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Il degrado a due passi dai corsi: segnalato più volte, mai risolto

Non siamo in una periferia diseredata di chissà quale favela, ma a 50 metri da corso Roma, centro storico di Brindisi. E la situazione documentata da un lettore questa mattina, con tanto di addetto alla pulizia della strada che passa oltre, è quella di un piccolo tratto di via Barletta

BRINDISI – Non siamo in una periferia diseredata di chissà quale favela, ma a 50 metri da corso Roma, centro storico di Brindisi. E la situazione documentata da un lettore questa mattina, con tanto di addetto alla pulizia della strada che passa oltre forse ignaro del problema, è quella di un piccolo tratto di via Barletta, dove i residenti hanno varie volte segnalato lo stato di degrado e di anti-igienicità evidentissimi con telefonate alla polizia municipale, e dove chi parcheggia per recarsi in un negozio, in uno studio professionale o in un ufficio pubblico del centro urbano, scendendo dall’auto si ritrova con le scarpe nel guano dei piccioni.

via barletta 3-2

Non è affatto un caso isolato, via Barletta, nella parte della città che dovrebbe essere tirata a lucido. Erbacce, escrementi, sporcizia, sacchetti di rifiuti. Una maledizione per cittadini che – bisogna ripeterlo in continuazione per ragioni di giustizia sociale – pagano la Tari più alta d’Italia ed ai quali, grazie al fallimento della raccolta differenziata, giungerà presto una ulteriore stangata. Cittadini inascoltati anche quando compiono il proprio dovere segnalando i disservizi e il degrado. Perché non basta girare le segnalazione ricevuta a chi deve provvedere, poi occorre controllare che tutto sia stato fatto.

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La politica di questa città si sta avvitando, anche per ragioni elettoralistiche, attorno alla sorte delle società partecipate e alla estrema precarietà del la gestione del servizio di igiene urbana. A Brindisi l’inciviltà di non pochi abitanti è notoria (se non si educa anche con le maniere previste dalle leggi c’è poco da fare), ma è assodato anche il fatto che proprio gli amministratori comunali delle ultime due giunte non fanno altro che instaurare un contenzioso dopo l’altro con ditte che non sono stati certo i cittadini a selezionare, chiamare, o mandare via, e riscrivere bandi affondati dal Tar (siamo anche senza discariche e impianti di trattamento da molti mesi).

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Alla fine di questa catena ci sono le situazioni come quelle della litoranea in estate, della differenziata ovunque in città, dello stato del decoro nel centro urbano e nelle periferie, e di via Barletta. Un fatto è assodato: chi deve pulire, ed è pagato per farlo, non lo fa.  La città viene suo malgrado coinvolta nella sorte delle società partecipate, dei loro lavoratori e di quelli della società di igiene urbana, ma anche nei disservizi che da esse derivano. A meno che non si vogliano accusare i giornalisti e i cittadini che segnalano il degrado di dedicarsi ai fotomontaggi.

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