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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Il corteo 6/ "Non dimenticare"

BRINDISI – In settemila, sotto la pioggia, con i volti tristi e arrabbiati e con la voglia di far sentire, una volta per tutte la loro voce. Erano questi i manifestanti che nel pomeriggio di oggi per oltre quattro ore hanno sfilato per le vie di Brindisi con il coraggio tra le mani. Giovani principalmente ma anche bambini e anziani. “Non ci tocca più nessuno, non ci tocca più nessuno”. Urlavano a squarcia gola, mentre brandivano striscioni che riportavano veri e propri inni alla vita, al coraggio, alla lotta per combattere la violenza: “Quinto comandamento, non uccidere”, si leggeva su uno di questi. E poi: “Non si può morire entrando a scuola”, “Legalità, cultura e giustizia sono i nostri ideali”, “Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”.

BRINDISI - In settemila, sotto la pioggia, con i volti tristi e arrabbiati e con la voglia di far sentire, una volta per tutte la loro voce. Erano questi i manifestanti che nel pomeriggio di oggi per oltre quattro ore hanno sfilato per le vie di Brindisi con il coraggio tra le mani. Giovani principalmente ma anche bambini e anziani. "Non ci tocca più nessuno, non ci tocca più nessuno". Urlavano a squarcia gola, mentre brandivano striscioni che riportavano veri e propri inni alla vita, al coraggio, alla lotta per combattere la violenza: "Quinto comandamento, non uccidere", si leggeva su uno di questi. E poi: "Non si può morire entrando a scuola", "Legalità, cultura e giustizia sono i nostri ideali", "Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta".

La pioggia, caduta inaspettatamente dal cielo proprio mentre stava per iniziare il corteo in ricordo di Melissa Bassi, non li ha spaventati. Il raduno era previsto per le 14.30 davanti al tribunale, in viale Aldo Moro a poche centinaia di metri da dove una settimana fa si è consumata la tragedia che ha sconvolto l'Italia: una ragazza di 16 anni, una studentessa con mille ambizioni, ma anche una figlia, un'adolescente con tutti i sogni ancora da realizzare, è rimasta tragicamente coinvolta in un attentato dinamitardo proprio davanti la sua scuola, l'istituto professionale "Morvillo-Falcone". Insieme a lei altre cinque ragazze sono rimaste gravemente ferite. Il responsabile non ha ancora né un volto né un nome. Lo stanno cercando polizia e carabinieri.

Il resto dell'Italia, rappresentato da associazioni studentesche, culturali, sociali ma anche economiche, oggi pomeriggio si è dato appuntamento a Brindisi, la città dove è avvenuto il tragico attentato, per urlare la "non-violenza". Una manifestazione pacifica, scortata da poliziotti, carabinieri e personale sanitario, che è servita solo per far sentire la voce dei giovani. La loro indignazione davanti a gesti così spietati. Nessuno ha azzardato il minimo cenno di violenza, nessuno ha voluto rivendicare in qualche modo, anche solo con semplici offese o minacce, la giovane studentessa del Morvillo.

"Alla violenza rispondiamo con la partecipazione. Noi non abbiamo paura di scendere in piazza, che le scuole siano simbolo di democrazia, riprendiamoci le piazze". Urlavano ai megafoni del furgoncino che precedeva il corteo. Mani colorate di tempera verde, gialla, rossa, sono servite per una coreografia di colori quando sono state sollevate al cielo con l'intento di rappresentare l'arcobaleno, simbolo dell'orgoglio, della rinascita.

I giovani vogliono rinascere, vogliono creare le basi per un futuro senza violenza. Lo hanno dimostrato oggi pomeriggio. Hanno marciato senza sosta per quasi quattro ore, hanno invitato chi li guardava dalla finestra a unirsi alla loro battaglia: "Scendi giù, scendi giù, manifesta pure tu", urlavano, "Tutti insieme senza paura". E senza paura sono giunti fino a piazza della Vittoria dove il corteo si è trasformato in una sorta di tavola rotonda: rappresentanti di associazioni studentesche (l'Uds in primis), di volontariato, politici e semplici cittadini hanno urlato al microfono gli interventi da attuare da questo momento in poi.

"Quando si spegneranno i riflettori inizierà la fase più dura e in quel momento dovremo essere noi stessi a ripartire", ha urlato la giovanissima Martina Carpani, responsabile provinciale dell'Uds. "Alle ore 7,42 del 19 maggio 2012 una tragedia ha stroncato la vita di una ragazza meravigliosa, ricca di speranze e piena di vita, Melissa. Altre cinque ragazze di 14, 15 e 16 anni, sfigurate nel volto e nell'anima stanno lottando con grande forza e dignità per superare questi momenti di dolore - ha urlato una studentessa del Morvillo durante il corteo - da quel momento la vita di tutti noi alunni del Morvillo-Falcone e di tutti i giovani è stata devastata".

"Le nostre certezze, le nostre speranze, i nostri sogni sono stati distrutti, ma tutti noi abbiamo la forza e il coraggio di affrontare ogni paura di riappropriarci di ciò che è nostro e di alzarci più forti di prima grazie anche al sostegno di coloro che ci incoraggiano ad andare avanti nel nostro percorso. Tutti noi giorno per giorno faremo in modo che tutto questo non sia dimenticato, che nessuno dimentichi Melissa, Veronica, Azzurra, Selena, Sabrina e Vanessa".

"Speriamo con tutto il cuore che anche voi non dimenticherete perché abbiamo bisogno del vostro aiuto costante per continuare a lottare e uscire vittoriosi da tutto questo. La nostra speranza è questa" .

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