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"Il baliatico è un diritto fondamentale": giudice obbliga il Comune a erogarlo

"Il sussidio baliatico configura un diritto fondamentale dei soggetti che si trovano in stato di bisogno economico e sociale, senza che la nascita di tale diritto sia condizionata alla emanazione di provvedimenti amministrativi"

SAN PIETRO VERNOTICO – “Il sussidio baliatico configura un diritto fondamentale dei soggetti che si trovano in stato di bisogno economico e sociale, senza che la nascita di tale diritto sia condizionata alla emanazione di provvedimenti amministrativi”. È questa una delle motivazioni che ha convinto il giudice del lavoro Maria Forastiere ad accogliere la richiesta di emissione di decreto ingiuntivo avanzata nei confronti del Comune di San Pietro Vernotico per il pagamento di cinque mensilità riferite al sussidio baliatico in favore di una donna madre di due minori. Il Comune nella data di oggi, giovedì 23 giugno, ha annunciato la volontà di liquidare la somma spettante alla ricorrente, rappresentata dall’avvocato Patrizia Tafuro, impegnandosi erogare 1500 euro (150 euro per ogni figlio per 5 mesi), più spese legali.

Una decisione, quella del giudice Forastiere, che pone le basi per un nuovo modo di intendere il contributo baliatico, fino a questo momento negato dall’attuale amministrazione, al comando del paese da un anno.protesta davanti al comune di san pietro-3

Come è noto (questa testata si è occupata del caso in diverse occasioni) da gennaio 2016, 18 “ragazze madri” di San Pietro Vernotico non ricevono più il contributo baliatico, il sostegno economico per minori riconosciuti dalla sola madre. A causa di mancanza di fondi, hanno spiegato gli amministratori in più occasioni. Le donne destinatarie di questo contributo hanno protestato per giorni interi senza ottenere alcun risultato, solo promesse sino ad oggi non mantenute.

Fino a dicembre 2015 alle “ragazze madri” è stata corrisposta la somma di 150 euro per ogni minore a carico, da almeno 5 anni, da quando cioè ha governato la vecchia amministrazione. Alcune anche da prima. Dal mese successivo nulla. Abbandonate le proteste alcune di esse hanno deciso di ricorrere alle vie legali, convinte del fatto che si tratta di un contributo che spetta di diritto.

cartelloni al comune-2E in qualche modo il giudice ha dato ragione a questa tesi. Nel ricorso per decreto ingiuntivo, presentato per conto di una donna di 40 anni madre di due minori non riconosciuti dal padre, l’avvocato Tafuro ha spiegato come la mancata erogazione del sussidio baliatico “comporta la violazione dei principi costituzionali e segnatamente degli articoli 29 e 30 della Costituzione, nonché del Regio decreto legislativo 8 maggio, 1927 n° 798 “Norme sull’assistenza degli illegittimi, abbandonati e o esposti all’abbandono modificato dalla legge 13 aprile 1933, n°3128 e dalla legge 8 giugno 1942, n°826 cosiddetto “baliatico), e non ultima della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata con legge 27 maggio 1991, n°176”.

A queste violazioni di legge, tra le motivazione della richiesta di decreto ingiuntivo, naturalmente c’è anche illustrata dettagliatamente la situazione economica della ricorrente. “Versa in condizioni che rasentano la povertà, “tanto che è stata sistematicamente dichiarata dal Comune di San Pietro Vernotico destinataria dei benefici previsti dal Regio decreto legislativo, 8 maggio 1927 n°798”, il reddito famigliare non raggiunge il minimo vitale ed è sempre stata individuata tra i soggetti deboli destinatari dei provvedimenti a favore delle fasce più povere”. L’avvocato ha anche spiegato, allegando la dovuta documentazione, che “la stessa negli anni scorsi è riuscita a crescere e mantenere i propri figli (non senza difficoltà) anche e soprattutto grazie ai sussidi previsti dal Comune di San Pietro Vernotico: le borse lavoro, i rimborsi per i canoni e il sussidio baliatico che le permetteva di poter contare su 300 euro mensili per far fronte alle esigenze primarie dei suoi figli”.

L’atto che impone al Comune di San Pietro Vernotico di liquidare le somme spettanti alla richiedente è stato depositato nei giorni scorsi e la risposta non si è fatta attendere. Il Comune sta procedendo alla liquidazione delle somme spettanti alla 40enne sampietrana.  

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