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Il ferito di via Casimiro in una foto insieme al rapinatore del Mc Donald's

La vittima lavora nello store preso di mira nella serata del 12 maggio. La Mobile ora sta verificando questa coincidenza

BRINDISI – C’è un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli investigatori della Squadra Mobile che stanno lavorando sulla pista dei due killer in scooter che la notte scorsa hanno sparato tra i giovani che affollano la zona dei locali attorno al Teatro verdi, in pieno centro a Brindisi, ferendo il 23enne Yuri Di Paola, impiegato presso il Mac Donald’s del BrinPark. Il dettaglio di una foto che ritrae un gruppo di giovani brindisini attorno al tavolo di un pub.

E non si tratta di una coincidenza da poco, quella che la foto evidenzia. Sono seduti assieme ad altri amici, propria a quel tavolo, sia la vittima dell’incursione a mano armata di ieri sera in via Casimiro, Yuri De Paola appunto, e il rapinatore bloccato da due poliziotti fuori servizio nella serata di sabato scorso 12 maggio, proprio mentre fuggiva dopo aver rapinato le casse dello stesso Mc Donald’s dove il ferito lavora. Si tratta di Cristian De Florio, 23 anni come Di Paola.

Per i poliziotti ogni coincidenza rappresenta un elemento da approfondire. Autore della rapina di otto giorni prima, e ferito dell’agguato di otto giorni dopo, impiegato in quel Mc Donald’s, insieme nello stesso pub e allo stesso tavolo in una circostanza forse non molto distante nel tempo dai due fatti. Quindi tale elemento è il punto di partenza di una pista appena imboccata dalla Squadra Mobile. Dove porterà è presto per dirlo. Potrebbe essersi trattato, appunto, anche e solamente di una coincidenza.

Appena catturato, Cristian De Florio si è dichiarato pentito della rapina compiuta tra famiglie e bambini, ma non ha fatto il nome del complice che è riuscito a partire con lo scooter Yamaha T-Max e una parte dei soldi, mentre la pistola a tamburo (una riproduzione modificata per sparare cartucce vere  calibro 38 special) è rimasta a terra accanto a De Florio, strappato appena in tempo dal sellone dello scooter ed immobilizzato dai due poliziotti fuori servizio della questura di Brindisi.

Pare che il giovane abbia anche rifiutato la paternità del progetto della rapina, la disponibilità del T-Max e dell’arma utilizzati per il colpo, e comunque si è visto confermare la custodia cautelare in carcere dallo stesso giudice delle indagini preliminari per concorso in rapina a mano armata aggravata, riciclaggio e ricettazione dello scooter usato per il colpo, risultato rubato, e porto e detenzione di arma da sparo. Ora si tratta di vedere se il ferimento di via Casimiro può avere una relazione diretta con quel fatto della serata di sabato 12 maggio.

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