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Il tubo di scarico del depuratore di Bufalaria

Il tubo di scarico del depuratore di Bufalaria

Liquami nell'oasi: il consorzio di Torre Guaceto parte civile nel processo

Il consorzio di Torre Guaceto si costituirà parte civile nel processo a carico di due dirigenti della Regione Puglia e due dell’Acquedotto pugliese per aver permesso lo scarico delle acque reflue provenienti dall’impianto consortile di Bufalaria all’interno del Canale Reale

BRINDISI – Il consorzio di Torre Guaceto si costituirà parte civile nel processo a carico di due dirigenti della Regione Puglia e due dell’Acquedotto pugliese per aver permesso lo scarico delle acque reflue provenienti dall’impianto consortile di Bufalaria all’interno del Canale Reale. Lo hanno deciso nella giornata odierna i soci del consorzio di gestione dell’oasi (Comune di Brindisi, Comune di Carovigno e Wwf), già individuato come parte offesa. 

Del resto le indagini erano partite proprio da un esposto avanzato il 19 settembre 2014 con il quale il Consorzio chiedeva l’intervento della magistratura sulla questione relativa allo scarico del depuratore in Zona A. Partendo proprio dal documento, infatti, la procura ha deciso di intraprendere l’iter utile a far luce sulla vicenda ed ha individuato l’ente quale parte offesa all’interno del processo che verrà avviato il prossimo 7 marzo.

Affinché l’Organo possa avere un quadro esaustivo di quanto accaduto e quanto ancora oggi perdura, l’Assemblea dei soci ha deciso di entrare nel procedimento non solo in qualità di soggetto passivo, ma anche attivo con la costituzione della parte civile. “Lo scarico delle acque reflue nella Riserva – si legge in una nota del consorzio -  ha creato un’alterazione chimica e biologica delle acque con conseguente danno per l’intera Amp. Danno ambientale e biologico a cui si aggiunge anche un danno economico per il Consorzio derivante dalla cattiva pubblicità prodotta dall’iniziativa.”

L’iter burocratico che ha portato allo sversamento dei reflui nel Canale Reale:

-Il Piano regionale di tutela delle Acque della Regione Puglia, approvato con D.C.R. n.320 del 20.10.2009 aveva individuato quale recapito delle acque reflue provenienti dal depuratore di Carovigno la condotta marina mai entrata in funzione.

-Per evitare l’illegale scarico dei reflui in falda, il 5.4.2012 AQP presentava alla Provincia di Brindisi una richiesta per ottenere l’autorizzazione per caricare le acque reflue all’interno del Canale Reale, ma il Dirigente del Servizio Ambiente della Provincia di Brindisi manifestava la necessità di attivare una Valutazione di Incidenza Ambientale per verificare l’impatto che lo scarico avrebbe avuto su Torre Guaceto.

-Già in questa circostanza, però, la Regione Puglia, con determina dirigenziale n.163/2012 autorizzava l’AQP allo scarico provvisorio dei reflui nel Canale Reale senza alcuna Valutazione di Incidenza Ambientale. Tuttavia l’attuazione dello scarico non avvenne e si proseguì con lo sversamento nel sottosuolo.

-Con nota del 21.2.2014 l’AQP inoltrava una nuova istanza per l’ottenimento dell’autorizzazione direttamente alla Regione Puglia. Questa volta con determina dirigenziale n.136 del 2.9.2014, la Regione autorizzava lo scarico provvisorio all’interno del Canale Reale.

“Giova evidenziare – si legge ancora nel comunicato del consorzio - che sin da subito Arpa Brindisi ha analizzato alcuni campioni d’acqua prelevati sia nel punto di scarico all’interno del Canale Reale, che alla foce dello stesso nella Riserva Marina, riscontrando il superamento dei limiti tabellari di diverse sostanze inquinanti rispetto ai margini fissati dal D.g.l. 152/2006”.
 

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