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Colonna romana, il Comune scopre differenze tra atti amministrativi e spese

A distanza di otto anni dal certificato di regolare esecuzione viene a galla "una mancata corrispondenza": la somma effettiva sfiora i 700mila euro. Rettificato il quadro economico per chiedere alla Regione Puglia l'omologazione della cifra

BRINDISI – Da Palazzo di città arriva una news che ha per oggetto la colonna romana, monumento simbolo di Brindisi, e i lavori per il rimontaggio: i funzionari del settore Beni Monumentali hanno scoperto “una mancata corrispondenza tra atti amministrativi e spese effettivamente sostenute” il cui ammontare sfiora quota 700mila euro, somma presentata alla Regione Puglia per ottenere l’omologazione.

La scalinata virgiliana. Si nota la colonna mancante

Cosa significa, in concreto, questa differenza non è chiaro. Per lo meno non è stata spiegata nella determina firmata dal dirigente per chiedere agli uffici barese il saldo del finanziamento concesso 15 anni addietro. Si apprende, invece, che al Comune gli "errori", nel senso di differenze, sono venuti a galla a distanza di otto anni dall’emissione del certificato di regolare esecuzione dei lavori commissionati: l’approvazione dello stato finale, infatti, risale al 14 settembre 2009 e in pari data è arrivata l’attestazione firmata dall’architetto Filippo Danese, nome legato alla storia recente delle colonna perché ha seguito passo dopo passo i lavori di restauro del capitello e di montaggio dei rocchi in cima alla scalinata di Virgilio, affidati all’Ati (associazione temporanea d’impresa) Pouchaun-Campania Trivellazioni srl con contratto trascritto il 26 maggio 2003.

Com’è possibile? In attesa di avere risposta, si sa che la nuova determina si è resa necessaria “a parziale correzione e rettifica” di quella vecchia datata 2009 e che “le spese effettivamente sostenute ammontano a complessivi 676.145 euro e 82 centesimi” come risulta dal nuovo quadro tecnico economico: la prima voce di spesa si riferisce a “lavori posti a base gara, compresi gli oneri della sicurezza per 520.677”, a seguire sono stati indicati gli imprevisti per 47.389,04, poi le spese tecniche generali e per il coordinamento sicurezza per 52.336,33, quindi le spese per incentivi Rup per 1.198,18, quelle per la pubblicità e il bando di gara per 2.477,57 e infine Iva e tasse varie per 52.067,70 euro”.

Aggiornato l’elenco, il Comune di Brindisi ha chiesto al “competente assessorato della Regione Puglia l’omologazione delle spese sostenute e rendicontante ai fini del saldo” rispetto all’iniziale contributo pari a 526.620,28 euro riconoscimento l’8 febbraio 2002 dal settore Musei, Beni culturali e Archivi storici. In tal modo dovrebbe essere chiuso il procedimento amministrativo legato ai lavori che hanno portato alla restituzione della colonna a Brindisi.

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