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Una lettera del direttore di Ecotecnica sul servizio a Brindisi

Riceviamo e pubblichiamo dalla società Ecotecnica, che attualmente opera a Brindisi per la raccolta rifiuti con un appalto semestrale

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo dalla società Ecotecnica, che attualmente opera a Brindisi per la raccolta rifiuti con un appalto semestrale, una lettera del direttore generale Federico Zilli a  commento del nostro articolo "Raccolta rifiuti, a Brindisi si arranca: per favore aiutateci"

"Preg.mo direttore, abbiamo letto con molta attenzione il suo articolo “Raccolta rifiuti, a Brindisi si arranca: ‘per favore aiutateci’” e riteniamo sia giusto fare alcune precisazioni senza le quali si offre al lettore una visione distorta della realtà. 
Alle proteste della signora residente alle spalle del Parco Di Giulio potremmo contrapporre le centinaia di messaggi con cui si fanno i complimenti alla nostra società per aver finalmente ripulito la città, portandola a livelli di igiene mai visti a Brindisi. Complimenti presenti anche sulla sua testata, a commento dell'articolo. 

Ma non è questo il problema. E’ importante, invece, sottolineare che al nostro arrivo, a luglio 2017, abbiamo trovato un livello di raccolta differenziata del 12%. Abbiamo dovuto impiegare uomini e mezzi ben al di sopra del numero previsto in appalto per rimuovere tonnellate di rifiuti indifferenziati ammassati in ogni angolo della città, con gravissimi rischi dal punto di vista igienico-sanitario. In soli tre mesi abbiamo fatto salire il livello di raccolta differenziata dal 12% ad oltre il 39% : una percentuale mai raggiunta a Brindisi, neanche ai tempi in cui svolgeva il servizio la Monteco (ferma al 34%).

Il tutto, è frutto di un impegno aziendale straordinario, di un parco-mezzi di elevata qualità, dell’impiego straordinario di personale, di una massiccia campagna di comunicazione e di una stretta collaborazione con la Polizia municipale e, più in generale con l’Amministrazione Comunale. Abbiamo fatto partire il servizio di raccolta porta a porta anche nei quattro rioni (Sant’Angelo, Santa Chiara, Cappuccini e Commenda) in cui il conferimento avveniva ancora con i cassonetti stradali. Una scelta annunciata più volte in passato ma mai realizzata da nessuna delle aziende che si sono alternate nella conduzione del servizio.

Abbiamo attivato due centri di raccolta materiali (per la prima volta in città), abbiamo aperto cinque centri di distribuzione sparsi per la città per la consegna dei kit dei sacchetti per la differenziata ed abbiamo già consegnato decine di migliaia di mastelli per la raccolta dell’umido, del vetro e dell’indifferenziata. Abbiamo effettuato una mappatura delle realtà condominiali, coinvolgendo gli amministratori di condominio e verificando caso per caso i posti in cui era possibile collocare dei cassonetti carrellati. Abbiamo attivato un numero verde ed una pagina Facebook attraverso cui rispondiamo ad ogni esigenza del cittadino.

Tutto questo, lo ripetiamo, in soli quattro mesi e con un appalto “a tempo”. Sminuire tutto questo impegno e i risultati eccezionali ottenuti, definendo anche la nostra azienda come “impresa di dimensioni non adeguate”, è a dir poco ingeneroso. Noi ci auguriamo che la città abbia finalmente voltato pagina, che si sia intrapresa la strada della normalità e che si possa tutti insieme fare ancora di più. Per raggiungere questo risultato abbiamo deciso di coinvolgere anche i più piccoli, attraverso iniziative svolte in collaborazione con gli istituti scolastici. E contiamo di intensificare la collaborazione con i comitati di quartiere e con i singoli cittadini. E’ una sfida che vogliamo vincere, giorno dopo giorno, sempre di più. Grazie per l’attenzione. Il direttore generale 
Federico Zilli."

Marcello Orlandini risponde - Gentilissimo direttore Zilli, il nostro articolo abbraccia una questione molto più ampia dei risultati dell'impresa che lei dirige a Brindisi: il forte ritardo nella selezione del gestore unico con una gara decennale; il livello di differenziata è cresciuto a ottobre, ma è ancora molto basso rispetto agli obiettivi fissati dalla Regione Puglia; il blocco degli impianti esistenti e la mancanza di quello per il compostaggio; lo stress obiettivo causato sia ai cittadini che alle imprese dalla breve durata dei contratti di affidamento negli ultimi anni.

Volutamente non ho citato Ecotecnica nel mio articolo perchè nessuno con un contratto semestrale può cambiare la situazione di Brindisi: può fare del proprio meglio, ma non può raggiungere lo standard ottimale di cui la città ha bisogno. Del resto, se a fine contratto Ecotecnica dovrà lasciare Brindisi (ammesso che ciò avvenga, perchè è molto probabile una proroga), l'impresa subentrante dovrà ricominciare daccapo: nuovi sistemi, nuovi automezzi, nuove strategie pur restando fissi gli obiettivi richiesti dall'amministrazione comunale. Caro dottor Zilli, converrà che in questo modo si costruisce anche con impegno, ma sulla sabbia.

I giudizi positivi e quelli negativi (noi comunque diamo puntualmente spazio alle vostre comunicazioni, come lei sa) dipendono sia dalle diverse situazioni che ancora permangono in città, perchè non in tutte le zone del centro urbano sono arrivate le attrezzature per il deposito dei rifiuti, perchè la gente deve ancora abituarsi al nuovo calendario della differenziata, perchè il fenomeno dell'abbandono è ancora esteso. Noi dobbiamo valutare le cose dal punto di vista dell'interesse comune, e l'interesse comune - al di là della qualità del lavoro che voi state svolgendo - è la stabilità negli anni del servizio. Cordialmente, Marcello Orlandini.

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