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Il parco archeologico del castello di Alceste a San Vito dei Normanni

Il parco archeologico del castello di Alceste a San Vito dei Normanni

Lavori al Castello di Alceste: il Tar conferma esito della gara

Il Comune di San Vito dei  Normanni, che comunque non si era costituito in giudizio, può procedere alla stipula del contratto con la ditta aggiudicataria dell’appalto  dei lavori di “recupero, valorizzazione e potenziamento della fruibilità del museo diffuso Castello d’Alceste”

SAN VITO DEI NORMANNI – Il Comune di San Vito dei  Normanni, che comunque non si era costituito in giudizio, può procedere alla stipula del contratto con la ditta aggiudicataria dell’appalto  dei lavori di “recupero, valorizzazione e potenziamento della fruibilità del museo diffuso Castello d’Alceste” , su una collina alla periferia delle cittadina dove sono stati condotti scavi archeologici che hanno portato alla luce un insediamento di epoca messapica. Il Tar di Lecce, prima sezione, ha infatti respinto il ricorso presentato contro la Cea Construction Srl di Mesagne, dalla Ciullo Srl.

Lo fanno sapere gli avvocati della Cea,  Fabio Patarnello e Luigi Mariano (la ditta Ciullo Srl era difesa dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto). L’impresa ricorrente aveva chiesto l’annullamento della aggiudicazione, ritenendo viziata la partecipazione di Cea alla gara. In particolare, la Ciullo Srl attraverso i propri legali aveva impugnato i contratti di avvalimento tra la Cea e due società (necessari alla Cea per rientrare pienamente nei requisiti di gara), ritenendoli nulli “perché sottoposti a condizione meramente potestativa”.

“Inoltre,  secondo la Ciullo Srl, il Comune – si legge nelle premesse della sentenza - avrebbe dovuto escludere l’aggiudicataria anche perché quest’ultima aveva indicato, come progettista incaricato della realizzazione dei lavori di cui al contratto (manutenzione, restauro e riqualificazione di un bene sottoposto a tutela), un ingegnere anziché un architetto”.

Il Tar, presidente Patrizia Moro, estensore Jessica Moretto, referendario Mario Gabriele Perpetuini, ha invece ritenuto pienamente legittimi i contratti di avvalimento e conforme al bando la scelta di un ingegnere come tecnico, dato che i lavori avvengono nell’ambito di un progetto già predisposto dal Comune di sistemazione e fruizione dell’area, condannando la ricorrente al pagamento delle spese di lite.

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