Torre Guaceto serve – sostiiene il Partito Comunista di Carovigno - una  rivoluzione  capace di seppellire il passato per  il danno creato e guardare al futuro, un futuro fatto di studio, di passione,  di coerenza e di conoscenza e non fatto di solo profitto; è necessario far nascere nell’animo dei cittadini il vero ambientalismo funzionale alla vita delle persone, delle piante e degli animali e dove trova piena cittadinanza  la questione sanitaria”.

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