Cronaca Carovigno

Liquidazione Carbinia, il commissario: "Nuovo piano, poi la rilanceremo"

Il commissario prefettizio insediatosi al Comune di Carovigno dopo lo scioglimento del consiglio comunale, Pietro Massone, spiega in una nota stampa le ragioni che lo hanno indotto alla messa in liquidazione della multiservizi comunale Carbinia, su cui lo stesso Mimmo Mele è intervenuto con dichiarazioni (e cifre)

CAROVIGNO – Anche Rifondazione Comunista a Carovigno ha deciso di non aggregarsi alla coalizione che il sindaco uscente (dimissionario) Mimmo Mele sta formando attorno a proprie liste civiche e al Pd. Resta da vedere se Rifondazione a sua volta organizzerà una propria lista, e soprattutto se si unirà al Partito Comunista nel sostegno al candidato sindaco Antonio Palmisano.

Il centrodestra ormai marcia con il candidato Carmine Brandi, che sarà presentato ufficialmente giovedì 12 marzo alle 19.30 alla stampa, all’Hotel Villa Iole. Ma se il centrosinistra non è unito, non si può neppure dire che lo sia il centrodestra, che –stando ai movimenti in corso – potrebbe vedere il proprio elettorato frazionato tra vari contendenti.

Intanto il commissario prefettizio insediatosi al Comune di Carovigno dopo lo scioglimento del consiglio comunale, Pietro Massone, spiega in una nota stampa le ragioni che lo hanno indotto alla messa in liquidazione della multiservizi comunale Carbinia, su cui lo stesso Mimmo Mele è intervenuto con dichiarazioni (e cifre) pubblicate da vari organi di stampa il nostro incluso.

In primo luogo, sottolinea il commissario prefettizio, la procedura di liquidazione era allo stato attuale inevitabile, ed è stata avviata dopo una approfondita consultazione con i sindaci revisori. La stessa procedura non ha come previsione finale la chiusura della multiservizi Carbinia, bensì il suo rilancio, al quale Massone sta lavorando con i funzionari comunali, per una nuova fase fondata su “maggiore efficienza, efficacia e trasparenza”.

Quindi un nuovo piano industriale, per non perdere neppure un posto di lavoro. Il commissario prefettizio Pietro Massone spiega che ha deciso di approfondire il caso Carbinia quando, al suo insediamento, gli è stato proposto di approvare il bilancio consuntivo 2013 della multiservizi, adempimento che sarebbe dovuto avvenire invece entro il 2014.

Da qui le consultazioni con funzionari e revisori dei conti, da cui sono emerse l’impossibilità di garantire la prosecuzione ordinaria della gestione, ed una serie di perplessità sul piano industriale e su alcune voci di bilancio che non si erano potute approfondire per mancanza di documentazione.

                                

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