Multiservizi e Farmacia, il Comune non pubblica i curricula dei nominati

Resi noti solo i decreti della sindaca, delle esperienze professionali di Vito Camassa e Teresa Bataccia ancora nessuna traccia nonostante la richiesta avanzata più volte dai consiglieri di opposizione: "Trasparenza di facciata, una presa in giro"

Vito Camassa nuovo amministratore unico della Multiservizi

BRINDISI – Primo giorno di lavoro oggi per i neo amministratori unici delle società partecipate Multiservizi e Servizi Farmaceutici, ma nessuna traccia dei curricula di Vito Camassa e Teresa Bataccia scelti dalla sindaca di Brindisi Angela Carluccio, dopo l’avviso con successiva audizione pubblica.

Teresa Bataccia-2

I decreti di nomina di entrambi sono stati pubblicati questa mattina, ma dei titoli di studio e delle esperienze professionali non è dato sapere niente. Non sono stati resi pubblici, nonostante il riferimento ai curricula sia di Camassa che di Bataccia, sia contenuto nei rispettivi decreti, come “allegato”. E invece niente. Sino ad oggi nessuno conosce il percorso di formazione e le esperienze lavorative dei due brindisini che, alla fine, hanno “passato” la selezione e sono arrivati in finale, conquistando la fiducia della prima cittadina a cui – va detto – la legge riconosce e attribuisce “il potere di nomina”. L’ultima parola, quella appunto decisiva.

Non è dato sapere neppure quali siano stati i criteri di valutazione seguiti dalla commissione presieduta dal segretario generale Giuseppe Salvatore Alemanno nella scrematura iniziale e nei passaggi successivi. Non c’è traccia di criteri, punteggi o altro. Silenzio assoluto. A dispetto della trasparenza che il Comune di Brindisi sostiene di aver seguito per la nomina dei nuovi amministratori unici delle società Multiservizi e Servizi Farmaceutici: i consiglieri di opposizione, da destra a sinistra passando per i portavoce del Movimento CinqueStelle, hanno bocciato l’audizione anche nell’ultima conferenza dei capigruppo che alcuni raccontano come particolarmente “accesa”.

“Di pubblico c’è stata solo la facciata con la farsa dell’audizione”, ripetono. “Anche perché – dicono – quei nomi circolavano già nei giorni precedenti al colloquio nel salone di rappresentanza di Palazzo di città, a conferma del fatto che i curricula, le esperienze e le competenze non abbiano avuto diritto di cittadinanza. Eppure sappiamo tutti quale sia lo stato di salute economico-finanziario della Multiservizi”.

A prevalere sarebbero state le vecchie logiche della politica, quelle che poggiano sulla spartizione degli incarichi di fronte alla bilancia con il manuale Cencelli sul tavolo. Dai banchi della minoranza, infatti, continuano a ripetere che la sindaca (o il solito chi per lei) in tal modo abbiano ricucito gli strappi interni alla coalizione, rispondendo alle richieste di visibilità di quanti negli ultimi tempi si sarebbero dimostrati insofferenti.

In particolare,  Umberto Ribezzi diventato indipendente dopo aver rotto con i Coerenti di Pasquale Luperti e ancor prima con i Democratici di Luciano Loiacono e Salvatore Brigante, ex Pd: Camassa è indicato come persona a lui vicina, non essendo mistero per nessuno che il consigliere abbia fatto questo nome come assessore subito dopo la proclamazione degli eletti.

Quanto al nome di Teresa Bataccia, sarebbe stato indicato dai Democratici per Brindisi, con in testa Maurizio Colella, già consigliere comunale nella passata Amministrazione, eletto nella lista civica di Mimmo Consales. “Quanto ancora bisogna aspettare prima di leggere quei curricula? A chi bisogna rivolgersi?”, chiedono dall’opposizione. I nominati, intanto, da oggi iniziano a lavorare

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