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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Il dramma di Pasquale: ai domiciliari per stalking, tenta due volte il suicidio

ORIA - Citazione diretta a giudizio per un pensionato 64enne di Oria, arrestato per stalking il 21 luglio scorso. Secondo l’accusa del pubblico ministero Miriam Jacoviello, l’imputato Pasquale Delli Santi, oritano, perseguitava la vittima vent’anni più giovane di lui, con messaggi, telefonate e minacce del tipo “Mia o di nessuno”.

ORIA - Citazione diretta a giudizio per un pensionato 64enne di Oria, arrestato per stalking il 21 luglio scorso. Secondo l'accusa del pubblico ministero Miriam Jacoviello, l'imputato Pasquale Delli Santi, oritano, perseguitava la vittima vent'anni più giovane di lui, con messaggi, telefonate e minacce del tipo "Mia o di nessuno".

Un assedio che ha avuto inizio al termine di una relazione che la donna ha sempre negato. Secondo i tabulati telefonici acquisiti agli atti, sono ben 732 le telefonate dirette al cellulare di lei, 92 quelle al fisso, registrate nel giro di poche settimane. Da oltre cinque mesi l'uomo è ai domiciliari, vive con la moglie che malsopporta, dal canto suo, la vicinanza del marito. L'imputato, prostrato dalla detenzione a seguito della quale ha perduto il lavoro di artigiano, assemblava materiale elettrico, ha perso trenta chili di peso in appena quattro mesi. Ha tentato due volte il suicidio, ma secondo il giudice del Riesame interpellato dal legale Giovanni Pomarico, la misura cautelare non può essere revocata. Prima di procedere all'arresto, gli uomini al comando del maresciallo Roberto Borrello non hanno lasciato nulla al caso. La dettagliata denuncia della donna è stata verificata, brano a brano, con l'acquisizione dei tabulati ma anche con pedinamenti e osservazioni a distanza da parte dei militari. L'artigiano abbandonato arrivava a depositare bigliettini infuocati anche sulla tomba di famiglia di lei, messaggi a metà fra profferte di amore appassionato e minacce. Passione che più di qualche volta sarebbe sfociata anche in danneggiamenti all'auto della vittima, presa di vittima dal persecutore del quale l'ex amante non voleva proprio più saperne. La donna, una 42nne nubile di Oria, che subiva le molestie da anni, aveva già denunciato Delli Santi nel 2008, epoca in cui il reato di stalking non era ancora contemplato dal codice penale, l'amante abbandonato se l'era cavata con una sanzione amministrativa per molestie. Il conto della giustizia, e le manette, sono arrivati a luglio scorso, con l'arresto in flagranza. L'evidenza delle prove ha permesso al pubblico ministero la citazione diretta a giudizio. La misura cautelare ha prodotto, seduta stante, i suoi effetti. Le molestie sono diventate per la vittima un brutto ricordo ma l'inferno, cessando per lei, ha avuto inizio per lui. Recluso ai domiciliari, costretto a vivere fianco a fianco con il comprensibile rancore della famiglia, fatta eccezione per l'unico figlio che ancora si prende cura di lui, l'uomo subisce da mesi gli effetti di una violenta crisi depressiva che pare averlo paralizzato. Si muove a stento per casa, a piccolissimi passi da vecchio anzitempo, non mangia. Ha perduto trenta chili di peso e, insieme, ogni voglia di reagire. Secondo la psicologa Paola Marinò, interpellata dalla difesa, rischia la vita. L'avvocato Pomarico ha chiesto al giudice monocratico Gianmarco Galiano, che l'11 gennaio prossimo sarà chiamato a giudicare l'imputato, di nominare un consulente tecnico d'ufficio che possa valutare la gravità delle condizioni dell'uomo: "Non entro nel merito della vicenda, che sarà oggetto del processo. Mi limito a dire che la custodia cautelare non può essere una anticipazione della pena. Se il mio assistito avesse patteggiato questa storia sarebbe già finita e avrebbe goduto della pena sospesa concessa agli incensurati. Ma vuole affrontare il processo, sede nella quale chiarirà tutto quello che c'è da chiarire". Storia controversa, sospesa al giudizio della magistratura alla quale tocca trovare il punto di difficile equilibrio fra la tutela della incolumità della vittima e quelle del presunto persecutore.

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