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Il Cag circondato dalle chianche del lungomare: "Ci usano come discarica"

Le chianche storiche del lungomare Regina Margherita continuano ad essere accatastate all’esterno del Centro di aggregazione giovanile (Cag) situato al rione Paradiso. Non vi è nulla di illecito in questo, ma gli operatori che mandano avanti la struttura stamani hanno storto il naso alla vista dell’ennesimo carico di basole depositato sotto ai loro sguardi

BRINDISI – Le chianche storiche del lungomare Regina Margherita continuano ad essere accatastate all’esterno del Centro di aggregazione giovanile (Cag) situato al rione Paradiso. Non vi è nulla di illecito in questo, ma gli operatori che mandano avanti la struttura stamani hanno storto il naso alla vista dell’ennesimo carico di basole depositato sotto ai loro sguardi da un Tir della ditta che sta eseguendo i lavori di restyling del lungomare (nulla si può rimproverare all’azienda, che si limita a eseguire le direttive impartite dall’amministrazione comunale sullo stoccaggio del materiale di risulta del cantiere).

La spola fra il lungomare e il Cag è proseguita anche nel pomeriggio. E così altre migliaia di chianche si sono aggiunte a quelle che dall’estate del IMG-20151014-WA0006-32013 si trovano nell’area perimetrale dell’edificio, ormai sopraffatte dalla vegetazione. Ovviamente nulla vieta all’amministrazione comunale di utilizzare come deposito di chianche un terreno di sua proprietà. E' una questione di buon senso, semmai, quella sollevata dagli operatori del Cag, che con grandi sforzi organizzano laboratori per bambini e giovani d’età compresa fra i 15 e i 35 anni, dando loro delle nuove prospettive di vita.

“Il Cag – dichiarano gli operatori del Centro di aggregazione -  sta da tempo cercando di lavorare da un alto con interventi di riqualificazione urbana e di promuovere all'interno del quartiere il rispetto e la cura dei beni comuni, dall'altro a dare un'immagine diversa da quella stereotipata del quartiere in cui regna degrado e disagio sociale”.

“Diventa però difficile  - proseguono gli operatori - anche per chi da anni sta lavorando in un bene confiscato alla malavita organizzata locale per restituirlo alla comunità e in particolare ai propri giovani, insegnare a questi stessi giovani la dignità e il rispetto di ciò che ci circonda, se per prima la nostra amministrazione squalifica a rango di discarica gli spazi esterni alla stessa struttura in cui ha sede il Cag”. 

“Già qualche mese fa – affermano ancora gli operatori - era successo nuovamente e i responsabili del servizio, che, lo ricordiamo, è un servizio del Comune di Brindisi - Assessorato ai Servizi Sociali affidato in gestione a due cooperative Sociali per mezzo di gara d'appalto, avevano in parte interrotto un'operazione simile, anche se nell'occasione si erano sentiti rispondere che quelle ormai riposte sarebbero restate lì solo per qualche mese per poi essere rimosse”. 

La vista di quelle chianche ammassate nel terreno è un pugno nell’occhio. “Potete immaginare anche altre conseguenze  - dichiarano ancora gli operatori del Cag - legate all'accumulo di tanto materiale che ha prodotto una vera e propria montagnetta su cui la vegetazione ha proliferato, creando anche un habitat favorevole a topi e serpenti. Ricordiamo che siamo in un area presso la quale tanti bambini e ragazzi che frequentano il Cag ogni giorno quanto meno transitano”. E proprio nel pomeriggio odierno, a tal proposito, i ragazzi che frequentano la struttura di certo non hanno accolto a braccia aperte i Tir che di continuo depositavano chianche. 

Contattato da BrindisiReport, l’assessore ai Lavori Pubblici, Cosimo D’Angelo, chiarisce che il Cag si trova all’interno di un suolo comunale individuato come area di stoccaggio delle basole del lungomare. “Si tratta inoltre – dichiara l’assessore – di un’area chiusa da un cancello che garantisce un minimo di sicurezza (anche se qualcuno, negli ultimi mesi, pare sia comunque riuscito a rubare della basole, approfittando di una falla nella recinzione, ndr). Capisco l’importanza del servizio sociale svolto dai ragazzi del Cag e mi spiace per i loro disagi, ma purtroppo non vi è abbondanza di aree comunali che possano essere utilizzate a tale scopo”.  

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