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Il destino della Multiservizi nelle mani della Corte dei Conti

Il Comune presenterà un piano quadriennale di ristrutturazione industriale della partecipata, che per cinque anni di fila ha chiuso il bilancio in rosso. Previsti 18 licenziamenti

BRINDISI – Sarà  la Corte dei Conti a decidere il futuro della Brindisi Multiservizi. L’amministrazione comunale non intende chiudere la società partecipata, che per cinque anni di fila, dal 2012 al 2016, ha chiuso i bilanci in passivo e che quindi, sulla base di quanto previsto dalla legge Madia, dovrebbe essere messa in liquidazione. Un tentativo di salvataggio verrà fatto attraverso una sorte di escamotage previsto dalla stessa legge Madia, che dà la possibilità agli amministratori delle società in house sull’orlo della liquidazione di restare ancora in vita, previa approvazione di un piano pluriennale di ristrutturazione industriale da parte, appunto, della Corte dei Conti.

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Le linee guida del piano industriale sono state illustrate stamani nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso Palazzo di città, alla quale hanno preso parte il commissario prefettizio del Comune di Brindisi, Santi Giuffré, e l’amministratore unico della Bms, il commercialista Antonio Plalasciano. L’incontro con la stampa è stato seguito da un gruppo di lavoratori e da alcuni sindacalisti. Questi non hanno preso affatto bene uno dei nodi focali del piano di salvataggio della società. Quale? Il licenziamento dei 18 lavoratori con contratto a tempo determinato in scadenza entro la fine del 2017.

Cinque bilanci in rosso

Il Comune neanche si sarebbe potuto giocare il “jolly” della Corte dei Conti se non avesse approvato i bilanci 2014, 2015, 2016, impegnandosi a ripianare perdite rispettive di 1,4 milioni di euro, 950mila euro e 870mila euro, per una somma complessiva di 2 milioni e 300mila euro. Pur senza muovere accuse specifiche, Giuffré ha detto che si tratta di “numeri impossibili per una cttà come Brindisi”. Questi tre bilanci vanno sommati ai deficit registrati nel 2012 e nel 2013. Si arriva così alla cinquina di bilanci negativi che dovrebbe far scattare la tagliola delle legge Madia. Tutte le speranze di salvataggio, quindi, vengono riposte nel piano industriale quadriennale che entro il 15 ottobre l’amministratore Palascisano presenterà al Comune, prima di sottoporlo al vaglio della Corte.

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Sono tre i pilsastri del documento che verrà redatto dall’amministratore unico: l’istituzione di una centrale unica per gli acquisti, “che consentirà significativi risparmi”, dichiara Giuffré; la revisione del contratto di secondo livello, che comporterà anche una revisione, da quanto riferito dal commissario, delle retribuzioni dei dipendenti e dei loro status; il mancato rinnovo dei contratti dei 18 lavoratori a tempo determinato, alcuni dei quali al servizio della partecipata da più di otto anni.

Palasciano, entrato in carica lo scorso luglio, spiega che non è stato semplice approvare i bilanci, a causa della mancata corrispondenza fra crediti e debiti con il socio unico, ma allo stesso tempo anche cliente, il Comune di Brindisi. Palasciano ha mostrato tutto il suo stupore per essersi imbattuto in dei decreti ingiuntivi che i precedenti amministratori avevano fatto a carico del Comune. “Anziché fare decreti ingiuntivi – dichiara Palasciano – forse gli amministratori dell’epoca avrebbero dovuto prendere in considerazione l’ipotesi di dimettersi”.

I risparmi

L’attuale amministratore riferisce di aver rilevato un’azienda “in balia delle onde, con un mix di politica e di iniziative non del tutto comprensibili". Se da un lato Palasciano ha trovato “belle professionalità”, dall’altro ha riscontrato anche la presenza di “una serie di persone che ne hanno spprofittato per farsi dichiarare inabili”. Palasciano ha spiegato in che modo ritiene di poter conseguire dei risparmi tali da non dover più mettere il socio unico nelle condizioni di dover ripianare le perdite. “Possiamo ottenere un risparmio del 20-25%  - dichiara l’amministratore – su acquisti e servizi, reinvestendo la somma risparmiata nel parco mezzi. Dovremo rimettere in linea il contratto, già più volte rimaneggiato, di circa 190 unità”. A tal proposito, Palasciano intende superare l’anomalia dei premi di produttività già mensilizzati nelle buste paga. “Questi – afferma il commercialista – andranno distribuiti secondo criteri da concordare con i sindacati”.

Nel piano industriale saranno previsti anche tagli agli straordinari, risparmi sulle ferie, che non saranno accantionate in bilancio, e sconti sulle forniture. Programmazione sarà la parola chiave del nuovo sistema di gestione aziendale. “Gli interventi di manutenzione su scuole, strade e verde pubblico – assicura Palasciano – verranno programmati con oculatezza”. E a proposito di verde pubblico, il professionista esibisce una proposta di convenzione presentata dalla facoltà di Agraria dell’univesità di Bari, per “attività di ricerca scientifica a supporto della gestione del verde pubblico”. Nel 2018, inoltre, è previsto il conferimento di nuovi servizi, da parte del Comune, per un ammontare di circa 400mila euro.

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“Le premesse per fare qualcosa di buono – sostiene Palasciano – ci sono. L’importante è che non ci si irrigidisca sulle proprie posizioni”. L’mpressione, però, è che con i sindacati si aprirà un aspro confronto sulla questione dei licenziamenti. Il segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile, al termine della conferenza è infatti intrvenuto per manifestare la netta contrarietà del proprio sindacato all’ipotesi di mandare a casa i 18 lavoratori con contratto a tempo determinato. Sarà tutt’altro che agevole, insomma, il percorso che dovrebbe portare al salvatagio della società.  

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