Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Il castello Alfonsino tra i luoghi del cuore Fai: votazione on line

C’è tempo sino al 30 novembre, in palio contributi sino a 50mila euro. In classifica il Forte a mare è solo al 140esimo posto, al quarto c’è quello di Taranto

BRINDISI – Il castello Alfonsino di Brindisi è tra i luoghi del  cuore del Fai, il Fondo ambiente italiano, in lista per ottenere contributi sino a 50mila euro. Ma per scalare l’elenco, servono i voti on line: la fortezza dell’isola di Sant’Andrea è al 140esimo gradino, con appena 374 voti. Niente se paragonati a quelli incassati, sempre su internet, dalla località Fiume Oresto, nel Palermitano, con oltre 14mila preferenze.

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La votazione on line

C’è tempo sino al 30 novembre, stando al regolamento del Fai, pubblicato nelle scorse settimane, per la nova edizione del censimento dedicato ai “Luoghi del Cuore”, in partnership con Intesa San  Paolo. E’ un invito rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri: si chiede di votare i luoghi italiani che amano e che vorrebbero vedere difesi, valorizzati, recuperati. “Obiettivo del progetto è la sensibilizzazione di cittadini e istituzioni sul tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico, artistico, naturalistico del Paese”, spiegano dal Fai.

Votare per il castello Alfonsino è facile: è possibile accedere al sito www.iluoghidelcuore.it b e cliccare sulla foto, oppure  accesso all’App “FAI - Fondo Ambiente Italiano” o ancora  compilare moduli di raccolta firme, scaricabili dal sito web www.iluoghidelcuore.it o da richiedere all’Ufficio I Luoghi del Cuore. In ultimo, stando al regolamento, è possibile la compilazione di cartoline reperibili presso le filiali del gruppo Intesa Sanpaolo. In ogni caso, il Fai ha pubblicato una gallery che raccoglie diverse foto del castello (pubblicate in questo articolo).

“Ognuno può votare più di un luogo del cuore, ma per ogni luogo può esprimere un solo voto. Il censimento è attivo su scala nazionale e pertanto possono essere votati solo luoghi che si trovano sul territorio italiano”, ricordano dalla sede del Fai.

Ad oggi, giovedì 30 agosto 2018, la classifica è questa: in testa c’è il Fiume Oreto (Palermo) con 14.438voti; al secondo posto risulta il  Bosco ai prati di Caprara ((Bologna)  con 9.845 voti, al terzo l’antico stabilimento di Porretta Terme (sempre in provincia di Bologna) con 8.527 voti. Al gradino numero quattro, si è imposto il castello Aragonese di Taranto con 7.324 voti.

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I contributi

Il Fai ha assunto l’impegno di intervenire attraverso il finanziamento di azioni di recupero, tutela e valorizzazione, con il riconoscimento di contributi. Sono previsti “interventi in  favore dei primi tre luoghi maggiormente votati, secondo la classifica ufficiale pubblicata sul sito www.iluoghidelcuore.it, sulla base di specifici progetti di azione, che dovranno essere presentati al Fai entro sei mesi dall’annuncio dei risultati definitivi e subordinati all’approvazione della Fondazione”.

I contributi potranno essere erogati solo a enti senza scopo di lucro e ad enti pubblici, non a persone fisiche o enti profit e  saranno così suddivisi: 50mila euro per il primo classificato; 40mila al secondo e 30mila al terzo classificato. “ Viene altresì previsto un contributo economico aggiuntivo di cinquemila euro per tutti i luoghi sopra i 50mila euro voti, indipendentemente dalla posizione in classifica, sulla base di specifici progetti di azione, che dovranno essere presentati al Fai”. Il termine è sempre sei mesi dall’annuncio dei risultati definitivi per i tre vincitori o nell’ambito delle “Linee Guida per la selezione degli interventi” che il Fai lancerà nel 2019.

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Non solo. Il Luogo che risulterà maggiormente votato nelle filiali di Intesa Sanpaolo e Banche del gruppo, purché abbia raggiunto una soglia minima di duemila voti, riceverà un contributo di cinquemila euro.

Sarà una commissione interna al Fai, in collaborazione con i Segretariati Regionali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, a valuterà le domande pervenute e a selezionarei luoghi idonei a un intervento da parte della Fondazione, anche con lo stanziamento di contributi economici ove previsto.

Il castello Alfonsino e il faro

Brindisi e i brindisini devono darsi da fare se intendono cogliere quest’occasione di aiuto offerta dal Fondo ambiente italiano. Non è ancora del tutto chiaro, se il faro di segnalamento marittimo tornerà in cima al castello di Forte a mare: è stato smontato nei mesi scorsi per essere destinato a lavori di manutenzione. La storia racconta che venne attivato nel 1938 e rimase in funzione sino al 1984, quando la struttura venne dichiarata non agibile, per poi riprendere nel 2004. Per i brindisini amanti del mare e in modo particolare per i pescatori, senza quel faro, il castello non è più lo stesso: “E’ come se mancasse un pezzo”, dicono. “Cambia anche l’immagine complessiva”.

Il castello alfonsino, detto Forte a Mare

I lavori di restauro del castello, intanto, procedono dopo l’aggiudicazione per tre milioni di euro: sono stati aggiudicati in via definitiva, dopo il bando indetto dal ministero dei Beni e delle attività culturali (Mibact) alla società Sad di Modugno con un ribassi del 28 per cento, per l’importo di  3.152.243, 384 euro, oltre Iva. I giorni di lavoro sono stati indicati in 450. La Sad lavora in collaborazione con due imprese locali,  Roma Costruzioni e la Eicos.

A seguirne l’andamento, ci sono i funzionari del Mibact, gli architetti  Doriana De Tommasi, in qualità di responsabile unico del procedimento; Augusto Ressa, progettista e direttore dei lavori, e  Antonio Zunno, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. Dal Fai potrebbero esserci euro in più. Ma servono voti. Basta poco.

 

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