Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Stagione venatoria, controllati 205 cacciatori nel Brindisino: denunce e arresto

Contestati sette illeciti amministrativi e sei penali: in un caso denuncia per porto abusivo di arma da fuoco, resistenza a pubblico ufficiale con arresto in flagranza di reato

BRINDISI - Nel corso della stagione venatoria 2016-2017 sono stati controllati 205 cacciatori nel corso di 150 giornate di verifiche condotte dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, dal primo gennaio scorso diventato Gruppo Carabinieri Forestale di Brindisi. A conclusione delle attività, sono stati contestati sette illeciti amministrativi, in violazione della Legge Regionale 27/98, sei gli illeciti penali ai sensi della Legge 157/92, aggravati, in una fattispecie, da porto abusivo di arma da fuoco, resistenza a pubblico ufficiale, con arresto in flagranza di reato.

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L’ esercizio di porto abusivo di arma da fuoco è stato contestato in tre casi, nei territori di Ceglie Messapica, San Michele Salentino e Fasano. Di tutta l’ attività di contrasto al bracconaggio è stato dato puntuale riscontro alla Prefettura, che ha mostrato particolare vicinanza e sensibilità alla tematica.

 Considerata la situazione, sono quindi stati intensificati i controlli lungo tutto l’ arco della stagione venatoria, ma concentrando gli sforzi in quelle giornate e località considerate più “a rischio” di illeciti, nonché seguendo segnalazioni di volta in volta pervenute al numero telefonico di emergenza ambientale “1515”.  Innanzitutto, si è data priorità alla salvaguardia delle aree naturali protette sul territorio (Riserva di Torre Guaceto, Parchi delle Dune Costiere, della Salina di Punta della Contessa, dei Boschi di Cerano, Lucci e Preti), controllando che nessuno vi esercitasse la caccia all’ interno. Soprattutto all’ avvio della stagione, si è registrata un’ enorme presenza di cacciatori (fino a 500 in giornate domenicali) attorno al Parco Regionale della Salina, a Sud di Brindisi, richiamati in zona dalla presenza di lepri. Successivamente, l’ attività venatoria si è spostata verso le aree più interne della provincia, per il passo dell’ avifauna migratoria (quaglie, tordi). Nelle giornate di gelo di gennaio la Regione Puglia ha sospeso la concessione di abbattimento della beccaccia, nel contesto di un inverno particolarmente rigido, e di sicura difficoltà per la fauna selvatica.

   

  

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