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“Spes contra spem – liberi dentro”, il docufilm sul carcere arriva a Brindisi

Domani, giovedì 27 aprile il film, presentato alla 73° edizione della biennale del cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, verrà proiettato presso la Biblioteca dell'Ordine degli Avvocati “Carlo Monticelli”, alle 16.30

BRINDISI - “Spes contra spem – liberi dentro” al Palazzo di Giustizia di Brindisi: il docufilm diretto da Ambrogio Crespi, girato nel carcere di Opera a Milano, prosegue il suo tour lungo la Penisola e fa tappa a Brindisi. Giovedì 27 aprile il film, presentato alla 73° edizione della biennale del cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, verrà proiettato presso la Biblioteca dell'Ordine degli Avvocati “Carlo Monticelli”, alle ore 16.30.

15626506_1383263185039598_1823577984517076860_o-2Saranno presenti l'avvocato Carlo Panzuti, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Brindisi, l'avvocato Fabio Di Bello, Presidente della Camera Penale di Brindisi, la dottoressa Paola Liaci, Gip presso il Tribunale di Brindisi, l'avvocato Giancarlo Camassa dell'Osservatorio Carcere della Camera Penale, l'on. Nicola Ciracì, Rita Bernardini, Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti della presidente del Partito Radicale Nonviolento transpartito transnazionale, il regista Amrbogio Crespi,

Negli ultimi sei mesi “Spes Contra Spem” è stato proiettato all'interno delle carceri, nelle aule dei Tribunali, in alcune delle più importanti sedi istituzionali del Paese, nelle scuole, nei cinema e nei teatro. Diverse migliaia di persone sono state coinvolte e conquistate dall'umanità e dalla verità del film; esponenti della magistratura, rappresentanti istituzionali, avvocati e docenti hanno commentato e approfondito i contenuti di un lavoro che tocca l'anima, oltre a temi di grande attualità. Da autorevoli personaggi è stato definito “un film contro la criminalità organizzata, un messaggio contro la mafia, un lenzuolo bianco. Un film che parla del cambiamento e del mutamento dell’uomo”.

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha scritto: “Questo documentario fa riflettere. Credo che il suo primo significato sia proprio questo: un invito alla riflessione sul significato della pena più gravosa. Il documentario non discute le questioni di diritto: ne mostra però il senso, per nulla astratto, ma in grado di incidere sulle vite di coloro che, per dirla con i versetto paolino citato da Pannella e scelto come titolo del film, “sperano contro ogni speranza”.

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