Cronaca

Il fuggi fuggi durante la rapina: "Abbiamo pensato a un attentato"

"Temevamo fosse un attentato". Questa la frase ricorrente fra le migliaia di persone che si trovavano all'interno del centro commerciale Ipercoop Le Colonne, quando due banditi hanno assaltato la galleria principale a bordo di uno scooter

BRINDISI – “Temevamo fosse un attentato”. Questa la frase ricorrente fra le migliaia di persone che si trovavano all’interno del centro commerciale Ipercoop Le Colonne, quando due banditi hanno assaltato la galleria principale a bordo di uno scooter e muniti di mazza ferrata hanno rapinato la gioielleria Follie D’oro. I racconti di chi ha vissuto da vicino quei momenti riportano alla mente le scene di panico viste lo scorso 14 luglio per le vie di Nizza, scenario di un attentato terroristico che ha causato quasi 100 morti.

Il paragone potrebbe sembrare azzardato, ma per 4-5 interminabili minuti, nell’Ipercoop ha regnato il caos più totale. Ne sa qualcosa l’istruttore di tennis Giuseppe Attolico, che insieme alla moglie e ai suoi due bimbi era seduto al tavolino del ristorante self service. “Eravamo in attesa – racconta Attolico a BrindisReport – che ci portassero il vassoio. Ero di spalle al punto in cui si è verificata la rapina. Avevo lo sguardo puntato verso mia moglie, che a un certo punto ha iniziato a urlare. Poi una marea di persone si è riversata verso di me. Vedevo del fumo. Sentivo urla e dei boati che lì per lì pensavamo fossero colpi di pistola (in realtà si trattava delle martellate inferte sulle teche dai banditi, con una mazza ferrata, ndr). Ho pensato che degli attentatori stessero sparando sulla folla. In quei frangenti non sapevo se scappare o buttarmi a terra, come alcuni chiedevano di fare. Mio figlio si trovava all’interno di una culla, che si era ribaltata. Alla fine ho deciso di scappare, guadagnando l’uscita. Una volta fuori all’esterno, con mio figlio, mi sono sentito miracolato per il fatto di non essere stato colpito”.

Rapina gioielleria Ipercoop 3-2

Attolico, così come altri clienti, negli attimi concitati della fuga ha perso il contatto con la moglie. Una volta ricongiuntosi con la consorte, appurato che fortunatamente non di attentato si trattava, è tornato verso il ristorante. “Dovevo recuperare una scarpa – racconta ancora l’istruttore – persa da mia moglie durante la corsa. Per terra c’erano magliette, tavoli rovesciati, scarpe. Una scena infernale”.

Giuseppe si trovava in una galleria parallela rispetto a quella presa d’assalto dai rapinatori. Qui in prima linea si sono ritrovati i dipendenti di un bar e di un salone per capelli situati immediatamente a ridosso dell’ingresso principale dell’Ipercoop, oltre a decine di clienti. “Ho visto due persone entrare con un martello e dirigersi verso la gioielleria – dichiara un dipendente – all’inizio non capivo stesse accadendo. Mi sono sporto e ho notato un signore che con una scopa si è diretto verso quei soggetti, quasi a volerli affrontare. I banditi poi gli hanno scagliato contro il martello, facendolo allontanare”.

Rapina gioielleria Ipercoop 4-2

Fra i clienti che hanno visto in faccia i rapinatori c’è anche un persona residente ad Avetrana (Taranto) che si trovava lì con la moglie e il figlio. “Li ho visti entrare a bordo dello scooter – racconta il tarantino – avevano il volto coperto da caschi integrali e da un foulard. Ho  avuto l’impressione che uno abbia diretto il suo sguardo verso di me, per intimidirmi. Poi abbiamo sentito dei boati. Pensavamo stessero sparando. A qual punto abbiamo subito guadagnato la via d’uscita”.

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Nella calca scaturita dal fuggi fuggi, alcune persone anziane sono cadute per terra. Sul posto si è recata un’ambulanza con personale del 118 per prestare soccorso a eventuali feriti. Ma per fortuna, al di là dell’enorme choc riportato, nessuno si è fatto male. Ed è una fortuna che le cose siano andate in questo modo, perché la conseguenze sarebbero potute essere ben peggiori.

Duramente provati dall’accaduto, i clienti si interrogavano sull’efficienza delle misure di sicurezza. Quella odierna è stata infatti la terza rapina perpetrata all’interno dell’Ipercoop nel giro di due anni.  “Le persone che gestiscono questo che sembra un posto dimenticato dal mondo – dichiara ancora Giuseppe Attolico – dovrebbero pensare a renderlo più sicuro. Oggi era stracolmo. Si sarebbe potuta verificare una tragedia. Non solo gli uomini della sicurezza e le forze dell’ordine dovrebbero attivarsi per scongiurare il ripetersi di tali episodi. Anche le istituzioni locali a mio avviso dovrebbero dare il proprio contributo”. 

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