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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Ceglie Messapica

Il feritore nega, sottoposto a Stub. Ma di moventi per l'agguato ce ne sono almeno due

CEGLIE MESSAPICA - Quando i carabinieri lo hanno prelevato dall’Eurobar, il locale a pochi passi dall’agenzia Aci dove si era appena consumato il tentato omicidio dell’imprenditore cegliese Rocco Cavallo, Antonio Idrontino, 56 anni, ha chiesto cosa volessero da lui. Altrettanto incredulo ha accolto qualche minuto dopo il legale Cosimo Deleonardis nella caserma dove era stato portato a braccio dai militari: “Avvoca’ – ha detto – io non so nemmeno perché sto qua”. I risultati dello stub effettuato qualche istante dopo l’agguato nel comando provinciale di Brindisi, diranno se l’incredulità di Idrontino sia una recita ad arte oppure no, in attesa dell’interrogatorio di convalida che dovrebbe tenersi verosimilmente domani mattina stessa.

CEGLIE MESSAPICA - Quando i carabinieri lo hanno prelevato dall'Eurobar, il locale a pochi passi dall'agenzia Aci dove si era appena consumato il tentato omicidio dell'imprenditore cegliese Rocco Cavallo, Antonio Idrontino, 56 anni, ha chiesto cosa volessero da lui. Altrettanto incredulo ha accolto qualche minuto dopo il legale Cosimo Deleonardis nella caserma dove era stato portato a braccio dai militari: "Avvoca' - ha detto - io non so nemmeno perché sto qua". I risultati dello stub effettuato qualche istante dopo l'agguato nel comando provinciale di Brindisi, diranno se l'incredulità di Idrontino sia una recita ad arte oppure no, in attesa dell'interrogatorio di convalida che dovrebbe tenersi verosimilmente domani mattina stessa.

Certo è che, al momento, sono decine i testimoni che dichiarano, lo hanno ribadito ai militari, di averlo visto esplodere il colpo di fucile caricato a pallettoni contro l'imprenditore. Arma che non è ancora stata ritrovata. Sparo che ha fatto scempio del volto e della vita stessa della vittima, trasferita nella tarda serata di ieri al Policlinico di Bari. L'imprenditore edile ha perduto irrimediabilmente un occhio, e i sanitari stanno disperatamente tentando in queste ore di recuperare la funzionalità dell'altro. Il paese intero, intanto, si è stretto intorno alla famiglia dell'imprenditore, titolare di una serie di società impegnate in campo edilizio soprattutto fuori dai confini del territorio cegliese, a Manduria (Taranto) dove gestisce una serie di complessi abitativi, proprietario della struttura alberghiera Grand Hotel dei Cavalieri a Maruggio e socio di maggioranza con il Comune di Maruggio del Porto turistico di Campomarino , con la Torre Moline Spa.

Società che contano numerosi lavoratori alle proprie dipendenze. Sono proprio gli operai, a quanto pare, che hanno permesso agli inquirenti di comporre il puzzle fra i testimoni che dicono di avere visto Idrontino sparare, e quelli che sostengono che il presunto assassino aveva un movente, ragioni che non diminuiscono la drammatica follia del gesto. L'operaio 56enne infatti, era stato lui stesso dipendente di una delle società di Cavallo, e fu licenziato un anno fa. Idrontino, con piccoli precedenti penali per reati contro il patrimonio, è stato descritto dai testimoni interrogati dai carabinieri come assenteista, indisciplinato e persino rissoso.

Stesso percorso professionale a quanto pare, assai poco edificante seguito dal figlio Rocco, 30 anni, licenziato un mese fa, in nome del quale si sarebbe consumata la vendetta, con un'aggravante. Oltre ad assentarsi spessissimo dal lavoro infatti, Idrontino junior si sarebbe reso responsabile di un episodio gravissimo. Pare infatti che l'imprenditore avesse disposto, circa un mese e mezzo fa, lo smaltimento di una serie di documenti e materiale cartaceo digitalizzato da tempo, relativo alle attività del gruppo, indicando agli operai con dovizia di particolari la discarica specializzata di destinazione. Fra questi il figlio del presunto aggressore. Qualche giorno dopo, la Guardia di Finanza trova quel materiale nella pineta Ulmo, nelle contrade di Ceglie Messapica.

All'imprenditore viene notificato un verbale per smaltimento abusivo di rifiuti, dato che i documenti recavano inequivocabili indicazioni relative alla ditta. Rocco Cavallo, le cui disposizioni erano state palesemente violate, va su tutte le furie, e i responsabili della trasgressione vengono licenziati. Val la pena di precisare che l'imprenditore, impegnato acca ventiquattro, difficilmente aveva il tempo di relazionarsi direttamente con gli operai, e che aveva demandato la questione ai tecnici che gravitano intorno alle aziende.

Le cause del licenziamento, all'indirizzo tanto del padre quanto del figlio, pare che non abbiano fatto la differenza negli umori di Idrontino senior che ieri sera ha impugnato il fucile e sparato contro l'imprenditore, puntando e mirando al volto, per lo meno secondo i testimoni che hanno consegnato il racconto dell'orrore agli inquirenti. Per dovere di cittadini, ma anche per il legame intessuto dall'imprenditore con i propri dipendenti, "una grande famiglia", giurano in tanti. Tutti tranne due.

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