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Inseguimento con incidente finale: convalidato arresto dei serbi

Il movimentato inseguimento tra San Donaci e San Pancrazio di martedì scorso. In auto lampeggiante e paletta delle forze dell'ordine

Convalidato dal gip del Tribunale di Brindisi, l’arresto operato dai carabinieri delle stazioni di San Donaci e San Pancrazio Salentino di Denis Matic, 27 anni, e Toni Marinkovic di 28 anni, entrambi nati in Serbia e residenti nel campo nomadi di Napoli Secondigliano per i reati di ricettazione, possesso di segni distintivi contraffatti, resistenza a pubblico ufficiale e possesso di attrezzi atti allo scasso.

I due serbi nel tardo pomeriggio di martedì 16 erano stati intercettati a bordo di una Alfa Romeo Giulietta bianca da una pattuglia dei carabinieri di San Donaci. Sulla base della segnalazione di una vettura con le stesse caratteristiche che si era data alla fuga incrociando una pattuglia dell’Arma, i militari hanno deciso di intimare l’alt. Ma la Giulietta si è data alla fuga innescando l'inseguimento da parte dei carabinieri.

MARINKOVIC Toni, classe 1990-3 MATIC Denis, classe 1991-3

La corsa in auto dei due serbi è finita a San Pancrazio Salentino, dove la Giulietta ha urtato con alcuni veicoli in sosta, prima una Bmw, poi un'Alfa Romeo 156 ed infine una Citroen C3. Nella collisione, la Giulietta ha riportato la rottura del semiasse sinistro e pertanto i due serbi sono scesi dal veicolo ed hanno proseguito la fuga a piedi. Matic è stato inseguito e bloccato poco dopo in via Duca d’Aosta.

I due nomadi prima di darsi alla fuga si erano disfatti di guanti e passamontagna che avevano con loro, mentre nella Giulietta sono stati rinvenuti attrezzi da scasso (una mazza ferrata, un piede di porco, un grosso cacciavite, nonché una paletta segnaletica del genere in uso alle forze di polizia, e sul cruscotto anteriore un lampeggiante a luce azzurra regolarmente funzionante).

Foto arresti inseguimento San Donaci-San Pancrazio 2-2-2

Le ricerche effettuate nell’immediato hanno permesso di rintracciare anche il secondo nomade. Toni Marinkovic aveva trovato rifugio in un terreno adiacente via Bartolo Longo. Dagli accertamenti effettuati sull’auto condotta dai serbi è emerso che la targa apposta sul veicolo è provento di furto denunciato il 7 ottobre scorso al commissariato di polizia di Gallipoli ed appartiene ad una Ford Focus.

La Giulietta utilizzata dai due serbi invece non è risultata oggetto di furto ed appartiene ad un pregiudicato di Napoli. I due nomadi  prima di battere la provincia di Brindisi erano stati notati nella zona di Palagiano. Entrambi hanno un cospicuo curriculum di reati. Per loro oltre alla convalida dell’arresto, è scattato anche il divieto di dimora in provincia di Brindisi per tre anni.

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