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Strage di oloturie: il consiglio regionale chiede una legge a governo e Ue

Non si ferma nelle nostre acque la pesca indiscriminata di oloturie, meglio conosciute come cetrioli di mare, esplosa negli ultimi tempi dopo che nelle acque dell'Oceano Indiano e nei mari del Sud-Est asiatico si comincia a toccare l'estinzione delle specie più richieste dai mercati cinesi

Non si ferma nelle nostre acque la pesca indiscriminata di oloturie, meglio conosciute come cetrioli di mare, esplosa negli ultimi tempi dopo che nelle acque dell'Oceano Indiano e nei mari del Sud-Est asiatico si comincia a toccare l'estinzione delle specie più richieste dai mercati cinesi, dove da secoli l'oloturia essiccata è considerata un alimento prelibato, e sfiora prezzi che vanno dai 10 sino ai 600 dollari al chilo e anche oltre. Ora la V Commissione del consiglio regionale della Puglia, presieduta da Filippo Caracciolo, ha espresso parere favorevole all’unanimità alla risoluzione con cui il consiglio regionale stesso chiede all’Unione Europea di legiferare in merito alla coltivazione ed alla commercializzazione della “holothuria tubulosa”".

Per questo genere di echinodermi che vive sui fondali marini adriatici, la pesca non è mai stata regolamentata. L’interesse commerciale verso questa specie – ha spiegato il consigliere regionale Giuseppe Turco tra i sottoscrittori della proposta - sta aumentando esponenzialmente per le continue richieste da parte di mercati asiatici ed è tale da arrecare serie conseguenze all’ecosistema marino. La risoluzione approvata dalla V Commissione segue analoga decisione adottata dalla VI Commissione ed impegna la giunta Emiliano a richiedere nelle sedi competenti una revisione della normativa statale e comunitaria che, eventualmente anche in via sperimentale, individui una adeguata disciplina della pesca e della commercializzazione della “holothuria tubulosa”, al fine di garantirne la tutela contro la pesca indiscriminata.

Prima della definitiva approvazione da parte del Consiglio regionale, la risoluzione dovrà essere esaminata dalla IV Commissione, anch’essa competente sulla materia. Intanto non si può fare altro che cercare di bloccare la pesca all'oloturia ed il traffico di tonnellate e tonnellate di cetrioli di mare che vengono spediti in Grecia su camion frigo. Qui le oloturie vengono lavorate, e poi esportate a Hong Kong e in altri porti cinesi. Il sequestro più grosso avvenuto a Brindisi risale al 2 novembre del 2015 quando la Guardia Costiera bloccò al porto un camion frigo con un carico di sei tonnellate di oloturie dirette proprio in Grecia. Sino a quel momento la Guardia Costiera  aveva sequestrato in tutto il territorio nazionale 22 tonnellate di cetrioli di mare.

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