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Il prefetto Valerio Valenti

Il prefetto Valerio Valenti

Una campagna elettorale al veleno: rischio sempre più forte

Lo scontro prima e dopo il blitz Multiservizi. Luperti annuncia una conferenza stampa. La città uscirà nuovamente divisa dal voto

BRINDISI – Ma cosa sta diventando questa campagna elettorale a Brindisi? Il prefetto Valerio Valenti probabilmente era in possesso di elementi di valutazione precisi per decidere l’annunciato monitoraggio delle liste, e infatti oggi la situazione rischia di scivolare verso uno scontro che non è sui progetti per la città, ma sul controllo di fasce di elettorato a loro volta pilotabili dai soliti raccoglitori di voti entrati più volte in azione negli ultimi anni. Abbiamo visto come, quando e con quali metodi.

Il clima è pessimo: circola sui social la riproduzione del manifesto di una nota cinecommedia con il candidato Roberto Cavalera al posto del protagonista e il titolo “Cado dalle nubi”. Qualcuno fa circolare negli stessi canali il manifesto elettorale di Gabriele Antonino, figlio di Giovanni, con promesse clientelari esplicite, costringendo l’interessato e il padre a smentire immediatamente e a mettere in guardia l’elettorato.

E, infine ma non per importanza, la mail alla stampa locale di Pasquale Luperti, figura principale assieme a Daniele Pietanza del blitz di ieri della Digos e della procura sulle relazioni tra politica, voti e Brindisi Multiservizi, per una conferenza che si terrà sabato mattina alle 11 nella sede di Brindisi Popolare. Per annunciare il suo ritiro dalla campagna elettorale? Così si diceva ieri. Del resto, il candidato sindaco della coalizione di cui questa lista fa parte, lo stesso Cavalera, ieri era stato chiaro: se non si fosse fatto da parte Luperti, avrebbe lasciato lui.

Insomma, se Luperti indagato nell’inchiesta sul presunto peculato elettorale ha già deciso di rinunciare, non lo farà però in silenzio e mantenendo un basso profilo. Cosa che non giova alle prospettive future del governo della città. Occorre riflettere, inoltre, su una cosa: lo scontro frontale a Brindisi non è tra centrodestra e centrosinistra, o Movimento 5 Stelle, è tra due schieramenti dello stesso centrodestra raccolti dietro i candidati sindaco Roberto Cavalera e Massimo Ciullo che se ne dicono di tutti i colori.

I famosi ex, quelli delle passate stagioni politiche, sono praticamente tutti direttamente o indirettamente impegnati in questi due schieramenti contrapposti e in dura competizione, determinando una sorta di area franca in cui si aggirano  gli autori delle fake news, del dileggio in rete, delle provocazioni che volano contro  una parte o l’altra, obbligando i candidati chi a paventare querele, chi a smentire.

Evidentemente si calcola di ritrovarsi di fronte al ballottaggio del 24 giugno, passando per il voto del primo turno, quello del 10 giugno, in cui sinistra e M5S dovrebbero finire fuori gioco. Oppure è semplicemente il contendersi lo stesso bacino di voti. Certo è che la deflagrazione del caso Brindisi Multiservizi non era un problema in agenda. Qui nessuno però, cittadini inclusi, può “cadere dalle nubi”.

Una pattuglia della polizia all'esterno della sede della Multiservizi-2

Si parla di questa società in house da anni, per la sua gestione, per i suoi bilanci,  per le sue percentuali di assenteismo, per alcune incredibili nomine al vertice di cui qualcuno anche in queste ore cerca maldestramente di cancellare le tracce pensando rivolgersi ad una platea di fessacchiotti smemorati. I brindisini dunque sapevano, almeno quelli che leggono i giornali e non solo i titoli su Facebook.

Adesso il sistema scricchiola e non siamo certi che questo farà fuggire i topi. Purtroppo sulla barca che non naviga in acque sicure, e che non potrà in eterno essere sostenuta dal ricorso all’intervento straordinario di un Comune non certo in buone acque, ci sono anche quelli che hanno ogni giorno lavorato con onestà e dedizione, aspettando una svolta. Questa non potrà giungere, bisogna esserne certi, da chi ha manovrato l’azienda Bms sino a poco fa. Quale altra prova serve, ormai, per attestare ciò?

Né i passi della svolta che la città aspetta, almeno quella parte che produce e tira la carretta, possono essere dettati da chi è già stato vito all’opera. Su questo punto Brindisi è divisa, sia ben chiaro. E lo sarà ancora per molto tempo perché l’assistenzialismo clientelare ha partorito degenerazioni culturali e sociali molto vaste. La città ha bisogno non di “bravi ragazzi”, ma di amministratori capaci e onesti. Lo dicono tutti, anche quelli che in  realtà non vogliono cambiare affatto.

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