Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Il Forum Ambiente Salute e Sviluppo: "Non lasciamo alla criminalità le periferie"

Il Forum Ambiente Salute e Sviluppo di Brindisi ha diffuso oggi un appello all'amministrazione comunale e alle altre istituzioni locali per affrontare i temi del disagio sociale, e sottrarre così alla criminalità intere aree della città dove questi fenomeni sono più diffusi e concentrati

BRINDISI - Il Forum Ambiente Salute e Sviluppo di Brindisi ha diffuso oggi un appello all'amministrazione comunale e alle altre istituzioni locali per affrontare i temi del disagio sociale, e sottrarre così alla criminalità intere aree della città dove questi fenomeni sono più diffusi e concentrati.

Un anno fa si svolse un summit sulla criminalità al Teatro Verdi di Brindisi che vide l’intervento del vice ministro all' Interno Filippo Bubbico, dei procuratori della Repubblica Motta e Di Napoli, dei parlamentari e dei rappresentanti delle istituzioni locali. Dall’incontro emerse con chiarezza che non ci sarebbe stato nessun potenziamento delle forze dell’ordine e non fu assunto alcun impegno sul piano delle politiche sociali.

In queste settimane si assiste ad una recrudescenza di atti criminosi, che invero non sono mai mancati  in questi mesi, come il furto e l’incendio di auto al rione S. Elia e al Paradiso, la vandalizzazione di una piazza e di una scuola sempre al quartiere Paradiso, furto con scasso a bancomat, furti di armi in abitazioni nella provincia, una rapina con sottrazione dell’auto ad un artigiano di rientro a casa poche notti fa nella zona Santa Chiara, le minacce ad una agenzia di  viaggi vicino alla questura. E ciò  per citare solo  alcuni episodi.

Sono stati di recente  divulgati i risultati di una ricerca sulla mortalità nei quartieri che ha evidenziato uno svantaggio per i rioni  Paradiso , Sant’Elia e Centro  e, per alcuni anni,  anche per Perrino e Tuturano.  Particolarmente duri  sono in questi quartieri gli attacchi della criminalità  che si aggiungono alle frustrazioni e ai drammi  di un diffuso disagio sociale.

Non sarebbe opportuno potenziare i centri di aggregazione giovanile che operano nei rioni Paradiso e Perrino  estendendo tale esperienza ad altri quartieri  e specialmente a quello di S. Elia? Che tipo di presenza assicura lo Stato in queste più delicate realtà?  Perché non si pensa alla scuola come un luogo di formazione permanente  dotandola delle necessarie risorse? Quali provvedimenti  sono allo studio  per avviare a soluzione i tanti problemi delle periferie cittadine? Che fine hanno fatto  i programmi per combattere  le  tante emarginazioni sociali?

Non è sufficiente invocare il ruolo del volontariato e delle parrocchie , pure preziosissimo,  perché ciò che soprattutto occorre è ricostruire il volto di una presenza dello Stato che  si accrediti come  alternativa credibile  alle false e rovinose risposte  che la criminalità cerca di dare  alle  domande di lavoro e di sostegno di tanti giovani delusi e allo sbando. Bene ha fatto il parroco del rione Paradiso ad organizzare giorni addietro una marcia silenziosa con l’intento di non far calare il sipario sugli atti vandalici  recentemente consumati in piazza Pirandello.  E’ necessario andare avanti su questa strada  chiamando a raccolta i soggetti più deboli, le istituzioni e  le organizzazioni sociali.

Avvertiamo perciò il dovere di richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale di Brindisi, della politica locale e delle autorità competenti sulle condizioni di vita dei  cittadini e soprattutto di quelli che  si trovano in situazioni di marginalità sociale (povertà, abbandono, inadeguatezza di servizi, dispersione scolastica, disoccupazione, precarietà di lavoro) e che sono anche esposti con particolare frequenza ed intensità  agli attacchi della criminalità più o meno organizzata. Occorre una nuova mentalità e nuovi metodi.  

L’impegno per combattere i fenomeni criminosi  e quello per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica non possono essere  riguardati  come “compartimenti stagni” perché dovrebbero essere due specificazioni  di un organico progetto  unitario  per la tutela dei diritti  fondamentali . 

Un impegno quindi rivolto, sul versante sociale, a creare posti di lavoro  (partendo da interventi socialmente utili come quelli del risanamento del territorio e della vivibilità ambientale) e a promuovere la cultura della legalità con il coinvolgimento della scuola e di tutte le agenzie educative, in stretta collaborazione con le famiglie.  Un impegno  che , sul versante della sicurezza pubblica, punti al potenziamento degli organismi operativi ad essa preposti per rendere più efficace e più diffuso il pattugliamento del territorio (la videosorveglianza non basta) e si prefigga anche  il miglioramento dei servizi informativi di prevenzione. (Il Forun Ambiente Salute e Sviluppo)

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